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mercoledì 16 ottobre 2013

Ceglia contro Lancia per il titolo leggeri. Nel sottoclou lo sfidante ufficiale Carel Sandon, e i supermedi Ranaldi e Grimieri

Il prossimo 8 novembre, a Guidonia, il boxeur napoletano Gianluca Ceglia proverà a strappare a Manuel Lancia la corona italiana dei pesi leggeri, che il pugile laziale ha conquistato lo scorso 20 luglio contro Pasquale Di Silvio. Si tratta di una difesa volontaria, alla quale presterà grandissima attenzione Carel Sandon, impegnato nel sottoclou della stessa serata contro Giuseppe Rauseo. Sandon è infatti stato nominato sfidante ufficiale dalla federazione, e dovrebbe affrontare il prossimo campione italiano entro febbraio 2014. 

Manuel Lancia, campione italiano in carica dei pesi leggeri
Ceglia ha 23 anni e proviene della Boxe Vesuviana. 

Al record di 9 vittorie, di cui 2 prima del limite, ed un'unica sconfitta rimediata contro l'attuale campione italiano dei superleggeri Andrea Scarpa, che pure era riuscito a mettere a sedere nel corso del 3’round. Stile molto personale ed elusivo, il campano è un pugile tecnico che però all'occorrenza non disdegna il corpo a corpo come dimostrato nel match contro Giuseppe Lo Faro. 

Sul ring allestito da Davide Buccioni, oltre a Rauseo e Carel Sandon, saliranno anche i due pugili romani Valerio Ranaldi e Manuel Grimieri De Ioanni, che incrocieranno i guantoni in un match di prospettiva interessante. SI tratta infatti di due pugili, entrambi venticinquenni, sui quali la categoria supermedi ripone grandi speranze.
Altro match del sottoclou professionistico dovrebbe essere quello tra Andrea Pesce e Riccardo Lecca, quest'ultimo al ritorno sul quadrato dopo la sfortunato assalto al titolo contro Francesco Di Fiore.


venerdì 30 agosto 2013

Ceglia e Sandon gli sfidanti di Manuel Lancia: niente rivincita per Di Silvio

A poco più di un mese dalla conquista del titolo italiano dei pesi Leggeri Manuel Lanciaconosce già i possibili nomi del suo prossimo sfidante. A provare a strappargli la corona vinta il 20 luglio a Guidonia, dovrebbe essere uno tra Gianluca Ceglia e Carel Sandon, con la federazione che dovrebbe nominare lo sfidante ufficiale nelle prossime ore. Salta quindi, per lo meno nell’immediato, la rivincita chiesta a gran voce dal “Puma” romano Pasquale Di Silvio.

Il nuovo pretendente al titolo potrebbe essere Gianluca Ceglia, che ha 23 anni e proviene della Boxe Vesuviana. Al record di 9 vittorie, di cui 2 prima del limite e reduce da tre match vinti ai punti nell’ultimo anno, dopo la sconfitta netta rimediata contro Andrea Scarpa, che pure era riuscito a mettere a sedere nel corso del 3’round. Stile molto personale ed elusivo, il campano gioca di rimessa, è un buon colpitore ma soffre gli affondi. Secondo i meglio informati sarebbe invece in vantaggio l'ipotesi Carel Sandon, al record di 16 vittorie ed una sola sconfitta. Sandon, 30 anni non ancora compiuti, è il nipote del campione mondiale WBASambu Kalambay. E' professionista dal 2007, ma nel 2012 ha vissuto un fase delicata della propria vita, passato attraverso la depressione ed un tentativo di suicidio, è tornato sul ring solo il 22 febbraio scorso contro Zoltan Horvart.

Il campione Manuel Lancia dal canto suo, al record di 8 vittorie, di cui 3 prima del limite, ha molto stupito nel match che gli è valso il titolo italiano contro Pasquale Di Silvio. Il pugile di Guidonia non è apparso per nulla emozionato dal ring nazionale, segno di una buona personalità, considerato che affrontava un match titolato la prima volta in carriera, e con pochissimi match all’attivo. Difronte aveva un Pasquale Di Silvio ovviamente più preparato a questi palcoscenici, dopo i due tiratissimi match con Michele Focosi lo scorso anno, e la vittoria del 2008 contro Ivan Fiorletta. Tuttavia la potenza di Lancia, mista al “fattore campo” Guidonia, si è rivelata fatale una volta di più. Il pugile di Guidonia ha dimostrato fino ad ora di essere un boxeur capace di fare male e che non spreca colpi, anche se pratica un pugilato a tratti scorbutico. Il suo diretto destro può però lasciare il segno in ogni combattimento. Entro la fine della prossima settimana sapremo chi sarà il suo sfidante.

martedì 20 agosto 2013

Nel sottoclou tra Klitschko e Povetkin ci sarà Di Silvio: «Splendida vetrina ma volevo andarci col titolo italiano»

Il 5 ottobre, a Mosca, i riflettori della grande boxe si accenderanno sul ring di Olimpiyskiy, sul quale si affronteranno il campione ucraino Wladimir Klitschko e il russoAlexander Povetkin, con in palio i titoli WBA, WBO e IBF dei pesi massimi. Rispetto a questa data i temi caldi delle prossime giornate riguarderanno le concrete possibilità del russo ad evitare l’ennesimo monologo del campione in carica. Coloro che non credono in questa possibilità parleranno del tempo che si dovrà ancora aspettare per vedere su quel ring l’altro russo Mago Abdusalamov, anche lui in lista d’attesa per una chance che i Klitschko stanno concedendo praticamente a tutti, compreso il nostro Francesco Pianeta, uscito malconcio dall’ultima difesa volontaria offerta dal “Martello d’Acciaio”.

Nel sottoclou di questo evento esplosivo, ha trovato posto il “Puma” italiano Pasquale Di Silvio, che si batterà sulla distanza delle dieci riprese contro il talentuoso Roman Andreev, pugile dal curriculum immacolato che vanta 11 incontri chiusi prima del limite sui 14 complessivi disputati e vinti. Avversario di tutto rispetto che, se superato, potrebbe far salire di molto le quotazioni del pugile romano. Ecco quindi che un altro tema caldo s’impone di prepotenza all’attenzione degli appassionati di boxe. Ho raggiunto telefonicamente il pugile romano per raccogliere le sue impressioni «Ovviamente sono felicissimo, è una splendida vetrina che mi darà tanta visibilità, ma non ti nascondo che avrei preferito andarci da campione italiano in carica». Il Puma non potrà invece presenziare all'appuntamento con la cintura dei pesi Leggeri legata in vita. Il verdetto dello scorso 20 luglio, non glielo permetterà. Due dei tre giudici accreditati gli hanno infatti preferito nei cartellini il giovane Manuel Lancia. 

Pasquale "Puma" Di Silvio, due volte campione italiano
«A Guidonia mi sono trovato difronte un avversario che ha fatto ostruzionismo. Lancia ha combattuto le prime tre riprese quasi sempre a testa bassa, anche se involontariamente le testate me le ha date. Avrei potuto fermarmi consapevole d’essere avanti nei cartellini». 

Amarezza comprensibile quella dell'esperto boxeur romano. L’amarezza di tutti i pugili che non vedono ripagati i propri sacrifici, ma ciò nonostante sono sempre alle prese con quel sogno strano che li fa alzare presto al mattino per andare a correre. Di Silvio è uno di loro, ma è anche un professionista, che sa dosare le parole con frasi di circostanza dettate della necessità: «E’ un verdetto che comunque rispetto, che non condivido ma rispetto, come ho sempre fatto in tutta la mia carriera». 

Ogni incontro fa storia a sé, e quello contro Manuel Lancia ormai è andato. Con lui sembra andata anche la possibilità di una rivincita, nei prossimi giorni infatti la Federazione designerà lo sfidante ufficiale di Lancia, e in pole-position ci sarebbero Gianluca Ceglia e Carel Sandon, con un incontro previsto ad ottobre. Mancherebbe perciò il tempo materiale per organizzare una difesa volontaria. Alla quale comunque Manuel Lancia si era reso disponibile.

A Pasquale Di Silvio non resta quindi che concentrarsi sull’incontro con Roman Andreev, provando a portare a casa risultato e visibilità tali da permettergli magari anche di combattere per quel titolo EBU-EU già assaporato nel 2009. «Fu una grande illusione. Dopo una intera estate passata in palestra a preparare il match, il mio procuratore Paciucci mi dice che Jhon Murray si era infortunato alla clavicola e non se ne sarebbe fatto più nulla». 

Poi quattro anni ad inseguire il titolo italiano già vinto contro Ivan Fiorletta e riconquistato di forza con Michele Focosi. Aspettando sempre un palcoscenico internazionale. Che adesso il Puma vuole fortemente. E l'incontro in Russia potrebbe essere il giusto trampolino di lancio. Considerato che alla tenera età di 34 anni, la velocità e il ritmo dei colpi sono gli stessi di dieci anni fa, è lecito che il pugile romano voglia provare a togliersi qualche altra soddisfazione. 

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