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mercoledì 3 settembre 2014

Branco vs Cantatore: il match si farà... anzi no. Continua il tira e molla tra i due pugili capitolini.

Forse è dovuta alla necessità quasi endemica di promuovere il pugilato italiano attraverso match che da sempre solleticano la curiosità di appassionati ed addetti ai lavori, o forse più semplicemente alla voglia di vedere misurarsi uno contro l'altro i due grandi beniamini della boxe romana. Silvio Branco e Vincenzo Cantatore, entrambi ritiratisi dal quadrato, potrebbero incrociare i guantoni in una notte d'eccezione. Una serata tutta romana, vecchio stile, con un palazzetto stracolmo di gente, che è poi la cornice che ha sempre caratterizzato le uscite dei due fighter, gli unici capaci di suscitare l’interesse delle televisioni e degli sponsor anche in tempi di vacche magre. Entrambi Campioni del Mondo, entrambi italiani, entrambi figli della capitale. Entrambi in grado di portare le dirette televisive Rai ai loro combattimenti.

La A&B event, che aveva lanciato l'idea già in occasione della conferenza stampa d'addio del "Barbaro" di Civitavecchia, mossa dalla disponibilità accordatagli da Clemente Russo e Roberto Cammarelle a partecipare al sottoclou, e da una sicura copertura televisiva per l'evento, ha contattato stamattina i due pugili. L'ipotesi di un match del genere ha subito generato attese ed interesse nella zona di Roma. Una sfida tra due atleti che hanno recitato un ruolo di primo piano nel panorama pugilistico italiano degli ultimi quindici anni. I due hanno fatto la fortuna della sigla WBU negli anni Novanta, Cantatore ha conquistato la cintura mondiale 4 volte e Branco addirittura 9 volte.

Silvio Branco, 48 anni all'anagrafe, ma una condizione atletica eccellente che gli ha permesso di boxare da professionista fino allo scorso anno, è stato quattro volte campione italiano, ha vinto quattro volte il titolo internazionale WBC e tre volte il titolo intercontinentale IBF in due diverse categorie di peso, ed è stato intercontinentale e due volte campione del mondo WBA. Al record di 77 incontri disputati di cui 63 vittorie, 37 prima del limite, 11 sconfitte ed un pari.


Vincenzo Cantatore invece di anni ne ha 43, ed è ancora relativamente giovane rispetto all'avversario, ma ha lasciato la boxe nel 2007. E' stato anche lui campione italiano, poi quattro volte campione internazionale WBC, tre volte campione europeo e una volta campione del Mondo WBO. Al record di 39 incontri disputati, di cui 33 vittorie, 27 per ko, 5 sconfitte ed un pari.

Il Barbaro ha subito accettato la proposta dell'agenzia che fa capo a sua figlia Alessandra, dicendosi pronto a sostenere il match «Non è un ritorno alla boxe, ma se c'è un interesse di chiunque abbia calcato ring importanti a misurarsi con me, io sono pronto». Cantatore invece ha dichiarato di non voler raccogliere la sfida: «Pur riconoscendo tutto quello che ha fatto sul ring, non ritengo Silvio Branco un pugile al mio livello. Per altro ho fortissimi dubbi sul fatto che, dopo sette anni di inattività, la Federazione possa darmi il nullaosta per combattere. L’idea della A&B Events non la prendo neanche in considerazione. Quando salivo sul ring riempivo i palazzetti, con un seguito di tifosi che pochi hanno avuto, mi ritengo un pugile di livello superiore, che fra le altre cose non è mai tornato indietro nelle sue decisioni: secondo me se un atleta decide di ritirarsi, deve rimanere coerente con le sue scelte, io ho solo una parola». Alle dichiarazioni al veleno del collega, Branco ha replicato: «La parlantina ce l'ha, è il coraggio che gli manca». 

L'idea diffusa tra gli addetti ai lavori è che Cantatore, colpevole verso i suoi tifosi di aver già rifiutato il match contro Pietro Aurino nel 2003, con una borsa adeguata potrebbe anche accettare questa insolita sfida. La palla ritorna nelle mani della A&B Events. Di sicuro un combattimento tra due pugili che anagraficamente hanno superato la loro fase migliore, perdendone in riflessi, potrebbe generare un match con molti colpi a segno. Staremo a vedere.



Huck dei record batte anche Larghetti: l'italiano esce a testa alta

Nella serata di ieri, il marchigiano Mirko Larghetti ha provato a strappare la corona dei massimi leggeri versione WBO al serbo tedesco Marco Huck. Sul ring di Halle, “Kapitan” Huck si è riconfermato per la tredicesima volta campione di sigla, eguagliando il record di difese del britannico Jhonny Nelson, al termine di un incontro più sofferto del previsto. Il Re della categoria cruiser, che in carriera aveva già affrontato altri due boxeur italiani (Pietro Aurino nel 2006 per il titolo dell’Unione Europea, e Fabio Tuiach nel 2008 con in palio il titolo EBU vero e proprio) liquidando entrambe le pratiche nel giro di due riprese, ha dovuto stavolta fare i conti con il cuore, la tenacia e la grande preparazione atletica mostrati da Mirko Larghetti. Pochi alla vigilia avrebbero pronosticato un combattimento così aperto, soprattutto nella parte centrale del match, vinto dal tedesco solo ai punti (116-112, 116-112, 118-110 questi i cartellini dei tre giudici). Larghetti è riuscito a dimostrare il suo spessore internazionale in un incontro che probabilmente gli aprirà le porte a circuiti di maggior prestigio, che potranno solo arricchire un curriculum ancora acerbo, nel quale ha fino ad oggi messo in bacheca esclusivamente la cintura dell’Unione Europea conquistata contro l’altro italiano Vincenzo Rossitto, e poi difesa contro il giovane croato Stjepan Vugdelija.

Marco Huck e Mirko Larghetti prima del mondiale WBO
Il tedesco dal canto suo ha inanellato la 38esima vittoria in carriera e può ora pensare con serenità a scegliersi l’avversario per la prossima difesa. La lista dei pretendenti è lunga. Su tutti ci sarebbe proprio l’ex iridato ormai 40enne Johnny Nelson, il quale –presente a bordo ring ieri sera– avrebbe manifestato l’intenzione di rimettere i guantoni ai polsi per affrontare Huck in un match volto a ristabilire le gerarchie della WBO. Ma il combattimento più atteso dal grande pubblico resta quello per l’unificazione del titolo cruiser contro il “Diablo” Krzysztof Wlodarczyk, che dal 2010 detiene e difende la corona massimi leggeri versione WBC. Possibilità che Huck sembra non voler contemplare dal momento che una delle due sconfitte in carriera l’ha patita proprio due anni fa, cercando gloria in WBA contro l’allora imbattuto Alexander Povetkin.

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