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giovedì 4 settembre 2014

Prova del "nove" per Andrea Manco contro l'ostico ungherese Istvan Kiss

Melissano apre le danze. In una fase della stagione poco propensa alle uscite agonistiche, con molte palestre ancora chiuse, il piccolo comune alle porte di Lecce ospiterà la prima serata di boxe settembrina. In programma cinque match dilettantistici e un match tra professionisti. Il clou della riunione sarà infatti il combattimento tra Andrea Manco, vera e propria promessa del pugilato professionistico italiano, e l'ostico ungherese Istvan Kiss, pugile dalla carriera strana, a soli 18 anni si è laureato campione d'Ungheria battendo Andreas Vargas, salvo poi prendere scivoloni clamorosi in match sulla carta assai più abbordabili. 

Il pugile italiano, amministrato della Opi2000 di Salvatore Cherchi, salirà sul ring col chiaro proposito di conservare l'imbattibilità ed inanellare il nono successo in carriera (sono infatti 8 vittorie e un pari le credenziali del suo curriculum fino ad aggi) e di continuare a coltivare il sogno che porta alla chanche per il titolo italiano detenuto da Matteo Signani. 

Andrea Manco, 22enne originario proprio di Melissano, se la dovrà vedere con un avversario dotato di colpi duri, come dimostrano le 8 vittorie prima del limite sulle 16 complessivamente ottenute dall'ungherese in carriera, ma anche perdente in tutti i suoi quattro precedenti italiani, avendo perso per ko contro Devis Boschiero e Michele Di Rocco, e ai punti contro il pugile sardo Vittorio Oi e il romano Andrea Angelocore. 

Andrea Manco, originario proprio di Melissano, ha dichiarato: «Sono felice di combattere davanti alla mia gente, e ringrazio l’assessore allo sport Antonello Endemione e le aziende commerciali di Melissano che hanno sponsorizzato questa kermesse. Sono sicuro di essermi preparato al meglio e come sempre seguirò i preziosi consigli dei miei maestri Francesco Stifani e Carmine Conte». 

Gong previsto per le ore 20:00 in Piazza del Gesù. L'organizzazione ha reso noto che, in caso di pioggia, l'evento si svolgerà all'interno del Palazzetto Tensostatico a qualche centinaio di metri dallo spiazzale in Largo del Gesù.
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«Sono felice di poter tornare sul ring ma soprattutto poterlo fare per la prima volta davanti ai miei concittadini – spiega Andrea – Ringrazio riguardo l’amministrazione comunale di Melissano, in particolare l’assessore allo sport Antonello Endemione. Inoltre, ho apprezzato anche il fattivo sostegno delle aziende commerciali di Melissano e dell’hinterland, per la realizzazione della kermesse. Per la comunità di Melissano, sarà la prima storica serata all’insegna del pugilato. Sono sicuro di essermi preparato al meglio e come sempre seguirò i preziosi consigli che giungeranno dall’angolo grazie alla presenza del mio maestro Francesco Stifani, coadiuvato da Carmine Conte».“
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lunedì 14 ottobre 2013

Andrea Angelocore: «Mi hanno diagnosticato una malattia rara»

«Un anno e mezzo fa Mi hanno diagnosticato una malattia rara». Lui è Andrea Angelocore, ed è una delle promesse del pugilato italiano. Romano, nato e cresciuto ad Ostia, è uno di quei boxeur che piace alla gente, perché la gente applaude quelli che hanno fegato. La mattina lavora in una pescheria, il pomeriggio corre nella palestra del maestro Italo Mattioli.
Ventiquattro anni all’anagrafe, professionista da quando ne aveva venti. A soli 22 anni vince il titolo IBF youth. Prima di lui, così giovane, ci era riuscito solo Adriano Cardarello. Curriculum immacolato, nove vittorie nei nove incontri fino ad oggi disputati, tre prima del limite, ed una lunga trafila nei dilettanti dove si è misurato con i migliori: Mangiacapre, Di Russo e Milos Ippoliti sono solo alcuni dei fighter insieme ai quali ha scritto una piccola epopea del pugilato dilettantistico nostrano.

A Febbraio del 2012 ha affrontato e battuto lo slovacco Ivan Godor. A quel punto, per gli addetti ai lavori, era pronto per il titolo IBF Youngh. Lui invece si era accorto che qualcosa non girava. A dispetto di tutte le sedute d'allenamento, era rigido sulle gambe: «Un cattivo presentimento l’avevo. Mi allenavo tantissimo e non riuscivo a rendere. Sopratutto ero debole sulle gambe, e per un pugile della mia età è un fatto strano. Mi hanno poi spiegato che per via di piccole lesioni ai nervi spinali i miei muscoli non potevano lavorare come volevo, quindi mi indebolivo, e questo aldilà degli allenamenti che sopportavo». 

Una risonanza magnetica, due scatole di antibiotici e va a fare il titolo contro l’ungherese Laszlo Fazekas. Un match spettacolare, duro, combattuto. Lo vince. Qualche giorno dopo arriva la brutta notizia: gli viene diagnosticata una di quelle patologie che il Ministero della Salute ha di recente inserito nel Registro delle Malattie Rare. La cisti di Tarlov o morbo di Alcott. Lui la spiega così: «Ha un’incidenza bassissima, colpisce meno di una persona su cento, nel mio caso riguarda il nervo pudendo. All’inizio i medici non riuscivano a capire cosa fosse. Mi hanno mandato a destra e sinistra a fare tamponi uretrali. Soldi, tempo, e il problema che non accennava a migliorare. Poi a marzo del 2012 è arrivata una prima diagnosi. Quando mi hanno comunicato che ero affetto da una patologia rara mi è crollato il mondo addosso, ma poi ho cominciato ad affrontarla, perché comunque bisogna andare avanti ed io sono una persona tenace». 

Eccola, quindi la brutta notizia che rimette in discussione tutte le certezze e i progetti di un pugile, ma anche di una persona che vorrebbe vivere la sua vita in modo normale, senza dover nascondere con una smorfia il dolore che gli frena una risata o che gli complica i piccoli gesti quotidiani. «E' difficile convivere coi dolori lombo-sacrali, per non parlare dei disturbi alla sfera sessuale e alla mia vita di relazione. Ti faccio un esempio: sono al bar con gli amici, sorrido per una battuta e improvvisamente mi arriva questa scossa, prima il dolore e subito dopo un fastidioso formicolio alla zona perineale. Bruciori del cavo uretrale ogni volta che faccio l'amore, e poi quel senso di pesantezza quando mi alleno». 

Comincia così per Angelocore un assurdo gioco dell’oca da un ospedale all’altro, di quelli in cui non si sa mai in che reparto entrare; ed un combattimento che purtroppo non si deciderà nello spazio breve di sei round. Ci vorranno sei mesi di trattamento con la fibrina e le sedute di etiopatia poi -forse- il ritorno sul ring. L’appuntamento fissato è quello di gennaio contro il bosnico Stanislav Sakic. Sarà il match del ritorno ma anche quello che probabilmente l’avvicinerà al titolo italiano, chance che il quattro volte campione Gianluca Frezza sta offrendo praticamente a tutti i pugili della categoria, e che prima o poi potrebbe presentarsi proprio al boxeur di Fiano Romana. «Non penso al titolo italiano, la vedo una cosa impossibile per il momento. Fino a due mesi fa avevo difficoltà anche a correre quindi mi accontenterei di tornare sul ring. Sarebbe di per sè una vittoria. C'è l'avversario, c'è il match in programma, e ci sono come sempre i miei sponsor: Cantiani, Marinelli e la Sich immobiliare. Manco solo io, che ovviamente vorrei rispettare la scadenza. Date le circostanze però non dipende solo da me».

Andrea Angelocore è un pugile che combatte, sul ring come nella vita. E’ alle prese con questo disturbo nervoso da un anno e mezzo, ma ha scelto di raccontarsi solo oggi, diventando, in quella sua splendida passione per uno sport complicato -reso ancora più complicato dai suoi attuali problemi di salute-, una speranza che cresce un po’ ogni giorno per tutti quelli che soffrono del suo stesso problema. Questa storia, come quella di tutti gli uomini, vive di piccoli risvolti eroici: in questo caso l’umiltà, il realismo e la tenacia nell’inseguire un sogno che al momento sembra impraticabile, ovvero affermarsi nella disciplina che più ama. «Ora come ora fare il pugilato per me è diventato più difficile, ma non c'è cosa al mondo che mi faccia star bene come salire sul ring, quindi stringo i denti e mi alleno. Sono affetto da una patologia che al momento non ha una cura, e questo mi sconforta, ma è vero anche che dopo due mesi di terapia sto già riscontrando i primi effetti benefici. Non vedo l’ora di tornare sul ring.»

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