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martedì 17 novembre 2015

Scarpa all'assalto dell'intercontinentale IBF: battere Chaibi per entrare nella classifica mondiale

Sabato 28 novembre, al Palasport "Le Cupole" di Torino, il campione italiano dei superleggeri Andrea Scarpa tenterà l'assalto al vacante titolo intecontinentale IBF contro il coosfidante francese Lyes Chaibi, al record di 14 vittorie, 8 sconfitte e 2 pari. Il curriculum non proprio immacolato del transalpino non deve trarre in inganno: il francese ha infatti affrontato con coraggio, sebbene patendo la manifesta inferiorità, atleti i spessore come Fouad El Massoudi, Mohammed Mimoun, Samuel Vergas, Isaac Real (che lo scorso anno ha mandato a vuoto il nostro Emanuele Della Rosa nel match valevole per il titolo europeo), Cefalino Rodriguez (campione WBC dell'America latina e vecchia conoscenza di un altro pugile italiano Stefano Castellucci) e l'imbattuto canadese Steven Butler. Il beniamino di casa, dal canto suo, vanta invece un curriculum più pulito fatto di 18 vittorie, di cui ben 9 prima del limite, e 2 sole sconfitte. Nel 2012 si è laureato per la prima volta campione d’Italia nella categoria dei superpiuma battendo l'ottimo Cipolletta. Nello stesso anno ha difeso il titolo sbarazzandosi in due riprese dell'italo-americano Floriano Pagliara. Nel giugno 2013 è salito di peso ed ha sfilato la cintura dei superleggeri al "dottore" milanese Renato De Donato, corona che ha difeso prima contro il napoletano Acattullo e poi contro il friulano De Prophetis. I favori del pronostico sono leggermente appannaggio del nostro portabandiera, ma il match si preannuncia equilibrato e combattuto, ed il calore del pubblico sarà sicuramente un fattore importantissimo.


La copertura me­diatica dell'evento sarà garantita dell'emittente Dee­jay Tv che trasmetterà in diretta l'incontro a partire dalle 23:00, con 7 paesi collegati in tutta Europa. Il vincitore dell'incontro entrerà nella classifica mondiale e potrà ambire ad una chance titolata a livello europeo (a dicembre Nieto e Daws si affronteranno per la cintura EBU) ed iniziare a guardare più da vicino il campione russo Eduard Troyanovsky. 


martedì 9 giugno 2015

Scarpa mette in palio la cintura: il 20 giugno affronterà l'esperto De Prophetis.

Il 20 giugno prossimo, presso il Teatro Principe di Milano, il foggiano Andrea Scarpa, metterà in palio il titolo italiano dei pesi superleggeri professionisti contro lo sfidante friulano Emanuele De Prophetis. La manifestazione sarà organizzata dalla OPI 2000 di Salvatore Cherchi, preceduta da una breve esibizione del repper Mondo Marcio e teletrasmessa in diretta da Raisport.

Andrea Scarpa ha ventotto anni, è foggiano di origini, ma piemontese di adozione. Scarpa vanta un curriculum di 17 vittorie e 2 sole sconfitte. Nel 2012 si è laureato per la prima volta campione d’Italia nella categoria dei superpiuma battendo l'ottimo Nicola Cipolletta. Nello stesso anno ha difeso il titolo sbarazzandosi in due riprese dell'italo-americano Floriano Pagliara. Nel giugno 2013 è salito di peso ed ha sfilato la cintura dei superleggeri al campione milanese Renato De Donato, corona che ha poi difeso anche contro il napoletano Francesco Acattullo (attuale co-sfidante al titolo italiano dei pesi leggeri).

Emanuele De Prophetis invece di anni ne ha quasi 40, ma in barba all'anagrafe ha deciso di tornare alla boxe attiva dopo quattro anni di inattività. Il pugile friulano vanta un curriculum di 23 incontri, con un record di 16 vittorie e 7 sconfitte. In carriera è stato già detentore del titolo Italiano dei superleggeri nel 2009 e del titolo intercontinentale. De Prophetis è abituato ai match titolati avendo già affrontato tra gli altri, Ville Piispanen nel 2010 per la cintura dell'Unione Europea, ed Aram Ramazyan per il titolo internazionale IBf nel 2007.

I favori del pronostico sono tutti appannaggio del più giovane campione in carica, il quale avrà dalla sua il certo sostegno del folto pubblico, che ormai abitualmente lo segue nei suoi incontri anche lontano dalle mura amiche di Torino.

venerdì 12 settembre 2014

Rivincita tra Mayweather e Maidana: i pronostici di alcuni pugili italiani

E´ tempo di Mayweather vs Maidana II. Domani sera si alzerà il sipario su uno dei match più attesi dell'anno, l'ennesima difesa dei titolo mondiale leggeri di Floyd Mayweather Junior. L´imbattuto statunitense concederà la rivincita al "Chino" argentino Carlos René Maidana.



Sono passati dodici anni dall'ultima volta in cui il "Pretty Boy" ha concesso una rivincita. L'avversario di allora era Jose Louis Castillo. Due le canche concesse anche a Jesus Chavez, quando il signore della Boxe era ancora un superpiuma.

Domani sera, come sempre, Floyd si presenterà sul ring con tutti i favori del pronostico dalla sua, sebbene tanti appassionati, più o meno apertamente, confidino nel pugilato sgraziato ma efficace dell'argentino. Chi vincerà? Su questo big match abbiamo sentito i pareri di alcuni pugili di casa nostra.

Renato De Donato (ex campione italiano dei superleggeri): «Da tecnico che ammira moltissimo Floyd Mayweather, io dico che vincerà il pugilato intelligente di Floyd. Secondo me Maidana proverà a fare un match asfissiante e sporco, e molto probabilmente si andrà ai punti anche stavolta. 

Di sicuro, se l'argentino provasse anche per un secondo a giocare a scacchi con Floyd, finirebbe al tappeto. Poi, ovviamente, va riconosciuto a Cesare ciò che è di Cesare: Marcos Rene Maidana ha gli iveco al posto delle mani e questo lascia spazio ai colpi di scena, ma se Floyd non fa errori vince dinuovo lui. E Floyd errori solitamente non ne fa. Io dico Floyd.»



Andrea Scarpa (campione italiano superleggeri ed ex campione italiano superpiuma): «Possano esserci due possibili finali. Il primo è che vinca Mayweather ai punti, ed io credo che quasi certamente andrà a finire cosi. Diciamo che gli assegno un buon 75%, senza esagerare. Il secondo risultato possibile è che vinca Maidana per ko, oppure ai punti. Ma credo che sia molto molto difficile. Gli assegno il restante 25%. Escludo invece nella maniera più assoluta che l'argentino possa finire al tappeto, anche perché non gli è mai successo, quando ha perso ha perso ai punti».


Fabio Tuiach (ex campione italiano dei pesi massimi e già campione del Mediterraneo IBF): «Mi piacerebbe vincesse Maidana, a sorpresa. Infondo ci è mancato poco la prima volta. Se riuscisse a tenere il ritmo asfissiante ancora per qualche round facendo meglio che nel primo match, potrebbe riuscire a batterlo di misura ai punti. Io dico che sicuramente si andrà ai cartellini e ci sarà ancora un verdetto non unanime.
La classe e tecnica di Mayweather verranno fuori non appena Maidana tirerà un pò il fiato. Se il "Chino" riuscisse a fare qualcosina di più rispetto al primo match allora sarebbe fatta. Floyd ovviamente è il favorito, ma io tifo sempre per il pugile sfavorito. Anzi, ora che ci penso la vittoria di Maidana è pagata sette volte e mezzo la posta. Quasi quasi ci punto un euro!»

Emiliano Marsili (campione europeo EBU, già tre volte campione italiano dei pesi leggeri, e campione del Mediterraneo WBC):
 
«Maidana è un pugile che ha cuore, è cresciuto in popolarità dopo il ko inflitto a Broner. Però il divario tecnico tra i due è troppo. 
Floyd è un maestro nell'arte di colpire e non farsi colpire. Non ho dubbi: per me vince Mayweather per ko entro la decima ripresa. Ma sarà comunque un bellissimo incontro».

Anche Floriano Pagliara, che ormai da diversi anni vive e si allena in America, scommette sulla vittoria del campione in carica: «Maidana per vincere dovrà necessariamente aumentare il ritmo rispetto allo scorso match, impresa disumana, dato che già nel primo incontro impostò lui per tre quarti di gara. Difronte avrà il solito Mayweather, un fenomeno con l'asso nella manica in fatto di tattica, a cui l'intero movimento deve molto. L'unica incognita, a mio avviso, riguarda la tenuta fisica di Floyd nelle 12 riprese, una cosa che penso preoccupi anche lo stesso campione che perciò proverà a chiudere prima. Dico Mayweather per ko». Della stessa opinione il "pittbull" brindisino Antonio De Vitis (campione superpiuma, titolo Mediterraneo WBC e internazionale IBF): «Vince Mayweather prima del limite. Credo che al momento non ci sia un pugile al mondo al suo livello».


Più possibiliste sono invece le previsioni di Lenny Bottai (campione intercontinentale IBF, ex campione italiano dei pesi medi, già internazionale IBF e IBO): «Credo che la forza di Mayweather sia la sua capacità di "leggere" gli avversari con estrema facilità. Tutti, dai più bravi ai più feroci. E' un marziano in questo. Con Maidana gli sarà più difficile perché l'argentino è atipico in tutto quello che fa. Ed è molto sporco nelle traiettorie, penso ad esempio al destro a spiovente che ha annullato Broner. Ma come ho già detto Mayweather è qualcosa di ultraterreno. Indubbiamente il favorito è lui, anche se io farò il tifo per l'altro. Sperando che l'arbitro non sia fiscale, diversamente "el Chino" pagherà dazio anzitempo».


L'ultimo parere l'abbiamo chiesto al campione europeo Leonard Bundu, spettatore interessato che da tempo immemore sogna di poter un giorno affrontare Mayweather. Ultimamente la difesa della corona continentale e la sua posizione nel ranking mondiale sembrano aver reso più concreta questa possibilità. A proposito del rematch tra Maidana e Mayweather, il pugile fiorentino sembra avere le idee chiare: «La boxe latina di Maidana contro la tecnica di Mayweather: sarà un altro bel combattimento. Questa volta però Floyd dovrebbe dargli meno bersaglio, mandarlo a vuoto e colpire, e l'argentino non dovrebbe riuscire ad impensierire più di tanto il campione. Per me vince dinuovo Floyd. Ai punti. Anche se Maidana non mi dispiace, è un vero combattente».

Tra meno di 24 ore sapremo chi dei nostri intervistati avrà azzeccato meglio il pronostico.

mercoledì 16 ottobre 2013

Ceglia contro Lancia per il titolo leggeri. Nel sottoclou lo sfidante ufficiale Carel Sandon, e i supermedi Ranaldi e Grimieri

Il prossimo 8 novembre, a Guidonia, il boxeur napoletano Gianluca Ceglia proverà a strappare a Manuel Lancia la corona italiana dei pesi leggeri, che il pugile laziale ha conquistato lo scorso 20 luglio contro Pasquale Di Silvio. Si tratta di una difesa volontaria, alla quale presterà grandissima attenzione Carel Sandon, impegnato nel sottoclou della stessa serata contro Giuseppe Rauseo. Sandon è infatti stato nominato sfidante ufficiale dalla federazione, e dovrebbe affrontare il prossimo campione italiano entro febbraio 2014. 

Manuel Lancia, campione italiano in carica dei pesi leggeri
Ceglia ha 23 anni e proviene della Boxe Vesuviana. 

Al record di 9 vittorie, di cui 2 prima del limite, ed un'unica sconfitta rimediata contro l'attuale campione italiano dei superleggeri Andrea Scarpa, che pure era riuscito a mettere a sedere nel corso del 3’round. Stile molto personale ed elusivo, il campano è un pugile tecnico che però all'occorrenza non disdegna il corpo a corpo come dimostrato nel match contro Giuseppe Lo Faro. 

Sul ring allestito da Davide Buccioni, oltre a Rauseo e Carel Sandon, saliranno anche i due pugili romani Valerio Ranaldi e Manuel Grimieri De Ioanni, che incrocieranno i guantoni in un match di prospettiva interessante. SI tratta infatti di due pugili, entrambi venticinquenni, sui quali la categoria supermedi ripone grandi speranze.
Altro match del sottoclou professionistico dovrebbe essere quello tra Andrea Pesce e Riccardo Lecca, quest'ultimo al ritorno sul quadrato dopo la sfortunato assalto al titolo contro Francesco Di Fiore.


sabato 5 ottobre 2013

Difesa volontaria di Pagliara: nuova chance tricolore per Angelo Ardito

L'americano torna a Cecina. Farà tappa nuovamente all'Hotel Buca del Gatto il match valido per il titolo italiano dei pesi superpiuma. Rosanna Conti Cavini ha organizzato il combattimento che venerdì 25 ottobre 2013 vedrà Floriano Pagliara sostenere una difesa volontaria della cintura tricolore conquistata a luglio. Il suo avversario sarà il pugile toscano Angelo Ardito, anch’egli amministrato dallo staff Conti Cavini. Il vincitore dell'incontro affronterà lo sfidante ufficiale designato dalla federazione Benoit Manno, lo stesso che nel febbraio del 2012 conquistò il titolo battendo ai punti proprio Ardito.
Interessante anche il sottoclou che vedrà impegnato sul ring Nicola Cipolletta contro l’ungherese Zoltan Horvath. Per il pugile campano, battutosi di recente già due volte per il tricolore ma senza particolare fortuna (prima contro Andrea Scarpa, poi proprio contro Floriano Pagliara), si tratta di un match di collaudo per sostenere l’incontro valido per il titolo del Mediterraneo Wbc a dicembre. Confermato anche l’incontro dei massimi leggeri tra il siciliano Rosario Guglielmino e il magiaro Sandor Balogh. I diritti televisivi della serata sono stati concessi a Rai Sport, che commenterà l’evento attraverso le voci di Davide Novelli e Nino Benvenuti.

mercoledì 2 ottobre 2013

Gassani finisce ko contro Rauseo: «Si chiude così la mia carriera di pugile»

Per Paolo Gassani quello di ieri sera al "Porta Elisa" contro Giuseppe Rauseodoveva essere un semplice match di avvicinamento all'incontro fissato per la fine di ottobre contro Luca Maccaroni. Incontro, quest'ultimo, di grande prospettiva, dal momento che è tutt'ora piedi la possibilità per uno tra Gassani e Maccaroni di battersi contro il prossimo campione italiano dei superleggeri, che uscirà dalla prima difesa ufficiale di Andrea Scarpacontro Marco Siciliano. Ma il pugilato è uno sport imprevedibile dove talvolta il destino imbocca tornanti strani, e per il pugile massese quello che doveva essere il match del definitivo rilancio dopo l'opaca performance contro Kirill Relikh, si è trasformato in una incredibile debacle culminata in un amaro ko tecnico al primo round.
Il match dura pochi minuti. Rauseo parte subito duro ed assesta un gancio micidiale al mento di Gassani. L'atleta della Loreni finisce al tappeto e l'arbitro sospende immediatamente l'incontro.

Paolo Gassani con il campione  finlandese Edis Tatlii
Giuseppe Rauseo è un peso medio, ha 33 anni ed è atleta di grande temperamento, da molti è considerato un collaudatore, uno che si batte praticamente con tutti. Solo nel 2013 si è misurato col peso leggero Michele Focosi, col superwalters Adriano Nicchi, e col walter Pintaudi che ha pure mandato al tappato nella seconda ripresa, salvo poi non contenere la reazione del "Pimienta" e subire il ko nella ripresa successiva. Il pugile del Team Zurlo, aldilà di quello che si potrebbe pensare guardando al curriculum, non è l'ultimo arrivato, ha fegato e tecnica da strada, una consistenza un pò ruvida, ma ganci pericolosissimi. Uno di questi ha fatto la differenza.
Paolo Gassani dal canto suo è un pugile di grande esperienza, 35 anni all'anagrafe, quasi la metà trascorsi sul ring. E' un Professionista dal 2006 e vanta un curriculum di 20 incontri, 16 vittorie, di cui 8 prima del limite, e 4 sconfitte. Allenato dal maestro Zenoni e accompagnato all'angolo dal già campione del mondo WBC Giacobbe Fragomeni, Gassini in carriera ha già disputato un titolo italiano ed ha anche avuto una chance europea a dicembre dello scorso anno, in Finlandia, contro Edis Tatlii. Ko al primo round. Stesso identico sfortunato epilogo dell'incontro con Rauseo. 
Ecco quindi che il pugile massese prende la decisione che non t'aspetti, e la comunica scrivendo sulla propria pagina facebook «Ho perso per KO alla prima ripresa un incontro che sulla carta avrei dovuto vincere. Con questo incontro si chiude la mia avventura professionistica nel pugilato. Grazie alla boxe sono diventato l'uomo che sono ma non riesco più a stare sul ring e non tengo più i colpi. E' giusto per me e per la mia famiglia chiuderla qua»



C'è chi dice che a caldo non bisognerebbe mai assumere decisioni definitive, qualcun'altro ritiene che quelle di pancia siano invece le scelte migliori. Staremo a vedere se quella di Gassani sarà una scelta irrevocabile o se il boxeur toscano deciderà di darsi un'altra nuova "ultima" possibilità.

venerdì 30 agosto 2013

Ceglia e Sandon gli sfidanti di Manuel Lancia: niente rivincita per Di Silvio

A poco più di un mese dalla conquista del titolo italiano dei pesi Leggeri Manuel Lanciaconosce già i possibili nomi del suo prossimo sfidante. A provare a strappargli la corona vinta il 20 luglio a Guidonia, dovrebbe essere uno tra Gianluca Ceglia e Carel Sandon, con la federazione che dovrebbe nominare lo sfidante ufficiale nelle prossime ore. Salta quindi, per lo meno nell’immediato, la rivincita chiesta a gran voce dal “Puma” romano Pasquale Di Silvio.

Il nuovo pretendente al titolo potrebbe essere Gianluca Ceglia, che ha 23 anni e proviene della Boxe Vesuviana. Al record di 9 vittorie, di cui 2 prima del limite e reduce da tre match vinti ai punti nell’ultimo anno, dopo la sconfitta netta rimediata contro Andrea Scarpa, che pure era riuscito a mettere a sedere nel corso del 3’round. Stile molto personale ed elusivo, il campano gioca di rimessa, è un buon colpitore ma soffre gli affondi. Secondo i meglio informati sarebbe invece in vantaggio l'ipotesi Carel Sandon, al record di 16 vittorie ed una sola sconfitta. Sandon, 30 anni non ancora compiuti, è il nipote del campione mondiale WBASambu Kalambay. E' professionista dal 2007, ma nel 2012 ha vissuto un fase delicata della propria vita, passato attraverso la depressione ed un tentativo di suicidio, è tornato sul ring solo il 22 febbraio scorso contro Zoltan Horvart.

Il campione Manuel Lancia dal canto suo, al record di 8 vittorie, di cui 3 prima del limite, ha molto stupito nel match che gli è valso il titolo italiano contro Pasquale Di Silvio. Il pugile di Guidonia non è apparso per nulla emozionato dal ring nazionale, segno di una buona personalità, considerato che affrontava un match titolato la prima volta in carriera, e con pochissimi match all’attivo. Difronte aveva un Pasquale Di Silvio ovviamente più preparato a questi palcoscenici, dopo i due tiratissimi match con Michele Focosi lo scorso anno, e la vittoria del 2008 contro Ivan Fiorletta. Tuttavia la potenza di Lancia, mista al “fattore campo” Guidonia, si è rivelata fatale una volta di più. Il pugile di Guidonia ha dimostrato fino ad ora di essere un boxeur capace di fare male e che non spreca colpi, anche se pratica un pugilato a tratti scorbutico. Il suo diretto destro può però lasciare il segno in ogni combattimento. Entro la fine della prossima settimana sapremo chi sarà il suo sfidante.

lunedì 19 agosto 2013

Vincenzo Finiello: «Non c'è futuro per me se combatto così raramente»

«Non c'è futuro per me in questo sport se combatto cosi raramente». Se non è uno sfogo rischia di essere una notizia. Lui è Vincenzo Finiello, un metro e settantacinque di altezza, sessanta kg al peso. Ha 29 anni, e di professione fa il pugile. Venerdì scorso mi ha chiesto di guardare la diretta televisiva di Sportitalia, che in serata ha trasmesso il suo 9° incontro da professionista contro Michele Di Mari, conclusosi con verdetto di parità. Ho seguito un match piacevole, con buonissimi contenuti tecnici e agonistici, perciò il giorno dopo gli ho scritto. Mi sono complimentato con lui e gli ho chiesto dei suoi programmi futuri. Mi è arrivata la classica risposta da k.o. «Nessun programma, sto pensando di mollare».

Mollare. La parola più odiata nel vocabolario di un pugile. Ma anche quella che ritorna ricorrente nei pensieri di centinaia di atleti, che non vedono ripagati i propri sacrifici e maturano decisioni, talvolta definitive, nello spazio di sei round. Ma lui continua: «Non c’entra l’incontro con Di Mari, certo è un match nel quale io sono convinto di aver meritato di più [...], ma le decisioni dei giudici vanno accettate, alla fine sono le regole di questo sport». 
Vincenzo Finiello, nella foto ai campionati Italiani dilettanti,
passato Pro nel 2010 ha fino ad oggi disputato 9 incontri
Così raccolgo uno storia aperta su un pugilato che non posso vedere alla televisione. Fatto di rinunce e giornate passate in palestra, alle prese con diete da cani per rimanere nei limiti di peso. Un pugilato di tempo, moltissimo tempo, tolto agli affetti e dedicato alla boxe. Finiello è un peso leggero di talento, salernitano di nascita, ciociaro di residenza e di cultura pugilistica. Ha esordito tra i professionisti nel 2010, dopo essere stato campione italiano negli Assoluti e primo alle Universitarie Pugilistiche. Nei dilettanti si è confrontato con tutti, anche con l’olimpionico Domenico Valentino e col nazionale Carmine Tommasone. Poi, sotto la guida del suo allenatore Gianluca Gabriele, ha cominciato l'avventura da professionista. Alla sua quarta volta sul ring ha battuto ai punti Andrea Scarpa, attuale campione italiano dei Superleggeri, e già campione italiano dei superpiuma. La memoria vivifica, l’oblio annienta. Gli chiedo come mai pensa di smettere uno che non è mai stato battuto sul quadrato. «I sacrifici sono troppi, monetari e non, e la soddisfazioni molte di meno, e non vedo come possano cambiare le cose se continuo a salire sul ring una volta ogni sei mesi. Non puoi garantire niente a nessuno, e per uno ambizioso come me è troppo frustrante».

Vincenzo Finiello è uno che si è sempre allenato costantemente, vivendo la boxe come passione, prima ancora che come professione. Come lui, tanti. Tanti anche quelli che ogni anno annunciano di voler lasciare, ma poi cambiano idea a stretto giro di posta. Perché arriva l'occasione attesa, il match della vita, o solo perché non sanno fare a meno del pugilato. Rivedremo Finiello sul ring?

sabato 22 giugno 2013

Trionfo di Andrea Scarpa nella notte milanese: il foggiano annulla De Donato

Il pugilato è fatto così: vince sempre chi ha più fame. E nella notte di Milano Lambrate, contro il pubblico e contro il pronostico, Andrea Scarpa ha conquistato la cintura dei Superleggeri battendo il campione in carica Renato De Donato per ko tecnico alla settima ripresa. Al centro sportivo Crispi di Lambrate il pugile foggiano ha tirato fuori lo spirito da guerriero, da combattente, mentre il campione uscente De Donato è apparso nervoso, forse per l’emozione di boxare davanti al suo pubblico. E’ stato un match veloce, con ottimi contenuti tecnici.

Il campione fa una linguaccia allo sfidante, che sorride. Si comincia. Match subito molto aperto. Malgrado le parole al veleno della vigilia, è evidente la considerazione e il rispetto che ognuno ha dell'altro. Lunghe fasi a media e corta distanza. E la prima ripresa, sebbene molto equilibrata, la porta a casa il campione uscente Renato De Donato, che mette a segno un bel sinistro. La seconda è molto simile alla prima, il milanese prosegue nella sua boxe spregiudicata, trova lo scambio e piazza un altro mancino incisivo. Scarpa accusa il colpo, ma prosegue in quella che per lui è ancora una ripresa di studio. Al termine del secondo round le telecamere di Rai Sport indugiano all'angolo di Andrea Scarpa per coglierne segni di tensione, arriva invece quello che è forse il primo rutto della storia delle dirette televisive Rai.

Terza ripresa sostanzialmente pari: pochi scambi, con Scarpa che tuttavia conta più colpi entrati nella guardia di De Donato, rispetto a quelli incassati. Non incisivi. Ma il pronostico annunciato comincia a vacillare. E Filippo Grasso, l'allenatore di Scarpa, lo sa. E gli suggerisce di continuare di rimessa.

La quarta ripresa è quella di maggiore agonismo. Il foggiano comincia ad imporre il suo ritmo e mostra una maggiore precisione di colpi, dando consistenza al suo pugilato anche con una combinazione apprezzabile di montante sinistro e diretto destro. De Donato appare troppo convinto dei propri mezzi tecnici, ed affronta l'avversario frontalmente. L’atteggiamento  gli diventa fatale: Scarpa ne approfitta e centra il campione al volto con le sue lunghe leve. Uno, due, e il terzo va a vuoto. Il destro del foggiano tocca pesantemente De Donato per due volte.  Tuttavia  il milanese rimane lucido, e non sbraccia, dimostrando solidità e compattezza.

Anche nella quinta e nella sesta ripresa è il destro di Scarpa a dettare legge. Ma è ancora un equilibrato ed incerto. De Donato, ansioso di cercare lo scambio, si muove male sulle gambe, sbagliando la direzione. Andrea Scarpa è invece concentratissimo e ben piantato sulle punte, forse un pò elementare ma efficace. E la strategia paga: colpisce non appena l'altro si apre. Sempre col diretto destro.

La settima ripresa segna l’epilogo. Scarpa entra veloce e aggressivo, ed è più preciso nei colpi rispetto alle ultime due riprese. De Donato è invece generoso, prova ad anticipare lo sfidante e a partire in attacco per ribaltare le sorti del match, che fino a quel momento -opinione di chi scrive- lo vede sotto di due punti. Ma il foggiano ormai viaggia a velocità doppia. Il "chirurgo" tira fuori l’intero campionario di colpi, ma senza andare a bersaglio, mentre Andrea Scarpa tatticamente non sbaglia nulla, e fa sempre la stessa cosa, colpendo mentre arretra. De Donato lo insegue a guardia bassa, esaltato dal pubblico del Crispi, e Scarpa affonda un destro pesantissimo. E' una cannonata. De Donato va al tappeto, e subisce il conteggio. Ma si rialza, senza lacrimevoli siparietti. Per il direttore di gara è ok,  si può riprendere a combattere. Ma il campione tiene ancora le mani troppo basse e non è pronto quando Andrea Scarpa colpisce ancora, liberando stavolta prima il gancio e poi il diretto destro, una specialità della casa, lo stesso colpo che aveva messo knock out Cipolletta a Castel Volturno, nella difesa di un anno fa, quando Scarpa era ancora un superpiuma. Stavolta non c'è il conteggio. L'arbitro interviene e chiude la gara. Il ventiseienne foggiano Andrea Scarpa vince il titolo italiano dei superleggeri per KOT al termine di un incontro spettacolare, che ha regalato grandi emozioni a tutti gli amanti del pugilato, ed ha evidenziato il talento e la passione di due fighter di grande prospettiva.Nelle interviste finali c’è tutta l’amarezza di Renato De Donato, il pugile “chirurgo” laureatosi con 110 in scienze motorie, che non riesce nella quarta difesa del titolo, perdendo in casa, davanti al proprio pubblico; e c’è tutta la soddisfazione di Andrea Scarpa, per lui è il secondo titolo nazionale, in due diverse categorie, in appena due anni di professionismo. Un record. Poi c’è tutto il contorno. 

Gli abbracci tra i due alla fine del combattimento, l'autocompiacimento del Team Cavalleri, che gestisce entrambi i pugili, e la contagiosa ironia del nuovo campione Scarpa: all’intervistatore che ai microfoni li presenta come “due pugili che studiano” lui replica «io in realtà ho la terza media, ma va bene lo stesso». Ci sono loro. Due campioni diversi, dotati entrambi di una forte personalità, al punto da diventare personaggi al primo impatto. C’è da scommettere in una rivincita, e in un dualismo che darà nuova linfa al mondo del professionismo italiano, che da ormai troppo tempo poggia su pugili di valore, ma un pò in là con gli anni. Andrea Scarpa e Renato De Donato, due ragazzi di cui sentiremo parlare a lungo.

sabato 18 maggio 2013

A Milano De Donato difenderà il titolo "superleggeri" dall'assalto di Andrea Scarpa

Parte oggi la prevendita per i biglietti dell’incontro tra il campione Renato De Donato e lo sfidante Andrea Scarpa, organizzato dalla Boxe Cavallari e valevole per il titolo italiano professionisti categoria ‘superleggeri’. L’evento si svolgerà venerdì 21 giugno nel centro sportivo Crespi di Milano, e vedrà difronte due pugili entrambi del team Cavallari, ma molto diversi tra loro.

Il campione in carica è il milaneseRenato De Donato, giunto alla sua terza difesa ufficiale della cintura conquistata un anno fa a Mantova contro Marco Siciliano, e poi difesa contro Di Feto e più recentemente contro il pugile leccese Antonio Santoro. De Donato compirà 27 anni a Settembre, è l'ultimo di nove figli, si è laureato a pieni voti in Scienze Motorie presso l’Università di Milano e da due anni lavora come preparatore atletico della squadra giovanile di rugby a Milano. Pugilisticamente è un mancino, il suo allenatore Nello Iovino lo ha soprannominato il “chirurgo” per la precisione dei colpi che sferra. Renato è alto un metro e ottanta, pratica una boxe molto tecnica e personale, caratterizzata da un costante gioco di gambe. Non è uno di quelli che incassano per intenderci. Il suo idolo è Oscar De La Hoya, ed il suo score attuale è di 13 vittorie ed una sola sconfitta.

Lo sfidante è Andrea Scarpa, 26 anni, nato a Foggia ma torinese d’adozione. Secondo di una famiglia di quattro figli, cresciuto col mito dello zio (pugile professionista negli anni Ottanta), ed un'ammirazione per Shane Mosley e Sugar Roy Robinson. Anche Andrea Scarpa fa parte del team Cavallari ed anche lui, meno di un anno fa, il 27 luglio 2012 a Castel Volturno, conquistava il titolo italiano professionisti nella categoria ‘superpiuma’, battendo per k.o. Cipolletta. Ha difeso il titolo  in gennaio contro l’ottimo Pagliara, della scuola di Brooklyn. Ma la difficoltà nel mantenere il suo metro e ottantatre di altezza nei limiti di peso dei 60 kg, lo ha portato a salire di due categorie, diventando così di diritto lo sfidante ufficiale di De Donato per il titolo ‘Superleggeri’. Andrea Scarpa è un destro naturale, uno che spreca poco, ha braccia lunghissime, e il suo modo di boxare è concreto. Il suo score tra i professionisti è di 10 vittorie, di cui 5 prima del limite, e 2 sconfitte.

L’evento sarà trasmesso in diretta su Raisport e in differita sul canale digitale Sportitalia2.

mercoledì 8 maggio 2013

Nei superpiuma Manno e De Vitis non possono affrontarsi: sarà Pagliara contro Cipolletta

Benoit Manno è nato a Vibo Valentia nel 1982, è calabrese di madre francese, ma vive a Torino da quando aveva 8 anni. E’ uno dei migliori pugili italiani in circolazione della categoria ‘superpiuma’, arrivato tra i professionisti nel 2009 grazie all’entusiasmo, alla passione e alla dedizione, oltre che per le sue eccellenti qualità tecniche. Attualmente è 4’ nel ranking italiano e il suo score da professionista è di 11 vittorie di cui 2 prima del limite, ed un’unica sconfitta, quella patita contro il nicaraguense Isaac Carrero nel 2010 per kot al terzo round. Approda nel professionismo a 27 anni dopo essersi piazzato quarto ai Mondiali in Russia. Se c’è una cosa che il pugilato insegna più degli altri sport è che nulla ti è dovuto ed ogni cosa va conquistata, e Manno si conquista la sua occasione. L’11 novembre 2011 vince per la prima volta il campionato italiano battendo sulla distanza delle 10 riprese il pugile lazialeLuigi Mantegna. Comincia a lavorare come istruttore in una palestra di Torino, ovviamente insegna pugilato.

A dicembre, insieme all’amico scrittore Luca Lorenzoni, lancia su youtube il progetto Your Boxe, lezioni on line di pugilato e di ottimismo. I suoi video sono cliccatissimi. Si iscrive alla facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Torino. Ovviamente non smette mai di allenarsi ed il 25 febbraio 2012 difende brillantemente il titolo italiano contro lo sfidante Angelo Ardito. La terza difesa del titolo è prevista per luglio, ma un infortunio alla mano destra pochi giorni prima dell’incontro lo costringe al forfait. La corona va al foggiano Andrea Scarpa che batte il napoletano Cipolletta. Manno si riprende in tempi rapidi e ricomincia la preparazione. A luglio, mentre è ancora alle prese con la fisioterapia, altri due italiani, i superpiuma Angelo De Vitis e Fabrizio Trotta, si battono per il titolo intercontinentale IBF. Anche Manno è convinto di avere una chance internazionale, prospettiva difronte alla quale il fatto di non aver potuto difendere il titolo italiano diventa marginale. C’è la corona vacante Mediterraneo IBF dei pesi superpiuma e l'atleta calabrese è deciso a vincerla. L’avversario designato è il 19enne ungherese Andras Varga e l’incontro è previsto per la fine di agosto. Senonché, dopo una intera estate trascorsa in palestra, il 10 agosto l’organizzazione gli comunica che non ci sarà nessun incontro. Il match tanto atteso, ma soprattutto la grande chance europea che credeva di meritare, è saltata. Essere pugile non vuol dire solo colpire e incassare quando si è sul quadrato, la vita vera è fuori dal ring, e fuori dal ring bisogna fare i conti con le delusioni. Così il momento di amarezza passa e Manno riprende a saltare la corda smanioso di tornare sul ring. E’ il 12 dicembre 2012, siamo nel sottoclou dell’incontro mondiale tra Fragomeni e Branco per i massimi leggeri, l’avversario di turno è  Nandos Mattias Seres. Vittoria netta, ai punti. Manno ricomincia la scalata al titolo italiano ‘Superpiuma’. Ma continua anche ad inseguire la chance europea nella sigla UEE incontrando e battendo l'ungherese Zortan Horvart, a febbraio, e accettando la sfida dell'albaneseSuat Laze, con cui combatterà molto probabilmente a Torino per la fine di giugno. 

andrea scarpa
Andrea Scarpa campione 'superpiuma' passato
alla categoria 'superleggeri'
Torniamo alle vicende italiane. Il campione in carica della categoria 'superpiuma' è Andrea Scarpa, il suo sfidante ufficiale designato è Antonio De Vitis. Benoit Manno viene nominato dalla Federazione primo supplente. Combatterà solo se De Vitis rinuncia. Ma ad aprile è invece proprio il campione in carica Andrea Scarpa a rinunciare, il foggiano passa alla categoria ‘Superleggeri’ per la difficoltà a mantenere il suo metro e ottantatre di statura nei limiti di peso dei 60kg e lascia quindi vacante il titolo. A contenderselo, stando al regolamento, dovrebbero essere proprio Benoit Manno e Antonio De Vitis, ma è un incontro impossibile  perché i due sono entrambi allenati da Bruno Vottero. 

Antonio De Vitis, è anche lui un pugile di primissimo livello, ragazzo di poche parole ma tutte le cinture conquistate in carriera parlano per lui. Attualmente è 3' nel ranking nazionale. Da poco è tornato a vivere nella sua Brindisi, dove ha aperto una palestra di pugilato, ma gli ultimi sei anni li ha trascorsi a Savignano, nel cuneese. De Vitis  non è più giovanissimo, compirà 35 anni a gennaio, ma è uno che ha ancora tanto da dare a questa disciplina, perché combatte con la freschezza di un ragazzino e l’entusiasmo di chi ha ancora voglia di migliorarsi. E’ entrato tardi nel professionismo ma si è fatto subito notare, facendo razzia di titoli. E' un pugile moderno con il cuore dei pugili di un tempo, uno di quelli che sul ring non si risparmiano mai e che lottano sempre fino all'ultimo secondo. Questo gli ha permesso di arrivare a mettere insieme, nel 2008, la cintura di campione italiano dei Superpiuma, e a riunire tre titoli internazionali per tre diverse sigle, laureandosi campione intercontinentale WBF, campione internazionale IBF e campione del Mediterraneo WBC. Tuttavia De Vitis risente anche di una carriera pesante in cui non si è mai risparmiato affrontando avversari difficili, tra cui Devis Boschiero, che è attualmente il 1’ nel ranking italiano e tra migliori al mondo nella categoria, a cui comunque De Vitis ha dato parecchio filo da torcere. Lo score da professionista di De Vitis è di 25 vittorie (di cui 14 prime del limite) 3 sconfitte e un pari.


Salvo improbabili colpi di scena, il combattimento tra Manno e De Vitis non si disputerà mai, se non altro per l'impossibilità del grande Bruno Vottero, a cui tuttavia manca ancora il dono dell'ubiquità, a dividersi tra due angoli di due suoi allievi. A questo punto c'è da credere che entrambi faranno rinuncia al combattimento, lasciando tutte le luci del quadrato a due campioni battuti da Scarpa ed in attesa di rivincita, ossia Nicola Cipolletta e Floriano Pagliara. Napoletano ventiquatrenneNicola Cipolletta, secondo supplente scelto dalla federazione, si è già battuto per il titolo italiano l'anno scorso proprio contro Scarpa. Adesso potrebbe avere una nuova chance per il titolo. Il suo score tra i professionisti è di 9 vittorie, di cui 2 prima del limite, 3 sconfitte ed un pari.


L'avversario designato potrebbe essere Floriano Pagliara, 34 anni, di cui ben 7 da professionista, pugile della scuola di Brooklyn, che attualmente è il 5' nel ranking nazionale della categoria e conta 14 vittorie, 5 sconfitte e 2 pari. Anche lui è già salito sul ring per il titolo italiano, affrontando anche lui Andrea Scarpa a gennaio scorso, nella prima e ultima difesa della corona condotta dal pugile foggiano. Per Cipolletta e Pagliara potrebbe esserci quindi una nuova chance. Siamo ovviamente nel campo delle ipotesi. Bisognerà aspettare la fine di giugno per le decisioni della federazione e per una prima ufficialità.

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