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venerdì 24 ottobre 2014

[video] Fragomeni s'arrende alla legge del tempo: troppo più forte e più giovane il russo Chakhkiev






Nella superba scenografia dell’immensa Luzhniki Arena di Mosca, ricolma all’inverosimile, il vacante titolo europeo dei cruiser cerca il degno detentore con la sfida tra il nostro Giacobbe Fragomeni (32-4-2; 13 ko) e il 31enne Rachim Chakhkiev (19-1-0; 14 ko), idolo di casa oggi residente ad Amburgo.



Entra per primo, attraverso una lunga passerella e in tenuta tricolore, Giacobbe, apparentemente sereno. poi, in t-shirt bianca e calzoncini neri, accompagnato dall’applauso della folla, il barbuto Rachim "Machine" Chakhkiev. Arbitra l’inglese Jan John Lewis. Fungono da giudici il francese Dolpierre, il bielorusso Kavalenia e l’olandese Verwis.



Il match inizia con Fragomeni che avanza a piccoli passi e la guardia alta, mentre il russo si muove sulle gambe e porta, senza affondare, diretti destri e sinistri, talvolta cambia guardia e dà l’impressione di "fare accademia", forse per mettere Fragomeni in stato d’inferiorità psicologica. In effetti, la differenza fisica è quasi stridente. Il padrone di casa sovrasta per altezza e struttura muscolare il nostro Giacobbe, il quale cerca, con commovente volontà, di accorciare la distanza.

Anche la seconda ripresa conferma le poco incoraggianti impressioni destate dalla prima, ma Giacobbe tiene il ring e si vede benissimo che getta sul ring tutto quanto ha, ma il sospetto che neppure un uomo dagli attributi d’acciaio, quale lui è, possa sconfiggere le leggi del tempo prende sempre maggiore consistenza col trascorrere dei minuti.

Al terzo round ancora prova ad andare avanti, a scombinare i piani di Chakhkiev, ma senza riuscire a cogliere risultati tangibili e a metà della ripresa il russo preme sull’acceleratore, arrivando a bersaglio con alcuno pesanti colpi al corpo e ad un minuto dal suono del gong fa centro con una combinazione di tre colpi al capo che fa cadere Fragomeni al tappeto, il quale attende il conteggio con lo sguardo che è quasi una sentenza. Triste ma coraggiosissimo, l’italiano si riprende, non vuole cedere e persino tenta di reagire, poi arriva il gong.

Nel quarto round, Rachim Chakhkiev decide che è il momento di chiudere e lo si capisce da come prende l’iniziativa e comincia ad affondare diretti e ganci ai quali il nostro eterno ragazzo può opporre ormai solo il proprio cuore. Infatti, in una fase alla corta distanza, il russo giunge a bersaglio con un montante sinistro doppiato con un gancio destro nelle zona parietale e Giacobbe cade sulla stuoia. L’arbitro lo conta, lo fissa negli occhi e decreta il ko.

Scende il sipario sulla carriera ad alto livello di Giacobbe Fragomeni e non si può fare altro che dirgli “grazie” . La sua è stata una storia meravigliosa, lunga una vita e finisce non come si sperava, ma purtroppo come si temeva. Nella lontana Mosca la natura ha vinto ancora e dice che a 45 anni o si è “marziani” miracolati o non è più tempo di combattere. Il nostro pugile ha dato non tanto, ma tantissimo alla boxe verde-bianco-rossa e le sue imprese sono ormai scritte nel libro della storia.

Fragomeni è caduto. Evviva Fragomeni, ed evviva anche a Chakhkiev, degnissimo campione d’Europa e pugile che può aspirare anche a traguardi più alti. Sei anni fa contro Clemente Russo combattè la finale olimpica di Pechino. 
Oggi, in contemporanea, mentre lui si cinge della cintura continentale dei professionisti dinanzi ad una gigantesca e pittoresca platea, il pugile di Marcianese s’accinge ad iniziare, nel palazzetto di viale Tiziano a Roma, il primo match delle Apb-Aiba. Strano il destino. Strano ed emblematico.

domenica 14 settembre 2014

"Rocky" Fragomeni a caccia dell'Europeo: in Russia per battere Chakhkiev

Fragomeni come Balboa. Assorbita la delusione mondiale, l'evergreen Giacobbe Fragomeni si cimenta nell'impresa continentale. Mai sazio di vittorie, e sempre alla ricerca di nuove sfide con se stesso, alla soglia delle quarantasei primavere il pugile lombardo ha accettato la sfida per la cintura vacante EBU dei pesi massimi leggeri (titolo lasciato vacante da Grigory Drozd che andrà a battersi per il mondiale WBC). 

Il prossimo 24 ottobre Fragomeni farà visita al russo Rakhim Chakhkiev, un boxeur noto al grande pubblico per aver conquistato l'oro olimpico di Pechino 2008 battendo il "Tatanka" napoletano Clemente Russo.

Giacobbe Fragomeni col campione WBO Marco Huck

Il pugile sovietico, attualmente quinto nel ranking IBF, nella propria carriera professionistica ha incasellato 19 vittorie (14 prima del limite) ed una sola sconfitta.

Chakhkiev si è dovuto piegare infatti all'impeto del diablo polacco Krzysztof Wlodarczyk, lo stesso che nel dicembre scorso, a Chicago, ha mandato ko anche il nostro Giacobbe, a metà di un match fino ad allora condotto dal guerriero di Stadera. 

Chakhkiev e Clemente Russo alle olimpiadi di Pechino
I favori a pronostico del match valevole il titolo europeo, sono leggermente appannaggio del russo, che avrà dalla sua il rumoroso pubblico di Mosca.

Per altro Giacobbe, stando alle statistiche di boxrec, dovrebbe essere il primo italiano professionista a combattere in Russia, nazione dove le riunioni di pugilato sono rimaste vietate fino al 1989, ma che oggi riveste un ruolo di primo piano nel panorama della boxe mondiale. 

Balboa contro Ivan Drago nel film Rocky IV
Il richiamo di tutte queste circostanze a molti potrebbe ricordare la quarta serie della saga di Silvestern Stallone, quando in clima di "guerra fredda" Balboa andò ad affrontare Ivan Drago a San Pietroburgo, nell'ex Unione Sovietica.

Tornando alla realtà invece si potrebbe benissimo osservare che -paradossalmente!- una macchina da pugni come Chakhkiev, un mancino che ha dimostrato di soffrire i ritmi alti, potrebbe rivelarsi l'avversario congeniale a Giacobbe, che sa esercitare la pressione sul rivale come pochi altri pugili al mondo. 

Fragomeni contro Erdei al titolo mondiale WBC del 2009
Aldilà della posta in palio e del nome dell'avversario, per Giacobbe sarà un match di altissimo profilo, volto a verificare la tenuta fisica di un uomo che, in barba all'anagrafe, riesce a competere ad altissimi livelli con lo smalto e la freschezza di un ragazzino. Fragomeni è salito sul ring già ad Aprile contro Lopajevs a Rho, mentre Chakhkiev nel 2014 si è misurato contro Juho Haapoja e Santander Silgado. La conquista del titolo Europeo, oltre al pregio intrinseco, rappresenterebbe anche un pass importante per una nuova ennesima avventura mondiale. La storia continua.

venerdì 5 settembre 2014

Una statua per Giovanni Parisi: arrivano le prime adesioni su "Vita da Pugili"

Sarà realizzata dell’artista Livio Antonio De Paoli, sarà in bronzo e a grandezza naturale, e verrà collocata nello spiazzale pubblico dell’ex Caserma in via Cesare Battisti, attuale sede della palestra Boxe Voghera. Stiamo parlando della statua per Giovanni Parisi, al secolo "Flash", uno dei pugili che hanno fatto grande la boxe italiana. Un monumento all'uomo e all'atleta, prematuramente scomparso nel 2009, una statua che avrà il compito di tramandare ai posteri il ricordo un importante pezzo di storia sportiva nazionale. 
“Deus et machina” dell’iniziativa è Marco Lagatta, istruttore di Pugilato in una palestra di Asti, e fondatore del gruppo "Vita da Pugili", la pagina facebook sulla quale in queste ore si stanno raccogliendo le adesioni per finanziare la realizzazione del progetto. Queste le sue dichiarazioni sul social: «Spero che tutti partecipino attivamente dando un proprio contributo. I semplici appassionati, gli sportivi, ma soprattutto chi ha conosciuto Giovanni [...] Chi si è allenato con lui e ci ha mangiato insieme non può restare indifferente a questa iniziativa». L'idea è subito piaciuta ad un altro membro illustre del gruppo, il giornalista Franco Ligas, voce storica di Tele+ e telecronista di alcuni memorabili combattimenti di Parisi. Proprio Ligas, attraverso una serie di lettere aperte, si sta adoperando per far conoscere il progetto anche fuori dal gruppo. A tal fine è nata l'Associazione "Insieme per Giovanni", presieduta dall'ex pugile Antonio Perugino, amico d'infanzia e sparring del campione di Vibo Valentia.
La maglia commemorativa per Giovanni Parisi
La statua, nello scopo dei promotori, deve infatti essere eretta con il contributo di più persone possibili. Enti (tra cui certamente non mancherà di conferire il proprio patrocinio il Comune di Voghera), pugili, ex pugili e non solo: anche semplici appassionati che vogliano contribuire in tal modo a salvaguardare la memoria sportiva di un grande boxeur. I nomi dei finanziatori, a titolo di ringraziamento, saranno pubblicati nel libretto dedicato al progetto, in cui, tra l’altro, ci sarà una sezione dedicata agli articoli della Gazzetta dello Sport che meglio hanno raccontato le imprese dell'indimenticato e indimenticabile Flash. 
L’idea di dedicargli un monumento è nata dalla base, così come dalla base del gruppo è partita un'altra iniziativa promossa in ricordo di Parisi poco prima di Natale. Lagatta, coinvolgendo un nutrito gruppo di professionisti (che hanno autografato la maglia simbolo del gruppo), si è recato al cimitero di Voghera e l'ha posta sulla tomba del pugile. Quello della realizzazione della statua è però un match più complicato da vincere. Trovare i fondi necessari alla realizzazione del monumento commemorativo per Parisi sarà più impegnativo. La raccolta vera e propria è partita solo pochi giorni fa. Lagatta ha fatto sapere che quelli di "Vita da Pugili" ci proveranno. Fino all'ultimo round.
Chiunque voglia partecipare può farlo effettuando una donazione libera, anche minima di 5.00 euro, inserendo le coordinate bancarie del codice IBAN IT08T05584 56400 000000030100 (SWIFT BPMIITMMXXX).

lunedì 26 maggio 2014

Simona Galassi batte la Ivanova e si conferma regina d'Europea

Sul ring di Bologna la nostra Simona Galassi (nella foto insieme a Giacobbe Fragomeni) si è imposta sulla bulgara Galina Ivanova nella difesa volontaria del titolo EBU femminile dei pesi mosca. La campionessa ha curato la preparazione di questo importantissimo match europeo sotto l'attenzione dell'ex pugile ferrarese Alessandro Duran.

Simona Galassi con Giacobbe Fragomeni, ex campione WBC
Sin dal primo gong la campionessa ha imposto il proprio ritmo, dettando legge con veloci combinazioni di jab al volto ed al tronco, ed alla seconda ripresa ha affondato un poderoso gancio sinistro che ha scosso l'avversaria. Nel corso della quinta ripresa, una testata accidentale della bulgara, ha aperto una ferita sulla parte alta della fronte di Simona. Il medico di gara ha suggerito all'arbitro di fermare l'incontro e, come da regolamento EBU, si è andati alla lettura dei cartellini, con i verdetti relativi a quanto visto fino a quel momento. Tutti i giudici hanno così incoronato all'unanimità la prova della campionessa italiana, alla quale questa difesa europea riapre le porte ad una chance mondiale.


domenica 13 ottobre 2013

Dicembre di lusso per la boxe italiana: Fragomeni contro il Diablo e Silvio Branco contro Makabu

Due italiani sul ring a contendersi una corona mondiale. E’ una possibilità che si fa sempre più concreta. E in questi tempi di “stranierismo” dilagante, a volte nobile e a volte cieco, è anche una deliziosa stranezza. Due italiani, e non due italiani qualsiasi, ma due pezzi da novanta del nostro pugilato, i due grandi “vecchi” di questa disciplina. Silvio Branco e Giacobbe Fragomeni hanno percorso fino a qui strade diverse, e su queste strade hanno incrociato i guantoni due volte: la prima, a Pavia, culminò in un contestatissimo pari, e la seconda, a Riva del Garda, finì con la vittoria ai punti di Giacobbe Fragomeni. In palio c’era la corona “Silver” che permette di sfidare il campione del mondo. Perché entrambi avevano ed hanno lo stesso obbiettivo: conquistare il titolo mondiale della WBC, una delle sigle più prestigiose del pugilato.

Fragomeni e Branco II, una fase del combattimento
Aggiudicandosi la corona ‘Silver’ a Riva del Garda, poi lasciata vacante qualche giorno dopo, Giacobbe Fragomeni questa chance se l’è già guadagnata. La vittoria contro Branco è il pass che gli permetterà d'affrontare il campione in carica Krzysztof Wlodarczyk, in un incontro che si disputerà a Chicago i primi di dicembre. Il pugile polacco imbattuto dal 2007, ha all’attivo 48 vittorie, di cui 34 per KO. L’ultima contro Rakhim Chakhkievsi , nella quinta difesa ufficiale. Giacobbe Fragomeni, dal canto suo, non bada ai numeri. Quel podio mondiale lui lo ha già conquistato e difeso nel 2008 grazie alla tempra e alla determinazione. E adesso vuole riprenderselo. Perché Giacobbe è un pugile moderno che combatte col cuore dei pugili di una volta, e ha fatto della testardaggine una virtù: sempre in attacco, si copre bene con le mani, e poi dalla corta distanza scarica le sue serie, colpi che hanno fatto male a gente come David Haye e Rudolf Kraij, tanto per capirci. Se l’esperienza è dalla sua, il match promette alti contenuti emozionali. 

Silvio Branco e Giacobbe Fragomeni con il manager
Salvatore Cherchi alla presentazione del rematch
Al contrario Silvio Branco ha dovuto ricominciare tutto da zero, e la sua occasione se la sta prendendo a forza, combattimento dopo combattimento.
Subito dopo la serata sciagurata di Riva del Garda, il “Barbaro” si era rimesso a lavoro con il suo maestro Gesumino Alioti per conquistare la corona ‘Silver’ lasciata vacante proprio da Fragomeni. In questa esplosiva rincorsa al titolo, il 6 luglio ha battuto il finlandese Juho Happola, in quella che era una sorta di semifinale internazionale. A dicembre nella città di Montecarlo si batterà con Ilunga Makabu e da quell’incontro uscirà lo sfidante ufficiale del prossimo campione del mondo. Il tutto con la possibilità concreta, di vincere per affrontare ancora una volta Fragomeni, qualora il milanese dovesse avere la meglio su Wlodarczyk.

In questa aneddotica di cinture che vanno e vengono, ci sono le storie di due uomini che hanno salvato la boxe, e che allo stesso tempo sono stati salvati dalla boxe, che per entrambi è stata un’occasione di riscatto e di rinascita. 
Proviamo a raccontarne le storie.

Fragomeni, campione del mono WBC nel 2008
Giacobbe Fragomeni aveva ventuno anni quando è entrato per la prima volta in una palestra. Pesava un quintale e venti, e nessuno si sarebbe sognato di poterlo mai vedere schiacciare avversari dentro le sedici corde. Una vita difficile in una famiglia senza gioie, tra gli emarginati quartiere Stradera. Un padre alcolista, la mamma sofferente, una sorella morta d'overdose, lui stesso entrato in quel buco nero della droga che ha inghiottito e ucciso molti dei suoi amici. Il pugilato è stato la sua salvezza. Gli ha dato uno spessore umano solido, ed uno stile di vita sano. Ma soprattutto gli ha permesso di subliminare sul ring tutte le ansie, le insicurezze e le paure. In quello che poi è diventato un increscendo di vittorie importanti. Fino alla notte magica del Palalido, nel 2008, quando si è laureato campione del mondo per la sigla WBC. Quella sera, la sua prima tifosa, sua madre, non c’era più, si era spenta pochi mesi prima. Ma c’era già sua figlia, che si chiama Letizia, come la sorella morta di overdose, a cui era legato. Letizia è il nome di sua figlia, e Giacobbe se l'è fatto tatuare sul collo. La piccola Letizia ha tifato per lui nel 2008 e tiferà per lui a dicembre prossimo, quando questo ragazzone di 44 anni, amante del vino e della donne, proverà a riconsacrarsi come il migliore pugile al mondo nei massimi leggeri. Lui, entrato nelle palestre tardi, e diventato professionista tardissimo, quando era ormai troppo vecchio per i palcoscenici importanti, dicevano gli addetti ai lavori.

Silvio Branco, campione internazionale WBC nel 2010
Silvio Branco detto il "Barbaro" invece nelle palestre ci è nato, volto pulito, fisico da atleta, salta la corda da quando aveva 10 anni, a 20 anni è già un professionista, a 21 campione italiano e a 30 anni aveva già vinto due titoli intercontinentali, sigle WBC e IBF, ed un titolo mondiale WBU. Anche a lui superati i 35 anni hanno cominciato a dire che era troppo vecchio per la boxe. Ma lui a dispetto ha continuato a combattere, e a vincere. Poi una notte del 2002, dopo aver messo a dormire i figli, Silvio sente qualcuno suonare alla porta. Apre, e i poliziotti fanno irruzione in casa sua. L’accusano di associazione a delinquere finalizzata all’usura. Quindi il buio di un’odissea processuale che durerà sette anni. La gente che comincia a guardarti con occhi diversi. Il giudizio e il pregiudizio che si insinua nelle parole di quelle persone che un tempo consideravi amici. Una vita di trionfi messa KO in poche settimane. Poi il carcere. Le asprezze che ti mettono al tappeto anche se sei un campione del mondo. E poi l’assoluzione, e il ritorno sul ring. La passione per la politica, la beneficenza e l’impegno nel sociale. Il Collare al merito sportivo consegnatogli dall'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi e una vita che si riaccende alla soglia dei 47 anni, ancora sul quadrato, ancora da campione, per vincere l’unica cintura che manca al suo palmares.

Branco, 60 vittorie tra i professionisti, di cui 37 per ko
Due italiani che hanno ridato a questo sport un sapore antico, rovesciando le banalità di un’anagrafe che troppo presto li aveva giudicati ormai “vecchi” per combattere a certi livelli. Nelle loro storie e nei loro occhi la più scontata delle verità: che il pugilato non cambia mai. E il pugilato lo fa chi ha fame e voglia di fare, indipendentemente delle cose di contorno, indipendentemente dall’età che hai. Branco e Fragomeni, due ragazzi diversi, due uomini per certi aspetti simili ed una rivalità senza spiragli. C’è da augurarsi di vederli ancora opposti uno all’altro. In uno dei duelli più avvincenti della storia del pugilato.

mercoledì 2 ottobre 2013

Gassani finisce ko contro Rauseo: «Si chiude così la mia carriera di pugile»

Per Paolo Gassani quello di ieri sera al "Porta Elisa" contro Giuseppe Rauseodoveva essere un semplice match di avvicinamento all'incontro fissato per la fine di ottobre contro Luca Maccaroni. Incontro, quest'ultimo, di grande prospettiva, dal momento che è tutt'ora piedi la possibilità per uno tra Gassani e Maccaroni di battersi contro il prossimo campione italiano dei superleggeri, che uscirà dalla prima difesa ufficiale di Andrea Scarpacontro Marco Siciliano. Ma il pugilato è uno sport imprevedibile dove talvolta il destino imbocca tornanti strani, e per il pugile massese quello che doveva essere il match del definitivo rilancio dopo l'opaca performance contro Kirill Relikh, si è trasformato in una incredibile debacle culminata in un amaro ko tecnico al primo round.
Il match dura pochi minuti. Rauseo parte subito duro ed assesta un gancio micidiale al mento di Gassani. L'atleta della Loreni finisce al tappeto e l'arbitro sospende immediatamente l'incontro.

Paolo Gassani con il campione  finlandese Edis Tatlii
Giuseppe Rauseo è un peso medio, ha 33 anni ed è atleta di grande temperamento, da molti è considerato un collaudatore, uno che si batte praticamente con tutti. Solo nel 2013 si è misurato col peso leggero Michele Focosi, col superwalters Adriano Nicchi, e col walter Pintaudi che ha pure mandato al tappato nella seconda ripresa, salvo poi non contenere la reazione del "Pimienta" e subire il ko nella ripresa successiva. Il pugile del Team Zurlo, aldilà di quello che si potrebbe pensare guardando al curriculum, non è l'ultimo arrivato, ha fegato e tecnica da strada, una consistenza un pò ruvida, ma ganci pericolosissimi. Uno di questi ha fatto la differenza.
Paolo Gassani dal canto suo è un pugile di grande esperienza, 35 anni all'anagrafe, quasi la metà trascorsi sul ring. E' un Professionista dal 2006 e vanta un curriculum di 20 incontri, 16 vittorie, di cui 8 prima del limite, e 4 sconfitte. Allenato dal maestro Zenoni e accompagnato all'angolo dal già campione del mondo WBC Giacobbe Fragomeni, Gassini in carriera ha già disputato un titolo italiano ed ha anche avuto una chance europea a dicembre dello scorso anno, in Finlandia, contro Edis Tatlii. Ko al primo round. Stesso identico sfortunato epilogo dell'incontro con Rauseo. 
Ecco quindi che il pugile massese prende la decisione che non t'aspetti, e la comunica scrivendo sulla propria pagina facebook «Ho perso per KO alla prima ripresa un incontro che sulla carta avrei dovuto vincere. Con questo incontro si chiude la mia avventura professionistica nel pugilato. Grazie alla boxe sono diventato l'uomo che sono ma non riesco più a stare sul ring e non tengo più i colpi. E' giusto per me e per la mia famiglia chiuderla qua»



C'è chi dice che a caldo non bisognerebbe mai assumere decisioni definitive, qualcun'altro ritiene che quelle di pancia siano invece le scelte migliori. Staremo a vedere se quella di Gassani sarà una scelta irrevocabile o se il boxeur toscano deciderà di darsi un'altra nuova "ultima" possibilità.

giovedì 5 settembre 2013

El Diablo: «Combatto con Fragomeni solo con borsa adeguata». Ipotesi Chicago, ma il 7 c'è l'asta.

«Combatto solo se c’è una borsa cospicua» è quanto dichiarato sulle pagine del quotidiano Bokser Week, dal campione Wbc Krzysztof Wlodarczyk, al record di 48 vittorie, 2 sconfitte ed 1 pari. 

Continua il braccio di ferro tra il pugile polacco e la federazione. Neanche due settimane fa infatti Wlodarczyk, sempre più insofferente alle regole di questa categoria, aveva dichiarato di voler combattere al più presto controMarco Hulk. Di fatto ignorando il suo impegno ufficiale per la difesa contro il boxeur italiano Giacobbe Fragomeni. La testa rivolta ad un ipotetico incontro con Hulk. Motivo ufficiale? «E’ l’unico massimo leggero che può mettermi in difficoltà». Motivazione tra le riga, i soldi. Wlodarczyk sta attraversando un periodo complicato, tra problemi coniugali e spese legali. Un combattimento con Hulk, magari a Berlino, dove il pugilato è seguitissimo, rappresenterebbe un vero toccasana per le fiananze del "Diablo", poichè registrerebbe un sold out di televisioni e di sponsor. Gratificazione per l’attuale campione del mondo, oltre che un boom ai botteghini.

Il calendario imminente prevede però la sfida col campione silver Giacobbe Fragomeni, determinatissimo a strappargli la corona mondiale, sfida per la quale l’asta è già fissata al 7 settembre. Solo 4 giorni a disposizione per una soluzione alternativa. Ma a combattere per pochi euro Wlodarczyk proprio non ci sta, ecco perché in queste ore il suo procuratore Andrzej Wasilewski sta cercando un accordo a trattativa privata con Salvatore Cherchi. L’ipotesi suggestiva avanzata nelle ultime ore dalla  Wasilewski Poland è quella di combattere a Chicago, negli Stati Uniti. Secondo l’entourage del boxeur polacco, in America, terra madre del pugilato, non sarebbe difficile trovare laute sponsorizzazioni televisive. La Opi 2000 di Salvatore Cherchi sta spingendo invece per Montecarlo, location più gradita al panzer milanese. Consapevole del fatto che accettare la sfida oltre oceano sarebbe come combattere fuori casa, considerata la popolarità di cui gode “el Diablo” nel nord america. Tuttavia anche per il pugile italiano il fattore economico è importante, quindi non è escluso che il panzer del quartiere Stradera accetti Chicago come location per questa sua nuova chance mondiale. Chance che per Fragomeni segnerà il passo tra la soluzione economica migliore e il piacere di tornare sul ring più prestigioso della Wbc, e magari ripetere l’impresa del 2008. Con quest’ultima motivazione che sicuramente avrà la meglio.

martedì 13 agosto 2013

Wlodarczyk snobba Fragomeni e corteggia Hulk

E' stata fissata al 7 settembre l’asta per la corona WBC dei pesi massimi leggeri, tra Krzysztof Wlodarczyk e Giacobbe Fragomeni. I procuratori dei due pugili, rispettivamente la Wasilewski Poland e la Opi 2000 di Salvatore Cherchi, proveranno nei prossimi giorni a trovare un accordo a trattativa privata, senza arrivare alle buste. Per il team del campione milanese, che proprio in questi giorni di agosto ha raggiunto le 44 primavere, l’accordo potrebbe concretizzarsi qualora il pugile polacco dovesse accettare di combattere a Montecarlo, location gradita al panzer milanese. Diversamente la Opi 2000 proverà a portare il match in Italia, a Pavia o a Riva del Garda, forte dei successi organizzativi dei match valevoli per la corona Silver disputatisi proprio nelle cittadine menzionate. 

Giacobbe Fragomeni, al record di 31 vittorie, di cui 12 prima del limite, 3 sconfitte e due pari, e Krzysztof Wlodarczyk al record di 47 vittorie, di cui 33 per ko, due sconfitte ed un pari si sono già affrontati due volte. La prima volta nel 2009 a Roma, con Fragomeni campione in carica e l’allora semisconosciuto Wlodarczyk a far da sfidante. Finì con un verdetto di parità che valse al milanese la difesa del titolo mondiale. La seconda volta, nel 2010 in Polonia, la scena si presentò a ruoli invertiti, con Fragomeni sfidante del campione polacco, che in quell’occasione vinse per abbandono del 'Giaco' nel corso dell’ottava ripresa. Questa sfida ha quindi il sapore di una "bella" risolutrice. Ma il 'Diablo' Wlodarczyk, forte della recente difesa del titolo WBC contro l'imbattuto russo Rachim Chakhkiev, che lo ha proiettato al 5’ posto nel ranking mondiale della categoria ed al 3’ in quello europeo, non sembra preoccupato dall’impegno che l’attende. Ed anzi pianifica il proprio futuro a lunga scadenza annunciando, qualora dovesse avere la meglio su Fragomeni, una nuova difesa volontaria contro il connazionale Tomasz Adamek. In coda ci sarebbe anche il combattimento obbligato che il prossimo campione WBC, che sia Wlodarczyk o che sia Fragomeni, dovrà sostenere contro il vincitore della prossima corona silver per la quale si affronteranno a novembre l’italiano Silvio Branco e il francese Iliunga Makabu. Ma il polacco, ormai sempre più insofferente alle regole di questa categoria e pronto a passare nei massimi entro il 2015, non sembra interessato al calendario definito dalla WBC ed in una recente intervista ha dichiarato di riconoscere in Marco Hulk, l’unico massimo leggero competitivo, ed in questa prospettiva si è  detto pronto ad andare a Berlino per affrontare il campione tedesco entro dicembre. Hulk, dal canto suo, sembra invece intenzionato a mettere in palio il titolo WBO proprio contro 'the machine' Rachim Chakhkiev. Il tedesco non ha infatti mai digerito le dichiarazioni dell'ex oro olimpico di Pechino, tra l'altro vecchia conoscenza del nostro Clemente Russo nei dilettanti, che al suo debutto nei professionisti colse l'occasione pubblica per screditare il campione WBO. 

Il festival delle provocazioni incrociate è cominciato. In questo marasma di dichiarazioni al veleno l'unico a non essersi esposto è stato proprio Giacobbe Fragomeni. Lui aspetta in silenzio di potersi giocare la sua nuova chance mondiale. Tra poco più di un mese parlerà anche lui. Sul ring.

giovedì 16 maggio 2013

Fragomeni lascia vacante il titolo "silver": no al terzo match contro Branco

Giacobbe Fragomeni e Silvio Branco detto il “Barbaro” sono due leggende della nostra boxe nazionale, ed occupano rispettivamente il 2° e il 3° posto del ranking mondiale nella sigla più prestigiosa della categoria. Tuttavia la loro rivalità -accentuatasi notevolmente negli ultimi due anni- sta facendo emergere tutti i limiti del pugilato professionistico italiano.

Dopo il rematch dello scorso  15 dicembre Giacobbe Fragomeni è formalmente il detentore della cintura silver Wbc ed ha quindi una nuova chance mondiale per la conquista del titolo dei massimi leggeri, già vinto nel 2008 e difeso fino al novembre 2009. Fragomeni è infatti lo sfidante ufficiale. Affronterà il vincitore dell’incontro previsto entro giugno tra il campione polacco della categoria Wlodarczyk, e il francese di colore Mormeck. Questo privilegio gli deriva proprio dal fatto d’aver battuto Branco a Riva del Garda.

Il combattimento di Riva del Garda, vinto ai punti dal pugile nato e cresciuto nel quartiere Stradera di Milano, è stato uno spettacolo pregevolissimo da un punto di vista pugilistico, ma pessimo per la gazarra indegna che si è scatenata al suono dell’ultima campana. Gli animi incandescenti non hanno infatti consentito la lettura finale dei cartellini. Il supervisor della WBC ha preferito consegnare ad una nota ufficiale, diramata solo due giorni dopo l’incontro, la proclamazione del vincitore. Di fatto si è trattato del primo, e fino ad oggi unico, match nella storia della boxe, al termine del quale non è stato possibile leggere il verdetto. Motivi di ordine pubblico. Di certo la formula wbc di leggere i cartellini al termine della 4’ e dell’8’ ripresa non ha aiutato.

In realtà l’intera polemica è però figlia del primo incontro, quello tenutosi a Pavia e conclusosi con verdetto unanime di parità. Verdetto duramente contestato da Branco e dal suo team, che hanno manifestato a lungo l’intenzione di proporre un ricorso nelle sedi opportune, salvo poi invece accettare il rematch. Prevedibile quindi che la ripetizione dell’incontro venisse preceduta dal montare delle polemiche. Su tutte quella scatenata da una provocazione del “Barbaro”, mal digerita da Fragomeni.  Alla vigilia del rematch infatti, Branco, ritenendosi il vero vincitore del primo incontro, aveva provocatoriamente acquistato la cintura dei pesi massimi leggeri versione Wbc -pratica del tutto regolare rivolgendosi direttamente alla Wbc- e aveva pubblicato sul proprio profilo facebook le foto con addosso la cintura. Fragomeni infastidito aveva affermato «Lo trovo un gesto di pessimo gusto, un campione come Silvio dovrebbe sapere che le cinture bisogna vincerle, non comprarle. E se vuole quella cintura deve prima battermi». Il resto è la storia del match di Riva del Garda che ha visto trionfare il pugile milanese.
In questo clima incandescente il mese scorso, a sorpresa, la WBC ha autorizzato un terzo match tra i due, lasciando ovviamente l’ultima parola a Fragomeni. Branco ha alzato il tiro incalzando «Se non mi concede la rivincita è un vigliacco, vuol dire che ha paura di me». Per tutta risposta Fragomeni ha dichiarato in una conferenza stampa «Posso battermi anche nel giardino di casa sua, se vuole». L’organizzazione ha preso la palla al balzo ed ha fissato la location a Roma, casa naturale del pugile laziale. Ora, alla luce delle vicende che hanno caratterizzato il 'prima' e il 'dopo' dei precedenti due incontri, considerata l'antica rivalità sportiva e il fatto che per ragioni anagrafiche questa è per entrambi forse l'ultima grande occasione della carriera, è lecito supporre che una eventuale terza sfida si sarebbe svolta in un clima davvero surreale. Sono quindi ragioni di buon senso, oltre che di opportunità, quelle che hanno portato Fragomeni a lasciare vacante la corona silver, rinunciando a battersi nuovamente con Branco. Comprensibile che il panzer milanese voglia concentrarsi solo ed esclusivamente sulla chance mondiale che l’attende a settembre, e per la quale sta già lavorando insieme al suo allenatore Maurizio Zenoni. Altrettanto comprensibile l’amarezza del “Barbaro” che adesso, per conquistare la corona lasciata vacante da Fragomeni, dovrà ricominciare tutto daccapo. Per la scalata al titolo silver dovrà innanzitutto battere l’ottimo pugile finlandese Juho Haapoja nell’incontro già fissato a Civitavecchia per il 6 luglio, vincere anche la successiva finale di Montecarlo ed aggiudicarsi il titolo, per poter così diventare lo sfidante ufficiale del prossimo campione WBC, che potrebbe essere proprio Giacobbe Fragomeni.

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