Visualizzazione post con etichetta pugilato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pugilato. Mostra tutti i post

mercoledì 3 settembre 2014

Branco vs Cantatore: il match si farà... anzi no. Continua il tira e molla tra i due pugili capitolini.

Forse è dovuta alla necessità quasi endemica di promuovere il pugilato italiano attraverso match che da sempre solleticano la curiosità di appassionati ed addetti ai lavori, o forse più semplicemente alla voglia di vedere misurarsi uno contro l'altro i due grandi beniamini della boxe romana. Silvio Branco e Vincenzo Cantatore, entrambi ritiratisi dal quadrato, potrebbero incrociare i guantoni in una notte d'eccezione. Una serata tutta romana, vecchio stile, con un palazzetto stracolmo di gente, che è poi la cornice che ha sempre caratterizzato le uscite dei due fighter, gli unici capaci di suscitare l’interesse delle televisioni e degli sponsor anche in tempi di vacche magre. Entrambi Campioni del Mondo, entrambi italiani, entrambi figli della capitale. Entrambi in grado di portare le dirette televisive Rai ai loro combattimenti.

La A&B event, che aveva lanciato l'idea già in occasione della conferenza stampa d'addio del "Barbaro" di Civitavecchia, mossa dalla disponibilità accordatagli da Clemente Russo e Roberto Cammarelle a partecipare al sottoclou, e da una sicura copertura televisiva per l'evento, ha contattato stamattina i due pugili. L'ipotesi di un match del genere ha subito generato attese ed interesse nella zona di Roma. Una sfida tra due atleti che hanno recitato un ruolo di primo piano nel panorama pugilistico italiano degli ultimi quindici anni. I due hanno fatto la fortuna della sigla WBU negli anni Novanta, Cantatore ha conquistato la cintura mondiale 4 volte e Branco addirittura 9 volte.

Silvio Branco, 48 anni all'anagrafe, ma una condizione atletica eccellente che gli ha permesso di boxare da professionista fino allo scorso anno, è stato quattro volte campione italiano, ha vinto quattro volte il titolo internazionale WBC e tre volte il titolo intercontinentale IBF in due diverse categorie di peso, ed è stato intercontinentale e due volte campione del mondo WBA. Al record di 77 incontri disputati di cui 63 vittorie, 37 prima del limite, 11 sconfitte ed un pari.


Vincenzo Cantatore invece di anni ne ha 43, ed è ancora relativamente giovane rispetto all'avversario, ma ha lasciato la boxe nel 2007. E' stato anche lui campione italiano, poi quattro volte campione internazionale WBC, tre volte campione europeo e una volta campione del Mondo WBO. Al record di 39 incontri disputati, di cui 33 vittorie, 27 per ko, 5 sconfitte ed un pari.

Il Barbaro ha subito accettato la proposta dell'agenzia che fa capo a sua figlia Alessandra, dicendosi pronto a sostenere il match «Non è un ritorno alla boxe, ma se c'è un interesse di chiunque abbia calcato ring importanti a misurarsi con me, io sono pronto». Cantatore invece ha dichiarato di non voler raccogliere la sfida: «Pur riconoscendo tutto quello che ha fatto sul ring, non ritengo Silvio Branco un pugile al mio livello. Per altro ho fortissimi dubbi sul fatto che, dopo sette anni di inattività, la Federazione possa darmi il nullaosta per combattere. L’idea della A&B Events non la prendo neanche in considerazione. Quando salivo sul ring riempivo i palazzetti, con un seguito di tifosi che pochi hanno avuto, mi ritengo un pugile di livello superiore, che fra le altre cose non è mai tornato indietro nelle sue decisioni: secondo me se un atleta decide di ritirarsi, deve rimanere coerente con le sue scelte, io ho solo una parola». Alle dichiarazioni al veleno del collega, Branco ha replicato: «La parlantina ce l'ha, è il coraggio che gli manca». 

L'idea diffusa tra gli addetti ai lavori è che Cantatore, colpevole verso i suoi tifosi di aver già rifiutato il match contro Pietro Aurino nel 2003, con una borsa adeguata potrebbe anche accettare questa insolita sfida. La palla ritorna nelle mani della A&B Events. Di sicuro un combattimento tra due pugili che anagraficamente hanno superato la loro fase migliore, perdendone in riflessi, potrebbe generare un match con molti colpi a segno. Staremo a vedere.



Huck dei record batte anche Larghetti: l'italiano esce a testa alta

Nella serata di ieri, il marchigiano Mirko Larghetti ha provato a strappare la corona dei massimi leggeri versione WBO al serbo tedesco Marco Huck. Sul ring di Halle, “Kapitan” Huck si è riconfermato per la tredicesima volta campione di sigla, eguagliando il record di difese del britannico Jhonny Nelson, al termine di un incontro più sofferto del previsto. Il Re della categoria cruiser, che in carriera aveva già affrontato altri due boxeur italiani (Pietro Aurino nel 2006 per il titolo dell’Unione Europea, e Fabio Tuiach nel 2008 con in palio il titolo EBU vero e proprio) liquidando entrambe le pratiche nel giro di due riprese, ha dovuto stavolta fare i conti con il cuore, la tenacia e la grande preparazione atletica mostrati da Mirko Larghetti. Pochi alla vigilia avrebbero pronosticato un combattimento così aperto, soprattutto nella parte centrale del match, vinto dal tedesco solo ai punti (116-112, 116-112, 118-110 questi i cartellini dei tre giudici). Larghetti è riuscito a dimostrare il suo spessore internazionale in un incontro che probabilmente gli aprirà le porte a circuiti di maggior prestigio, che potranno solo arricchire un curriculum ancora acerbo, nel quale ha fino ad oggi messo in bacheca esclusivamente la cintura dell’Unione Europea conquistata contro l’altro italiano Vincenzo Rossitto, e poi difesa contro il giovane croato Stjepan Vugdelija.

Marco Huck e Mirko Larghetti prima del mondiale WBO
Il tedesco dal canto suo ha inanellato la 38esima vittoria in carriera e può ora pensare con serenità a scegliersi l’avversario per la prossima difesa. La lista dei pretendenti è lunga. Su tutti ci sarebbe proprio l’ex iridato ormai 40enne Johnny Nelson, il quale –presente a bordo ring ieri sera– avrebbe manifestato l’intenzione di rimettere i guantoni ai polsi per affrontare Huck in un match volto a ristabilire le gerarchie della WBO. Ma il combattimento più atteso dal grande pubblico resta quello per l’unificazione del titolo cruiser contro il “Diablo” Krzysztof Wlodarczyk, che dal 2010 detiene e difende la corona massimi leggeri versione WBC. Possibilità che Huck sembra non voler contemplare dal momento che una delle due sconfitte in carriera l’ha patita proprio due anni fa, cercando gloria in WBA contro l’allora imbattuto Alexander Povetkin.

martedì 2 settembre 2014

Addio a Tommy Morrison: l'ex campione WBO e protagonista di Rocky V si è spento all'età di 44 anni

Si era ritirato dall’attività agonistica nel 1996, dopo aver scoperto di essere sieropositivo, ma il richiamo del ring lo aveva riportato sul quadrato dieci anni più tardi per disputare altri due incontri prima dell'addio definitivo del 2008. Tommy Morrison era stato due volte campione del mondo dei pesi massimi nella versione Wbo dopo aver battuto una leggenda della boxe come George Foreman. Aveva avuto tuttavia la sfortuna di nascere in un'epoca nella quale l'intera scena pugilistica veniva dominata dai primati del giovane Mike Tyson. Proprio contro Iron Mike, Morrison avrebbe dovuto battersi nel marzo del 1996 per l'unificazione della corona dei massimi, ma la sconfitta patita l'anno prima contro Lennox Lewis lo costrinse a ripensare la propria carriera, che di li ad un anno lo avrebbe visto appendere provvisoriamente i guanti al chiodo.


Il grande pubblico lo ricorda principalmente per un ruolo cinematografico.
Tommy "Il Duca" aveva infatti ottenuto la popolarità interpretando se stesso nel quinto episodio della saga di Rocky Balboa. 


Tommy Morrison con Stallone, durante le registrazioni di "Rocky V"

Sylvester Stallone, suo tifoso ed amico, l'aveva scritturato quando era ancora dilettante, sebbene molto noto negli States per aver combattuto qualcosa come 400 incontri, quasi tutti vinti prima del limite. Nella sua carriera da professionista avrebbe invece fatto registrare un record di 48 vittorie, 3 sconfitte ed 1 pari, con ben 42 vittorie per ko.

Le cause della morte sono ancora incerte, secondo le fonti più accreditate si sarebbe trattato di una degenerazione della sindrome di Guillain Barré (una paralisi progressiva agli arti) che gli era stata diagnosticata nei primi mesi del 2009. Intanto su youtube già spopolano i video che lo ricordano attraverso i suoi migliori knock out.



lunedì 26 maggio 2014

Simona Galassi batte la Ivanova e si conferma regina d'Europea

Sul ring di Bologna la nostra Simona Galassi (nella foto insieme a Giacobbe Fragomeni) si è imposta sulla bulgara Galina Ivanova nella difesa volontaria del titolo EBU femminile dei pesi mosca. La campionessa ha curato la preparazione di questo importantissimo match europeo sotto l'attenzione dell'ex pugile ferrarese Alessandro Duran.

Simona Galassi con Giacobbe Fragomeni, ex campione WBC
Sin dal primo gong la campionessa ha imposto il proprio ritmo, dettando legge con veloci combinazioni di jab al volto ed al tronco, ed alla seconda ripresa ha affondato un poderoso gancio sinistro che ha scosso l'avversaria. Nel corso della quinta ripresa, una testata accidentale della bulgara, ha aperto una ferita sulla parte alta della fronte di Simona. Il medico di gara ha suggerito all'arbitro di fermare l'incontro e, come da regolamento EBU, si è andati alla lettura dei cartellini, con i verdetti relativi a quanto visto fino a quel momento. Tutti i giudici hanno così incoronato all'unanimità la prova della campionessa italiana, alla quale questa difesa europea riapre le porte ad una chance mondiale.


martedì 13 maggio 2014

Rabchenko lascia il titolo a pochi giorni dal match: per Della Rosa c'è Isaac Reale

Colpo di scena nel panorama Ebu, esattamente a 5 giorni dal match europeo, il campione Sergey Rabchenko ha annunciato che diserterà l'appuntamento di sabato sera ad Ostia Lido. Il motivo ufficiale è la mancata concessione del visto per disputare il combattimento. In realtà il forfait era nell'aria: da tempo infatti il pugile russo, abituato a pubblicare sul proprio sito i video dei combattimenti del suo prossimo avversario, aveva stranamente lasciato tacere la sua pagina fans. Un giornale di Mosca (Russua Beyond the Headlines, sito internet www.rbth.rg.ru) il 23 aprile scorso aveva anche paventato un possibile match tra il russo ed il pugile statunitense Vanes Martirosyan, che è fuori dalla portata dell'Ebu. Una vicenda ancora poco chiara, nella quale l'unica cosa certa è che l'ufficialità è giunta nelle stanze romane solo ieri mattina.
La macchina organizzativa già messa in piedi dalla Opi 2000 si è quindi prodigata in tutta fretta per garantire un combattimento valido per il titolo europeo dei pesi superwelter. Non dev'essere stato facile per Salvatore Cherchi trovare, con un preavviso così breve, un atleta disposto ad affrontare il pugile romano Emanuele "Ruspa" Della Rosa, che ormai prepara il match da quasi quattro mesi. Un primissimo tentativo fatto è stato quello di convincere l'altro italiano Lenny Bottai a cogliere l'"occasione" europea, il livornese ha però rifiutato ritenendo di non poter onorare un match del genere con soli 5 giorni di preparazione, rinviando con una punta di polemica la sua chance continentale alla prossima "occasione". La stessa proposta è stata girata anche ad Orlando Fiordiglio, che detiene la cintura di campione dell'Unione Europea e che insegue proprio "Ruspa" nel ranking nazionale, ma anche il toscano suo malgrado ha dovuto glissare per l'impossibilità a fare il peso nel tempo stabilito. Abbandonate le vie del derby italiano, la ricerca si è spostata alla penisola iberica, ed alla fine il nome è uscito: si tratta di Isaac Reale, 32enne pugile spagnolo, professionista dal 2011, al record di 9 vittorie, di cui 4 prima del limite, ed 1 pari; pugile ad un buon livello di preparazione atletica, dal momento che a fine mese avrebbe dovuto affrontare Sergio Garcia per la difesa volontaria del titolo spagnolo. I favori del pronostico sono ovviamente tutti appannaggio del boxeur italiano che non ha nascosto la propria delusione: «Per preparare questo match ho preso due mesi di ferie sul lavoro e sono andato ad allenarmi in Florida, dal maestro Eufracio Gonzalez della Thump Gym di Miami. Sono davvero amareggiato, io volevo affrontare il migliore d'Europa, e mi ero preparato per misurarmi con lui e non con altri»

Il "Dottor" Fegatilli convola a nozze e rinuncia al match europeo: Boschiero avrà la sua rivincita contro Jacob

Si disputerà il 1 agosto 2014 il titolo europeo EBU tra il campione in carica Romain Jacob e lo sfidante italiano Devis Boschiero. I clan dei due pugili avranno tempo fino al 30 maggio per raggiungere un accordo a trattativa privata, diversamente si andrà alle buste e con ogni probabilità l'incontro finirà ai francesi. L'allenatore  di Boschiero, il maestro Gino Freo, considerate le polemiche legate al precedente incontro tra i due boxeur (che a febbraio costò a Boschiero la cintura), ha chiesto al procuratore del pugile di Correzzola Salvatore Cherchi di fare il possibile per portare l'incontro in Italia . 
Il pugile italiano è stato nominato dall’Ebu solo dopo che lo sfidante ufficiale, il "Dottore" belga Ermanno Fegatilli ha rinunciato al combattimento. Il match era infatti originariamente fissato per al 12 settembre e fino a li il belga aveva accettato il combattimento, quando poi l'entourage del francese ha anticipato la sfida al 1 agosto, Fegatilli si è visto costretto a rinunciare, avendo già da tempo fissato per il 2 agosto la data delle proprie nozze. Boschiero ha appreso la notizia ieri mattina e si è immediatamente precipitato in palestra per iniziare gli allenamenti, lasciandosi alle spalle alcuni recenti dissapori con la Boxe Piavese. L'occasione è ghiottissima ed il pugile padovano non può lasciarsela sfuggire, perché certamente non gli ricapiterà a stretto giro di posta, essendo che il francese aveva già dichiarato di non volergli concedere alcuna rivincita volontaria.

lunedì 12 maggio 2014

Stiverne batte Arreola ed è il nuovo campione del mondo WBC dei pesi massimi

Ieri sera a Las Vegas, dopo sei lunghi anni di dominio Klycko (l'ucraino aveva vinto e difeso il titolo anche nel 2004, ma dal 2008 lo deteneva ininterrottamente), la cintura dei massimi della WBC ha incoronato un nuovo Re.
Dopo che il campione ucraino Vitalij Klyčko ha abbandonato il pugilato per dedicarsi unicamente alla politica, il titolo mondiale WBC dei pesi massimi ha incoronato il canadese Bernard Stiverne, a cui sono bastate sei riprese per imporsi sullo statunitense Chris Arreola, che già cinque anni fa aveva provato l'assalto al titolo mondiale proprio contro Vitali Klycko. Per il canadese si è trattato della 24esima vittoria in carriera su 26 incontri fino ad ora disputati. Il nuovo iridato ha adesso sei mesi di tempo per scegliere il proprio sfidante, in una difesa volontaria che possa catturare l'attenzione dei media di tutto il mondo. I pretendenti sono tanti e i rotocalchi sportivi avranno ora tutto il tempo per imbastire una lista di papabili nomi: in poleposition c'è l'imbattuto Deonatay Wilder, poi tutti gli altri, da Mike Pérez a Tyson Fury fino a Dereck Chisora, tutti e tre hanno delle legittime aspettative considerata la posizione che attualmente occupano nel ranking WBC. Poi ci sono Kubrat Pulev, Ruslan Chagaev, Luís Ortiz e Aleksandr Povetkin. Sebbene il team di Stiverne potrebbe anche tranquillamente optare per il connazionale Didier Bence. L'unico avversario che Stiverne sembra intenzionato ad evitare per il momento è proprio l'altro ucraino Wladimir Klycko.

Per Maidana niente rivincita con Mayweather. Lo ha deciso Floyd Senior che torna a parlare di Pacquiaio.


Giunge come una di quelle raccomandazioni che i genitori fanno ai loro bambini quando escono di casa, l'ultimo dictat di Floyd Senior al figlio: «Marcos Maidana non merita una seconda chance. Ha giocato sporco, con testate e colpi dietro la nuca. Se mio figlio gli concederà la rivincita io non sarò al suo angolo». 


Floyd Mayweather al termine del match contro Canelo
In realtà non sarebbe la prima volta per Mayweather Junior senza il genitore a fargli da istruttore. E' già accaduto nel 2000 quando l'allora Re dei Superpiuma litigò col padre allontanandolo dal suo team. Lite che durò più di cinque anni, anni nei quali Floyd Sr si propose anche come allenatore di Oscar De La Hoya per la sfida contro il figlio. Dissapori che però sono ormai alle spalle: da quando Floyd Junior è tornato sul ring nel 2009, dopo il prematuro ritiro nel 2007, il clan Mayweather è sempre apparso affiatatissimo. C'è da credere quindi che "Money" darà ascolto al papà e non concederà nessuna rivincita all'argentino.



Si fa quindi nuovamente largo l'ipotesi di un match contro Manny Pacquiaio, match di cui si fa un gran parlare ormai da quattro anni. E' lo stesso Floyd Senior a dichiararlo tra le riga: «Mio figlio ha bisogno di nuovi stimoli e di avversari all'altezza, non deve perdere tempo in rivincite se vuol battere tutti i migliori. Vorrei affrontasse un mancino». E il pensiero immediatamente va a Pacquiao, che oltre ad essere uno dei migliori, è anche uno dei pochissimi mancini nal ranking (insieme a Devon Alexander, Ray Robinson e all'italiano Leonard Bundu). L'incontro tra Mayweather e Pacquiaio si sarebbe dovuto fare già nel 2010, quando cioè il campione americano si lanciò in dichiarazioni a sfondo razzista che non andarono giù all'asiatico. La trattativa però si complicò per una questione economica. Reintavoltata lo scorso anno slittò nuovamente perchè al campione filippino i medici consigliarono un periodo di riposo in ragione di preoccupanti sintomatologia che aveva fatto pensare all'Alzaimher.

lunedì 5 maggio 2014

De Vitis da "peso leggero" vola in Finlandia per strappare la corona a Tatlii

Venerdì 9 maggio 2014, il Pittbull brindisino Antonio De Vitis volerà alla volta della Finlandia per provare ad arricchire il proprio palmares. In palio c'è la cintura intercontinentale WBA dei pesi leggeri, attualmente detenuta dal finlandese Edis Tatli. Il campione in carica, finlandese naturalizzato ma originario del Kossovo, ha conquistato la corona un anno fa, battendo il campione domenicano Felix Lora. Ha poi difeso la cintura nel dicembre scorso dall'assalto del sudafricano Mzonke Fana. Due anni fa il mancino di Helsinki è anche stato campione dell'Unione Europea, e nel suo curriculum immacolato, fatto di 22 vittorie, di cui 6 per ko, spiccano due precedenti vittoriosi contro i pugili italiani Pasquale di Silvio e Paolo Gassani. Sulla sua pagina pagina facebook il fighter finlandese ha caricato un video indirizzato al suo sfidante, nel quale mostra una parte del proprio allenamento alla pera veloce con la scritta: «ultimi pugni di allenamento, i prossimi andranno sulla sua faccia».
Antonio De Vitis dal canto suo, vanta un curriculum di 26 vittorie, di cui 14 prima del limite, 3 sconfitte ed un pari, e nella categoria dei superpiuma è già stato campione italiano, campione del Mediterraneo per la sigla WBC, ed ha vinto prima il titolo internazionale e poi quello intercontinentale nella sigla IBF. Non gli è invece riuscita la conquista del prestigioso titolo europeo EBU sfumato contro il "dottore" Ermanno Fegatilli nel 2012, e contro il connazionale Devis Boschiero l'anno successivo, match quest'ultimo che è rimasto nel cuore di molti appassionati di pugilato per l'altissimo agonismo delle dodici riprese. Agonismo ed emozioni che il "Pittbull" non risparmierà neppure in questa spedizione finlandese.
Incontro con molte incognite per il boxeur pugliese, che generalmente combatte nella categoria dei superpiuma, e quindi concederà qualche kilogrammo al suo avversario. Il finlandese è un mancino ostico, dieci anni più giovane del nostro De Vitis, che comunque parte con i favori del pronostico dalla sua parte e che ha tenuto a chiarire i propositi con i quali volerà all'Ureheilutalo: «Partecipare non mi è mai interessato, io voglio vincere».

martedì 11 febbraio 2014

Klitschko offre cinquanta milioni a Lennox Lewis per combattere a giugno 2015


Incredibile la proposta avanzata del pluricampione dei massimi Wladimir Klitschko all'ormai ex pugile quarantottenne Lennox Lewis. Stando a quanto dichiarato alla stampa dall'ex "Lion" del ring, il boxeur ucraino Wladimir Klitschko, titolare delle corone Wba-Ibf-Wbo-Ibo, gli avrebbe offerto una borsa di poco inferiore ai 50 milioni di dollari per tornare sul quadrato entro giugno del prossimo anno.




Lewis, ormai lontano dal ring da quasi dieci anni, ha raccontato il tutto alla rivista Daily Mail, dichiarando di essere anche disponibile a riprendere a saltare la corda, ma a una cifra superiore. «Non combatto per meno di 100 milioni di dollari. Mi sono ritirato da campione, dopo aver battuto Rahman, Tyson e soprattutto il suo fratellone Vitali Klitschko e questo la gente lo sa, quindi la mia performance costa». Pronta la replica del maggiore dei fratelli ucraini: «Lewis continua a vantarsi di avermi battuto, quando onestamente potrebbe ammettere che si trattò di una vittoria fortunosa e rocambolesca. Chiunque abbia seguito quell'incontro sa come si sono svolte realmente le cose. Se non fosse stato per quel taglio maligno l'incontro l'avrei vinto io, dato che in sei riprese mi colpì una sola volta. Non è un avversario che può impensierire mio fratello, per giunta se si considera che è fuori dal giro da circa dieci anni».

Tuttavia l'attenzione attorno a questo ipotetico incontro, nata attorno alle indiscrezioni dell'ultim'ora, si è fatta altissima. Wladimir Klitschko metterebbe in palio tutte le sue cinture, e Lewis avrebbe l'occasione di iscrivere il proprio nome in un club esclusivo della boxe: nessun pugile infatti ha mai vinto un mondiale dei massimi dopo i 48 anni. «Con sei mesi di tempo a disposizione potrei tranquillamente recuperare una condizione di forma ottimale e sostenere il match, ma per tornare a buttar sangue in palestra pretendo una cifra con otto zeri»

lunedì 28 ottobre 2013

Rodrigo Bracco sfida il francese Anthony Settoul. In palio c'è il titolo EBU-UE.

L’incontro tra il toscano Rodrigo Bracco, e il francese Anthony Settoul, attuale campione dell’Unione europea dei ‘pesi Gallo’, si disputerà il prossimo 22 novembre 2013 a Clermont-Ferrand, capoluogo francese della regione d'Alvernia. I rappresentanti dei due pugili hanno raggiunto l’accordo, senza la necessità di andare alle buste per l’asta.


Anthony Settoul ha 26 anni ed è entrato nei professionisti quando ne aveva venti, al record di 16 vittorie, di cui 5 prima del limite e due sconfitte, e già stato due volte campione di Francia, battendo prima Yoan Boyeaux e poi Jerome Arnould, e dal luglio 2012 è il detentore del titolo EBU-EU dopo aver battuto ai punti lo statunitense Craig Lyon. 

Rodrigo Bracco invece di anni ne ha 33 anni, quasi tutti passati nelle palestre. Cileno naturalizzato italiano è diventato pugile professionista solo nel 2007 ed il suo record parla di 14 vittorie, di cui 5 per ko, e 4 sconfitte. Le sue qualità gli hanno permesso di farsi notare sin da subito, portandolo a giocarsi già nel 2008, una chance per la corona nazionale, incontro perso ai punti contro Emiliano Salvini. Ma il titolo italiano Bracco lo ha poi conquistato due anni più tardi contro Pio Amedeo Nettuno, e lo ha difeso per due volte, sempre contro lo stesso pugile. Il pugile toscano ha avuto anche una vetrina europea nel 2010 quando ha tentato l’assalto al titolo EBU del britannico Jamie McDonnell, ora anche campione IBF della categoria.

Gli allenamenti di Rodrigo Bracco sono cominciati ad ottobre, con un trasferimento a Clermont Ferrand previsto a circa cinque giorni prima del match europeo.

mercoledì 16 ottobre 2013

Ceglia contro Lancia per il titolo leggeri. Nel sottoclou lo sfidante ufficiale Carel Sandon, e i supermedi Ranaldi e Grimieri

Il prossimo 8 novembre, a Guidonia, il boxeur napoletano Gianluca Ceglia proverà a strappare a Manuel Lancia la corona italiana dei pesi leggeri, che il pugile laziale ha conquistato lo scorso 20 luglio contro Pasquale Di Silvio. Si tratta di una difesa volontaria, alla quale presterà grandissima attenzione Carel Sandon, impegnato nel sottoclou della stessa serata contro Giuseppe Rauseo. Sandon è infatti stato nominato sfidante ufficiale dalla federazione, e dovrebbe affrontare il prossimo campione italiano entro febbraio 2014. 

Manuel Lancia, campione italiano in carica dei pesi leggeri
Ceglia ha 23 anni e proviene della Boxe Vesuviana. 

Al record di 9 vittorie, di cui 2 prima del limite, ed un'unica sconfitta rimediata contro l'attuale campione italiano dei superleggeri Andrea Scarpa, che pure era riuscito a mettere a sedere nel corso del 3’round. Stile molto personale ed elusivo, il campano è un pugile tecnico che però all'occorrenza non disdegna il corpo a corpo come dimostrato nel match contro Giuseppe Lo Faro. 

Sul ring allestito da Davide Buccioni, oltre a Rauseo e Carel Sandon, saliranno anche i due pugili romani Valerio Ranaldi e Manuel Grimieri De Ioanni, che incrocieranno i guantoni in un match di prospettiva interessante. SI tratta infatti di due pugili, entrambi venticinquenni, sui quali la categoria supermedi ripone grandi speranze.
Altro match del sottoclou professionistico dovrebbe essere quello tra Andrea Pesce e Riccardo Lecca, quest'ultimo al ritorno sul quadrato dopo la sfortunato assalto al titolo contro Francesco Di Fiore.


Slip Decision per Timothy Bradley che schianta anche Marquez

Dopo Pacquaio, il campione WBO dei welter Timothy Bradley  ha battuto anche il fuoriclasse messicano Juan Manuel Marquez. E' finita con una Slip Decision, quindi un verdetto non unanime che presta il fianco alle polemiche. Strascichi -forse- di quelle ancora vive e relative all'ultimo match del "Desert Stom" contro Manny Pacquiao. Se contro il campione filippino la decisione sembrò decisamente sbilanciata, nel combattimento contro Marquez, Bradley ha invece sostanzialmente meritato i cartellini. Combattimento tutto sommato equilibrato, e a tratti noioso, nel quale il campione ha comunque imposto la sua maggiore velocità. Incontro che ha visto protagonista il jab sinistro di Bradley, il quale ha messo a segno più colpi del messicano, senza però mai doppiare o portare serie che potessero emozionare il numerosissimo pubblico presente e i milioni di spettatori collegati in streaming. 

Manny Pacquiao e Timothy Bradley prima del primo combattimento



lunedì 14 ottobre 2013

Boschiero fatica contro Frenois ma mantiene la cintura europea

Boom Bomm Devis Boschiero resta sul tetto d'Europa. L'imbianchino di Correzzola ha sofferto più del previsto contro l'imbattuto francese Guillaume Frenois, ma alla fine l'ha spuntata. L'incontro ha confermato le aspettative della vigilia, e sul quadrato è stato un autentico show di tecnica fornito da entrambi. E' finita con un verdetto unanime di 117 a 111 per i primi due giudici e 117 a 112 per il terzo. I cartellini finali abbastanza larghi nascondono però le difficoltà incontrate dal campione padovano nel tenere a bada il lungo sinistro dello sfidante e nel riuscire a portare il match sulla corta distanza come suggeriva a più riprese il maestro Freo dal suo angolo. In ogni caso l'obbiettivo riuscito della terza difesa consecutiva apre ora le porte alla sfida per il titolo mondiale Wbc invocata a gran voce da tutti gli appassionati della boxe superpiuma. L'attuale campione del mondo, il giapponese Miura, ha manifestato interesse per un match che dovrebbe concretizzarsi tra luglio e settembre del 2014. Boschiero ha tutte le carte in regola, ed ha dimostrato, una volta di più, di avere anche il cuore e i numeri per fare suo il titolo mondiale. L'occasione però è legata a doppio filo con il possesso della cintura europea che Boschiero attualemente detiene, ma per la quale l'Ebu ha già nominato un nuovo sfidante: il belga Ermanno Fegatilli, che il padovano dovrà necessariamente affrontare prima di Febbraio.
Nella serata all’ippodromo Breda ha trovato spazio anche un pregevole sottoclou che ha visto rimontare sul quadrato il quarantenne Cristian Sanavia, già campione del mondo WBC nel 2004 e poi cinque volte campione d'Europa per la sigla EBU. Per lui un ritorno in grande stile con una netta vittoria ai punti su Marko Benzon.

Andrea Angelocore: «Mi hanno diagnosticato una malattia rara»

«Un anno e mezzo fa Mi hanno diagnosticato una malattia rara». Lui è Andrea Angelocore, ed è una delle promesse del pugilato italiano. Romano, nato e cresciuto ad Ostia, è uno di quei boxeur che piace alla gente, perché la gente applaude quelli che hanno fegato. La mattina lavora in una pescheria, il pomeriggio corre nella palestra del maestro Italo Mattioli.
Ventiquattro anni all’anagrafe, professionista da quando ne aveva venti. A soli 22 anni vince il titolo IBF youth. Prima di lui, così giovane, ci era riuscito solo Adriano Cardarello. Curriculum immacolato, nove vittorie nei nove incontri fino ad oggi disputati, tre prima del limite, ed una lunga trafila nei dilettanti dove si è misurato con i migliori: Mangiacapre, Di Russo e Milos Ippoliti sono solo alcuni dei fighter insieme ai quali ha scritto una piccola epopea del pugilato dilettantistico nostrano.

A Febbraio del 2012 ha affrontato e battuto lo slovacco Ivan Godor. A quel punto, per gli addetti ai lavori, era pronto per il titolo IBF Youngh. Lui invece si era accorto che qualcosa non girava. A dispetto di tutte le sedute d'allenamento, era rigido sulle gambe: «Un cattivo presentimento l’avevo. Mi allenavo tantissimo e non riuscivo a rendere. Sopratutto ero debole sulle gambe, e per un pugile della mia età è un fatto strano. Mi hanno poi spiegato che per via di piccole lesioni ai nervi spinali i miei muscoli non potevano lavorare come volevo, quindi mi indebolivo, e questo aldilà degli allenamenti che sopportavo». 

Una risonanza magnetica, due scatole di antibiotici e va a fare il titolo contro l’ungherese Laszlo Fazekas. Un match spettacolare, duro, combattuto. Lo vince. Qualche giorno dopo arriva la brutta notizia: gli viene diagnosticata una di quelle patologie che il Ministero della Salute ha di recente inserito nel Registro delle Malattie Rare. La cisti di Tarlov o morbo di Alcott. Lui la spiega così: «Ha un’incidenza bassissima, colpisce meno di una persona su cento, nel mio caso riguarda il nervo pudendo. All’inizio i medici non riuscivano a capire cosa fosse. Mi hanno mandato a destra e sinistra a fare tamponi uretrali. Soldi, tempo, e il problema che non accennava a migliorare. Poi a marzo del 2012 è arrivata una prima diagnosi. Quando mi hanno comunicato che ero affetto da una patologia rara mi è crollato il mondo addosso, ma poi ho cominciato ad affrontarla, perché comunque bisogna andare avanti ed io sono una persona tenace». 

Eccola, quindi la brutta notizia che rimette in discussione tutte le certezze e i progetti di un pugile, ma anche di una persona che vorrebbe vivere la sua vita in modo normale, senza dover nascondere con una smorfia il dolore che gli frena una risata o che gli complica i piccoli gesti quotidiani. «E' difficile convivere coi dolori lombo-sacrali, per non parlare dei disturbi alla sfera sessuale e alla mia vita di relazione. Ti faccio un esempio: sono al bar con gli amici, sorrido per una battuta e improvvisamente mi arriva questa scossa, prima il dolore e subito dopo un fastidioso formicolio alla zona perineale. Bruciori del cavo uretrale ogni volta che faccio l'amore, e poi quel senso di pesantezza quando mi alleno». 

Comincia così per Angelocore un assurdo gioco dell’oca da un ospedale all’altro, di quelli in cui non si sa mai in che reparto entrare; ed un combattimento che purtroppo non si deciderà nello spazio breve di sei round. Ci vorranno sei mesi di trattamento con la fibrina e le sedute di etiopatia poi -forse- il ritorno sul ring. L’appuntamento fissato è quello di gennaio contro il bosnico Stanislav Sakic. Sarà il match del ritorno ma anche quello che probabilmente l’avvicinerà al titolo italiano, chance che il quattro volte campione Gianluca Frezza sta offrendo praticamente a tutti i pugili della categoria, e che prima o poi potrebbe presentarsi proprio al boxeur di Fiano Romana. «Non penso al titolo italiano, la vedo una cosa impossibile per il momento. Fino a due mesi fa avevo difficoltà anche a correre quindi mi accontenterei di tornare sul ring. Sarebbe di per sè una vittoria. C'è l'avversario, c'è il match in programma, e ci sono come sempre i miei sponsor: Cantiani, Marinelli e la Sich immobiliare. Manco solo io, che ovviamente vorrei rispettare la scadenza. Date le circostanze però non dipende solo da me».

Andrea Angelocore è un pugile che combatte, sul ring come nella vita. E’ alle prese con questo disturbo nervoso da un anno e mezzo, ma ha scelto di raccontarsi solo oggi, diventando, in quella sua splendida passione per uno sport complicato -reso ancora più complicato dai suoi attuali problemi di salute-, una speranza che cresce un po’ ogni giorno per tutti quelli che soffrono del suo stesso problema. Questa storia, come quella di tutti gli uomini, vive di piccoli risvolti eroici: in questo caso l’umiltà, il realismo e la tenacia nell’inseguire un sogno che al momento sembra impraticabile, ovvero affermarsi nella disciplina che più ama. «Ora come ora fare il pugilato per me è diventato più difficile, ma non c'è cosa al mondo che mi faccia star bene come salire sul ring, quindi stringo i denti e mi alleno. Sono affetto da una patologia che al momento non ha una cura, e questo mi sconforta, ma è vero anche che dopo due mesi di terapia sto già riscontrando i primi effetti benefici. Non vedo l’ora di tornare sul ring.»

Tutti gli articoli vengono condivisi sulla pagina facebook ✗✘✗ per Ginosinità

Arriva anche il "sì" di Bundu: esordirà in Coppa del Mondo a febbraio

    Lo spessore pugilistico di Leonard Bundu troverà una nuova vetrina nel torneo che la World Boxing Council ha recentemente messo in piedi: la Coppa del Mondo WBC. Si tratta di una manifestazione inedita ad eliminazione diretta che permetterà al vincitore di affrontare il detentore del titolo mondiale WBC della propria categoria di peso. E’ l’ultima trovata del presidente Josè Sulaiman. Per Leonard Bundu si profila quindi all’orizzonte la chance di misurarsi con l’immenso Floyd Mayweather, che proprio la scorsa settimana ha inflitto una dura lezione di boxe al 23enne Soul Alvarez. Le riserve circa la partecipazione del pugile toscano a questa competizione sono state definitivamente sciolte dal suo manager Mario Loreni, che proprio ieri ha dichiarato agli organi di stampa che l’esordio di Bundu nella Confederetion WBC è previsto per il 12 febbraio. Entro dicembre dovremmo invece vedere impegnato il fuoriclasse fiorentino nella difesa del titolo europeo contro il romano Gianluca Branco. Alla Coppa del Mondo, come già anticipato nei giorni scorsi, prenderà parte anche l’altro italiano Brunet Zamora, che sostituirà Emiliano Marsili. 

Leonard "Leo" Bundu, campione intercontinentale dei walter
nella versione WBA e detentore della cintura europea EBU

Pacquiao a rischio Parkinson e salta il match con Mayweather


Manny Pacquiao come Muhammed Alì. Secondo quanto affermato dal neurologo Rustico Jimenez in una intervista per la Fox Deportes, il pluricampione del mondo sarebbe affetto del morbo di Parkinson: «I suoi riflessi sono ancora veloci, ma i movimenti delle sue mani fanno chiaramente pensare al Parkinson».


Non è un caso che il fuoriclasse filippino, già campione del mondo in otto diverse categorie di peso, dopo il match infelice contro Marquez, stia osservando un periodo di riposo. Secondo quanto fatto trapelare dal suo enturage, il boxeur di Manila City per tornare sul ring dovrà sottoporsi a visite mediche, e riottenere la licenza a combattere. Per l'eroe nazionale delle Filippine, che nel suo Paese attualmente ricopre anche la carica di parlamentare, salta dunque -almeno nel breve periodo- l'ipotesi di un incontro con "the Money" Floyd Mayweather Junior, il quale, dopo aver demolito Alvarez, aveva pensato proprio al coetano Paquiao per l'incontro evento del 2014. Dovrà invece ripiegare sull'argentino Marcos Rene Maidana o su Carlos Molina, entrambi disposti a sostenere il combattimento col "Pretty Boy".

Manny Pacquiao, campione del mondo in otto diverse categorie di peso

domenica 13 ottobre 2013

Condannato McCalium: provò a rubare in casa dell'ex pugile Frank Corti e fini al tappeto

Dopo quattro anni nelle aule di tribunale, è giunta finalmente ad una conclusione la curiosa vicenda del ladro più sfortunato del Regno Unito. Gregory McCalium ha 23 anni, di professione è un “topo d’appartamenti” ed alle forze dell’ordine è noto come “Lupin III°”, soprannome che si porta dietro sin da quand’era adolescente. Nell’agosto del 2009 McCalium ha provato a fare il classico colpo rapido e "indolore" introducendosi nella maestosa abitazione di una coppia d’anziani del quartiere Botley, ad Oxford. Non poteva immaginare che in quel pomeriggio di San Lorenzo, avrebbe visto le stelle. Fatalità infatti ha voluto che quel pomeriggio l’anziano proprietario fosse in casa, e che quel proprietario rispondesse al nome di Frank Corti, 72 anni compiuti il giorno prima, ex pugile professionista in pensione, nipote del grande boxeur argentino anni trenta Eduardo Corti, ma anche ex militare dei Royal Engineers di Sua Maestà durante la guerra in Nord Africa del 1956.

Il giovane ladro, sorpreso dalla coppia mentre provava maldestramente a scassinare la cassaforte contenente gli ori di famiglia, afferra un coltello da cucina e minaccia la moglie del pugile ordinandogli d’aprire la cassetta di sicurezza. Frank Corti, glicemia in eccesso e capelli bianchi, ma fisicamente ancora in ottima forma, mantiene la calma e tira fuori dal proprio repertorio un violento gancio destro che manda ko il Lupin III° d’oltremanica. Ecco quindi che il piano criminoso che nelle intenzioni del giovane ladro doveva essere “indolore” si è rivelato invece “dolorosissimo” tant’è che McCalium assai malconcio è stato ricoverato d’urgenza presso il dipartimento di Medicina per un lieve trauma cranico.

La bizzarra vicenda è arrivata a sentenza proprio nella mattinata di ieri, a poco più di quattro anni dall’episodio. Il tribunale di Oxford ha condannato il novello Lupin a 15 mesi di reclusione per tentato furto, aggravato dall’uso di armi.

Nel solito varietà delle opinioni susseguitesi negli anni, qualcuno alla televisione inglese ha anche preso le parti del ladro, accusando Corti di eccesso di legittima difesa, considerato che McCalium a distanza di anni da quel gancio destro si è sottoposto più volte a controlli neurologici. A tutti questi commentatori l’ex pugile ha sempre dato la stessa risposta: «Non posso preoccuparmi di quanto sia debole la mascella di uno che è entrato in casa mia e mi ha puntato contro un coltello. Ma in che mondo viviamo? Devo essere criticato per aver difeso ciò che è mio». In effetti. La domanda non è retorica.

Mayweather troppo forte, Alvarez s'inchina. Si pensa già ad un match con Pacquiao.

Non conosce rivali l'immenso Floyd Mayweather. Anche il ventitrenne Saul "Canelo" Alvarez deve arrendersi al campionissimo americano, che si presenta sul quadrato in una condizione di forma strepitosa che fa sembrare lui il più giovane tra i due pugili. Il combattimento dei record con la borsa più ricca di sempre nella storia del pugilato (Mayweather ha percepito circa 41 milioni di dollari) ed il primato nelle vendite al botteghino (quasi 20 milioni d'incasso), ha seguito il solito copione, con lo statunitense sempre padrone del ring. "The Money" ha dato sfoggio di tutta la propria classe con bellissime combinazioni e serie di colpi. 
L'unica vera sorpresa è arrivata nel finale, quando alla lettura dei cartellini si è scoperto che uno dei tre giudici aveva valutato l'incontro pari, mentre gli altri avevano premiato giustamente "the Money" con un 116 a 112 ed un 117 a 111. La notizia è quindi che per la seconda volta in carriera lo statunitense ha vinto per maggiority decision anzichè con il consueto verdetto unanime. Ma nel concreto è stata la solita "lezione di pugilato" inflitta ad un avversario non ancora pronto, da parte di uno che al momento non sembra avere rivali sulla scena. L'unico avversario di cartello potrebbe essere Manny Pacquiao, e c'è ragione di credere che se i team dei due pugili dovessero raggiungere un accordo entro dicembre, le cifre megagalattiche toccate per il match contro Alvarez potrebbero essere addirittura doppiate in quello che può, a ragione, già ritenersi il match clou del 2014.

Siri Salido stende Cruz e si riprende la cintura WBO

Il messicano Orlando "Siri" Salido si è ripreso con merito la cintura mondiale WBO dei pesi piuma, imponendosi di prepotenza contro un Orlando Cruz molto mobile sulle gambe ma inconsistente nella fase difensiva. Delusione intorno all'equilibrio di un match le cui attenzioni dei giorni scorsi si erano concentrate più sui gusti sessuali dei due contendenti, che sulle reali qualità pugilistiche dei due cosfidanti al titolo vacante.

In ogni caso, sul ring di Las Vegas, il portoricano aveva cominciato bene, confermando le aspettative della vigilia che lo vedevano leggermente favorito, Nelle prime quattro riprese infatti Cruz gestisce il match evitando gli scambi a viso aperto, ma nella quinta e nella sesta ripresa accusa l'iniziativa di Salido, la cui irruenza esplode all'inizio della settima ripresa, quando il messicano 
 stringe alle corde il rivale, investendolo con una rafficadi colpi al corpo e al viso,  che mandano definitivamente al tappeto Cruz.

Traduci la notizia in tutte le lingue