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venerdì 13 dicembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | L'Inter a fatica nei minuti di recupero, il Napoli mette la freccia, torna a vincere anche il Genoa.

Mentre la rivolta dei Forconi blocca l'Italia in lungo e in largo, al Palazzetto si prova a rivoluzionare la classifica, che dopo la 5° giornata comincia finalmente ad allungarsi.

FIORENTINA-GENOA: 6-11
«Abbiamo perso perché si è infortunato Giannini»… però «un giocatore non fa la differenza» e «Siamo una buona squadra anche senza il top player». Li avevamo lasciati così, a piangersi addosso con tutto questo pòpò di frasi fatte e luoghi comuni, per giustificare in mille modi una sconfitta strameritata. Li ritroviamo con in rosa il nuovo acquisto Antonio Lomagistro e post a tutta pagina nel gruppo “Toppleyeer”. E’ il Genoa dei colpi di mercato, se non altro, quello che torna alla vittoria in quel di Firenze. I grifoni entrano in campo concentrati. Gli manca il bomber Giannini. Gli manca Moretti. Chi l’avrebbe mai detto che una squadra di calcio potesse arrivare a soffrire addirittura l’assenza di Moretti. E invece… la sofferenza aumenta quando Duca, con il capello pettinato versione Cristiano Malgioglio, segna un gol da antologia e sblocca a sorpresa il risultato. Passano pochi istanti e il bomber viola raddoppia. Gli ospiti però ci mettono poco a ristabilire le gerarchie, poker di Giovanni Mancino e gol di Rizzi. Si va al riposo col Genoa sopra di 3 gol. Stesso copione nella ripresa quando è l’altro genoano Lomagistro, all’esordio assoluto, a servire un poker di buonissima fattura. Inutili le cannonate di Duca che di volta in volta prova ad accorciare le distanze. Il Genoa sale a 10 punti, la Fiorentina resta inchiodata a quota 1, in piena zona retrocessione.

IL MIGLIORE Giovanni Mancino (GENOA), voto 8. Nella variegata fauna degli attaccanti genoani, l’esemplare in questione si dimostra uno dei più temibili. Esperto, rapido, dotato di una buona corsa. Senza Moretti che lo chiama a ripiegare in fase difensiva gioca probabilmente la sua miglior partita. Ricorda molto il giocatore udinese Pinzi, ma è più forte (non che ci voglia molto ad essere più forte di Pinzi). Segna quatto gol in rapida successione, poi si siede in panchina, dove viene ibernato. SPADACCINO.
IL PEGGIORE Giuseppe Nigro (GENOA), voto 3. Per farsi perdonare la “tirchieria delle fotocopie” fa il generoso nel compilare le pagelle. A se stesso assegna un larghissimo 7 definendo “salvataggi sulla linea” due stampe sulla schiena rimediate nel primo tempo, ed a tutti gli altri elargisce sei e mezzo in larga scala manco avessero giocato Real Madrid e Manchester.  Nelle sue pagelle nessuno, e dico nessuno, tra compagni ed avversari, va sotto la sufficienza. PARACULO.

INTER-BOLOGNA: 8-7
Vittoria sofferta per la formazione di Ciriello, che incassa tre punti d’oro all’ultimissimo secondo di una partita incandescente. I bolognesi pagano l’inesperienza e si lasciano sfuggire un punto preziosissimo che avrebbe rimescolato ancora una volta la classifica. L’avvio degli emiliani è sprint e alla prima occasione passano: ottimo spunto di De Iacovo che batte Cosimo Cantore con un pallonetto. L’inter si getta in avanti alla ricerca del pareggio e lo trova con il solito Posa, che di li a poco segna anche il gol del vantaggio neroazzurro. Il Bologna reagisce: prima pareggia con Maurizio Bianco e poi si porta in vantaggio con Galante. La partita continua su questa altalena fino al 5-5 con cui si va al riposo. Gli ospiti non demordono e insistono nella ripresa, lasciando però invitanti spazi all’Inter che colpisce di rimessa, fino al 7-7 del 90’. Sembra finita e invece l’arbitro chiama ben quattro minuti di recupero, che trascorrono rapidi senza sussulti, finchè… a pochi secondi dalla fine… Vito Minerva arpiona una palla vagante a metà campo, e si ricorda che da grandi lanci derivano grandi responsabilità e così scodella una palla ad minchiam dall’altra parte del campo, un “assist millimetrico” per Mancuso che piazza sotto la traversa un pallone imprendibile per Ricciardi. Orgasmo multiplo per Domenico Ciriello che urla “sììì, sìììììì...” mentre abbandona la zona tecnica, disarcionando letteralmente la panchina, per abbracciare l’eroe di giornata, scardinando tra l’altro l’ultima parte di recinzione ancora sopravvissuta alle recenti partite dell’Inter.

IL MIGLIORE Marco Ricciardi (INTER), voto 7. Si era infortunato alla prima giornata, e invece di rimpiazzarlo i neroazzurri se lo sono tenuti stretto. Imposta il gioco e carica la squadra. Copre le sgroppate di Santantonio quando il furetto neroazzurro cerca gloria nella metà campo avversaria. Quando invece viene lasciato da solo fa tranquillamente reparto da solo. Non conosce ancora bene i propri compagni di squadra però sa che i suoi amici sono i nemici dei suoi nemici. E questo gli basta. NESTA.
IL PEGGIORE Michele Maggiore (Bologna), voto 5.  Polveri bagnate per il Gattuso bolognese. E’ come quando lasci la tv con la luce rossa, che non è spenta ma nemmeno accesa. La squadra non gira e lui non corre. Lo ricordiamo, e non certo positivamente, per l'esclamazione «bene, meglio così!» quando l’arbitro ha intimato la fine delle ostilità. Non vedeva l’ora di andar via. DEMOTIVATO.

Una nota a parte per i fratelli Ciriello. Semaforo rosso per il più giovane dei due, Alessio, che gioca discretamente la prima parte del match. Dopo i primi venti minuti però frana addosso a Fabio Conte in stile antico gioco ginosino “iun mont la lun”. Al direttore di gara ed alle sedici televisioni collegate in tutto il mondo appare fallo netto, a lui no, così abbandona il terreno di gioco in aperta polemica con l’arbitro. Semaforo verde invece per “jolly” Domenico, che in veste di allenatore giocatore, spiazza tutti con un cambio. Con l’Inter sotto di due gol ti aspetti che lasci dentro Pos-olone a fare da boa, invece no. Dentro lui al posto di Posa, fuori Ricciardi per Santantonio ed in avanti Mancuso e Minerva a fare da ali di rondine. Schema ad albero di Natale, in linea col periodo. Sono quegli assetti once in a life time che rimangono per sempre nella memoria se la partita va molto bene o va molto male. A lui è andata molto bene.

NAPOLI-VERONA: 8-3
Terzo successo interno per il Napoli che da continuità al proprio campionato con una nuova vittoria, importantissima in chiave di primato in classifica. Battuta d’arresto invece per il Verona, dopo la bella vittoria ottenuta a Genoa la settimana scorsa.
I padroni di casa scendono in campo un po’ rimaneggiati, assente Santoro per partita di poker, presenti invece Volpe e Tarasco per amor di squadra, febbricitanti, onorano la maglia passando dall’aereosol al campetto. La panchina partenopea è allestita a mò d’infermeria: spray nasale, iodosan Gola, e tisane d’acqua calda. S’ammala invece nel corso del match Francesco Tarantini, che dopo la prima mezzora comincia ad accusare allucinazioni e risate immotivate. Dopo i primi tre interventi plastici di Rosario Lapiscopia, gli attaccanti azzurri capiscono che per segnare ad uno così bisogna tirare forte e centrale, è inutile cercare di fare la barba ai pali, con Lapiscopia in porta i pali sono sempre freschi di rasatura. La partita rimane sui binari dell’equilibrio per i primi dieci minuti, poi capitan Volpe sblocca il match inventandosi un eurogol. Il Verona si scopre alla ricerca del pareggio e gli avanti napoletani colpiscono in contropiede. La gabbia su Valerio Maddalena funziona e si va al riposo sul tennistico 6-1. La ripresa è scevra di emozioni fatto salvo il gol di Tommaso Lapiscopia versione Zidane tiro al volo in Champions League, ininfluente ai fini del punteggio finale, però il più bel gol del torneo fino ad oggi. Nel finale c’è gloria anche per Rucci, il nuovo acquisto azzurro è sceso in campo vestito di k-way come uno che ha vissuto la propria infanzia in una periferia disagiata ed ha calcato i campi polverosi di una qualche metropoli sudamericana. Sotto il k-way una maglia della Juventus anni 90’ con lo sponsor Upim, che solo i suoi compagni di squadra hanno potuto apprezzare negli spogliatoi. Il Verona chiude in attacco ma non riapre più la partita, anche se il ko in termini di punteggio è da ritenersi troppo pesante rispetto a quanto fatto vedere sul campo dalla squadra scaligera.

IL MIGLIORE Gianvito Volpe (NAPOLI), voto 7. Scende in campo con un principio di influenza e contagia i compagni di squadra bevendo alla borraccia comune. Contemporaneamente seconda punta, esterno destro, ala sinistra, mezzala, trequartista, viceallenatore in tribuna, direttore del marketing ed organizzatore del campionato, corre e segna più di tutti. Garibaldino nel primo tempo quando recupera a centrocampo una palla che ai comuni mortali appare innocua, e la trasforma in oro: veronica, serpentina nello stretto e palla all’angolino. Scatafionda tunnel che a confronto la microchirurgia è imprecisa. Nel finale cala visibilmente davanti all’incubo del termometro. La carnagione è quella di Zapata, il carisma è quello del Leader. HAMSIK!
IL PEGGIORE Francesco Tarantini (NAPOLI), voto 4. Segna due gol ad inizio partita, prima di incartarsi in passaggi sbagliati, mischie furibonde con se stesso e qualche tiro che si infrange sulle caviglie dell'avversario più vicino. Va dallo psicologo ogni volta che si trova solo davanti al portiere. Si ritrova tra i piedi qualcosa tipo 675 palle-gol e puntualmente si inceppa. Nel primo tempo l’arbitro accorda al Napoli una punizione inesistente per un «lasciaaa!!!» gridato da Trullo, Tarantini si incarica della battuta, compagni ed avversari lo invitano al fair play, lui invece calcia angolato sfiorando il gol. A fine partita dichiara «ho fatto 3 gol». Il giorno dopo su facebook dice d’averne fatti 4. CONFUSO.

Con il recupero di lunedì il Napoli chiuderà il girone d’andata. "Ma kù stù fridd’ a Bologna? La ser’? Il 16 dicembre?". Niente, nemmeno il tempo di festeggiare ed i napoletani sono già in ansia per la partita di lunedì, a Bologna tocca andare a spaccare le brocche per prendersi il titolo campioni d’inverno. Con Inter e Genoa che quasi certamente tireranno i piedi.

giovedì 5 dicembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Colpaccio del Verona a Genova, la capolista va Ko. Intanto l'Inter asfalta i viola.

Quarto appuntamento col campionato più bello del mondo. Che conferma quanto avevamo scritto nei precedenti articoli, vale a dire che il campionato è livellato, e che al momento ancora non è ancora in grado di eleggere la sua "regina". Se si esclude la Fiorentina, ferma ad un punto, ci sono ben cinque squadre nel fazzoletto di tre punti in classifica. 

GENOA-VERONA: 6-11
Accade l'incredibile nel testacoda della quarta giornata tra l'ultima in classifica e la capolista Genoa. Il Verona s'impone in maniera netta al "Marassi" e supera i grifoni mettendo in cassaforte 3 punti preziosissimi che le consentono di abbandonare lo spauracchio di quell'ultimo posto in classifica che equivale all'estromissione dai playoff. La vittoria degli ospiti matura nella ripresa, dopo un primo tempo assai poco brillante. La prima fase del match è di studio. Si fanno preferire i padroni di casa, il portiere verdeoro Rosario Lapiscopia è attento a chiudere bene tutti gli spazi. Gradualmente la squadra di Luisi guadagna spazio e la capolista ripiega in difesa, puntando molto sugli spunti di Giannini, come sempre il più attivo nelle fila liguri. Dopo i primi dieci minuti però il bomber genoano è costretto ad abbandonare il campo per infortunio. E la partita si apre. Tommaso Lapiscopia pesca per due volte Giovanni Ribecco solo in area, in entrambe le occasioni il diagonale dell’attaccante veronese non lascia scampo a Giove. Lo svantaggio scuote il Genoa che prova a gettarsi in avanti con generosità e trova il pareggio con Mancino, che firma a sua volta una doppietta. Si va al riposo con la partita ancora aperta ad ogni risultato. Nella seconda mezzora però sale in cattedra Valerio Maddalena che comincia a segnare i gol col pallottoliere ed infligge alla squadra di Nigro il primo -sonoro!!!- k.o. stagionale.

IL MIGLIORE Tommaso Lapiscopia (VERONA), voto 7. Partita generosissima e di sostanza. La tecnica è quella un pò ruvida di Pablo Montero dopo un cicchetto party. Ci mette un quarto d'ora prima di entrare mentalmente in partita, poi prima della mezzora mette la firma sulla gara con due assist di pregevole fattura. Nella seconda parte del match sfiora anche il gol con una cannonata che stordisce Nigro. Nel post-partita, alla domanda  “perché avete vinto?” risponde “perché volevamo vincere!”. A queste latitudini Volere è potere. MACISTE
IL PEGGIORE Domenico Bianco (GENOA), voto 4. Si sacrifica nel ruolo di prima punta, tuttavia, senza il suo partner d'attacco Giannini, non riesce quasi mai ad impensierire la difesa avversaria. Va in paranoia quando l'arbitro non gli fischia un rigore abbastanza evidente, poi però comincia un festival delle simulazioni alla Neymar ogni qualvolta viene sfiorato. Forte dell'esperienza delle immersioni in quel di Polignano, si tuffa per tre volte in area di rigore. PESCE FUOR D'ACQUA.

Fuori dall'aspetto squisitamente calcistico segnaliamo anche la "tirchiaggine" di Nigro, qualcosa che passati i vent'anni uno non si augura mai di vedere. Auto-Incaricatosi di stampare una ventina di calendari del campionato per compagni ed avversari, si presenta al campo con due fogli due e dice "chi vuole si fa le fotocopie!". Non è difficile immaginare il perchè sia del Genoa, storica tradizione di braccini corti.


INTER-FIORENTINA: 8-3
Una rete di Ciriello su calcio di rigore all’inizio del secondo tempo rompe gli equilibri e permette all’Inter di battere la Fiorentina. Al “San Siro” finisce 8-3, con Giuseppe Santantonio grande protagonista con una tripletta nel finale. I neroazzurri ritrovano così il successo dopo la sonora sconfitta rimediata a Napoli, e confermano i problemi dei viola, ancora all’asciutto di vittorie in questo campionato. 

In apertura di match è la Fiorentina a puntare maggiormente la porta, le staffilate di Duca trovano però sempre attento Cosimo Cantore (ancora una grandissima prestazione quella del portierone lombardo). A sbloccare il risultato, in favore dei padroni di casa, è un’azione personale di Michele Posa: il “Beatles” neroazzurro sfugge alla marcatura di Francesco Giannuzzi e con un tocco morbido batte Ludovico in uscita. I viola pareggiano con un bel diagonale del nuovo acquisto Emanuele Malvani, e poi si portano sul doppio vantaggio grazie a due conclusioni ravvicinate del solito Duca, che nel corso del primo tempo colpisce anche dieci legni e si fa parare ben 4 tiri liberi da Cantore. E’ lui l’Igor Protti di questa squadra in crisi di risultati ma con una forte vocazione offensiva. L’inter decide di svegliarsi prima del riposo e due bei gol di Vito Minerva riportano in parità il match. 

Il secondo tempo si apre con un calcio di rigore per l’Inter, conquistato e trasformato da capitan Ciriello con una “puntetta” vecchio stile. In una partita avara di grandi emozioni l’esultanza esagerata del capitano neroazzurro la fa da padrona: manco avesse segnato in rovesciata nella finale dei mondiali, si fa due giri di campo gridando come un pazzo, poi si arrampica sulla retina rischiando di far crollare le protezioni ed infine chiede il cambio per accomodarsi in panchina e telefona a parenti ed amici. L’ultima parte del match non brilla per equilibrio. Nel monologo finale tutto neroazzurro spiccano le tre reti di Giuseppe Santantonio che prima fulmina Ludovico con un sinistro al volo e poi due volte di destro.

IL MIGLIORE Giuseppe Santantonio (Inter), voto 7. Forte in fase d’attacco, elegante nei recuperi e preciso sotto porta. Una grandissima prestazione la sua, coronata da una tripletta. Simpatico il siparietto nel finale: a partita ormai chiusa, ben cinque gol di scarto, si lamenta con l’arbitro per un rinvio irregolare del portiere avversario. Mentre dribbla a centrocampo, con la palla tra i piedi, spiega a tutti il regolamento. L’arbitro ammette la propria ignoranza, nel dubbio però lascia proseguire. Cose mai viste. NOTAIO.
IL PEGGIORE Piero Giannuzzi (Fiorentina), voto 4. Nel primo tempo argina con successo il gioco avversario in mezzo al campo, poi frana “illegalmente” su Ciriello in area di rigore causando il penalty che indirizzerà la partita. Nel finale balla attorno a Minerva senza mai commettere fallo, si becca una cannonata sull'orecchio destro. Con lui balla tutta la Fiorentina, che chiude la serata con un lento. Certamente più a suo agio con una Reflex e un teleobbiettivo. Come nei vecchi rullini… NEGATIVO!

Nota a margine: con il messaggio in segreteria di Michele Ignazzi credevamo di aver toccato il fondo, ed invece, a 48 ore dalla fine della partita con i viola, l'interista Ciriello ha inoltrato un SMS a Gino Tarasco, chiedendo al calciatore napoletano di recarsi nel supermercato di Nicola Cannito per raccontare a tutti di come si è procurato e di come ha trasformato il rigore. Della serie.. "avantatem'!!!". Ok, va bene tutto, qui però serve uno psichiatra in campo.

BOLOGNA-NAPOLI: rinv.
Dopo Fiorentina-Verona che la settimana scorsa si sono divertite a rinviare l’unico giorno a clima sereno della settimana, stavolta è toccato a Bologna-Napoli che hanno posticipato il big match dell’anno a data da destinarsi, offrendo al Genoa la possibilità (non sfruttata!) di allungare la classifica. 

Secondo alcune indiscrezioni i calciatori partenopei si sarebbero ugualmente ritrovati negli spogliatoi del Palazzetto per festeggiare la sconfitta del Genoa ed avrebbero stappato una bottiglia di vino della premiata qualità enologica Castria Vini, ex sponsor della compagine azzurra.

Una menzione a parte, per concludere, va alla memoria dei palloni in dotazione al Palazzetto, finalmente sostituiti. Per le prime 3 giornate da queste parti ci si è arrangiati con palloni indegni perfino dei campetti brasiliani. Curiosi oggetti di forma ovale, piccoli e a modo loro “anti-rimbalzo”. Al peso specifico di 9 kg, colore grigiastro, calciandoli, si aveva l’impressione di giocare con un melone di pane, di quelli senza semi. Irregolari. I nuovi tuttavia dovrebbero essere ad uso esclusivo di "Quelli di... SERIE A". Uso...esclusivo.

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sabato 16 novembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Napoli di forza sulla Fiorentina, Inter e Genoa si accontentano del pari.

Dopo una pantomima durata due settimane, e culminata nel ritiro (in qualche modo annunciato) del team di Angelo Calabrese, il campionato “QUELLI DI… SERIE A” è finalmente giunto al battesimo del campo ed ha fornito i primi verdetti.

INTER-GENOA: 6-6
E’ iniziata con un pari l’avventura di Genoa ed Inter che hanno mosso la classifica dandosi battaglia in una partita equilibrata fino all’ultimo secondo. 


Il Genoa in formazione "rimaneggiata" a causa degli infortuni di Franco Moretti e Mancino, si è affidato alle soluzioni offensive di un inedito tandem d’attacco Giannini-Bianco, col primo in veste di suggeritore ed il secondo nella versione di realizzatore.
Di contro i neroazzurri di Domenico Ciriello, trascinati da un Michele Posa in serata di grazia, e salvati in due occasioni dal portiere Cantore,  hanno tenuto il match sui binari dell’equilibrio, anche dopo l’infortunio accorso a Ricciardi, che si è stirato il quadricipite in un’azione d’attacco a più di dieci minuti dalla fine.


IL PEGGIORE Domenico Ciriello (INTER), voto 5. Di incoraggiamento. Nonostante il suo sport preferito sia la carambola, si avvicina all’erbetta sintetica con la familiarità del veterano. Grinta e impegno in mezzo al campo nel primo tempo, ma zero palloni giocati. Più a suo agio nella ripresa quando si posiziona nell’area piccola, sfiorando anche il gol in diverse occasioni. Fino a qui sufficienza piena, poi però comincia a discutere le scelte arbitrali dimostrando scarsa conoscenza del regolamento. POLEMICO.

IL MIGLIORE Giuseppe Nigro (GENOA), voto 7. Difensore tignoso gioca la classica partita di copertura, poi sul finire del primo tempo cortocircuita ed estrae dal cilindro un gol pazzesco: recupera una palla vagante ed esplode un destro da centrocampo che si va ad insaccare proprio sotto l’incrocio dei pali difesi da Cantore (il quale, dopo aver bestemmiato in arabo, applaude anche lui la prodezza dell’avversario). Nel secondo tempo sventa sulla linea una conclusione di Posa e salva il risultato. ISPIRATO.



NAPOLI-FIORENTINA: 7-5
Il Napoli è partito bene facendo suoi i tre punti contro un’ostica Fiorentina, presentatasi al palazzetto in formazione di fortuna. E' stata una gara vivace e giocata su ritmi molto alti (soprattutto nel primo tempo), con le due squadre che si sono affrontate a viso aperto cercando entrambe la vittoria. Il primo tempo si è chiuso col punteggio di 2-1 in favore degli azzurri, e nelle trame di gioco sono spiccate le sgroppate di Tarantini per il Napoli, e la difesa rocciosa di Francesco Giannuzzi per gli ospiti. La ripresa è stata più maschia, così gli azzurri -fallosi!-, già dopo cinque minuti, hanno concesso ai viola il primo (di una lunga serie!!!) di tiri liberi. Fortunatamente nel duello a distanza tra Vincenzo Duca e Francesco Guarino, è stato sempre il portierone partenopeo ad avere la meglio.

IL PEGGIORE Giacinto Tarasco (NAPOLI), voto 4. In verità l’attaccante del Napoli parte benissimo, entra in campo motivato e al primo pallone utile fa subito gol, dimostrando che il suo rapporto con i portieri è pari a quello che ha con le donne: quando ne vede una, la trafigge. Poi però ne combina una delle sue. Siamo al 40’, fermi sul punteggio di 4-2 per gli azzurri. Il difensore viola Francesco Giannuzzi, tradito dal campo scivoloso, perde l’equilibrio e cade sul pallone. Tarantini, di spalle alla porta, non si accorge di nulla, e ritrovandosi la sfera tra i piedi, istintivamente serve Tarasco nell’area piccola. A quel punto, indisturbato, il bomber delle quattro mimose ha tutto il tempo di stoppare, pettinarsi, pensare all’ormai mitico “gesto fair play” di Paolo Di Canio….. e poi fottersene di tutto e tutti, e mettere ugualmente in rete. Compagni ed avversari lo guardano increduli. Lui esulta come pazzo. ANTISPORTIVO.

IL MIGLIORE Francesco Tarantini (NAPOLI), voto 7. Ingannato dal nome della pagina facebook sulla quale è nata l’idea di organizzare il campionato, si presenta sugli impianti sportivi della Pescarella… e trova tutto chiuso, pizzeria compresa. Comincia allora un mini-tour tra i campetti della città alla ricerca dei suoi compagni di squadra, quando finalmente arriva al palazzetto imballa lo stereo della sua macchina su una canzone di Nek. In campo però la musica è un’altra: detta i tempi della manovra ed è preciso in ogni passaggio. Corsa, cuore, due gol di rapina e tanti recuperi in fase difensiva. MOTIVATO.


BOLOGNA-VERONA: rinviata (per “mangiata”… di altri!!!)
E' stata rinviata a data da destinarsi la partita più attesa della prima giornata, che avrebbe dovuto vedere opposte una all'altra, le due grandi favorite di questo campionato. Nei prossimi giorni sulla pagina facebook "Quelli di... tutti i lunedì alla Pescarella" verranno comunicati data ed orario della gara di recupero. Nel frattempo entrambe le formazioni preparano l'impegno della seconda giornata.

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