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venerdì 13 dicembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | L'Inter a fatica nei minuti di recupero, il Napoli mette la freccia, torna a vincere anche il Genoa.

Mentre la rivolta dei Forconi blocca l'Italia in lungo e in largo, al Palazzetto si prova a rivoluzionare la classifica, che dopo la 5° giornata comincia finalmente ad allungarsi.

FIORENTINA-GENOA: 6-11
«Abbiamo perso perché si è infortunato Giannini»… però «un giocatore non fa la differenza» e «Siamo una buona squadra anche senza il top player». Li avevamo lasciati così, a piangersi addosso con tutto questo pòpò di frasi fatte e luoghi comuni, per giustificare in mille modi una sconfitta strameritata. Li ritroviamo con in rosa il nuovo acquisto Antonio Lomagistro e post a tutta pagina nel gruppo “Toppleyeer”. E’ il Genoa dei colpi di mercato, se non altro, quello che torna alla vittoria in quel di Firenze. I grifoni entrano in campo concentrati. Gli manca il bomber Giannini. Gli manca Moretti. Chi l’avrebbe mai detto che una squadra di calcio potesse arrivare a soffrire addirittura l’assenza di Moretti. E invece… la sofferenza aumenta quando Duca, con il capello pettinato versione Cristiano Malgioglio, segna un gol da antologia e sblocca a sorpresa il risultato. Passano pochi istanti e il bomber viola raddoppia. Gli ospiti però ci mettono poco a ristabilire le gerarchie, poker di Giovanni Mancino e gol di Rizzi. Si va al riposo col Genoa sopra di 3 gol. Stesso copione nella ripresa quando è l’altro genoano Lomagistro, all’esordio assoluto, a servire un poker di buonissima fattura. Inutili le cannonate di Duca che di volta in volta prova ad accorciare le distanze. Il Genoa sale a 10 punti, la Fiorentina resta inchiodata a quota 1, in piena zona retrocessione.

IL MIGLIORE Giovanni Mancino (GENOA), voto 8. Nella variegata fauna degli attaccanti genoani, l’esemplare in questione si dimostra uno dei più temibili. Esperto, rapido, dotato di una buona corsa. Senza Moretti che lo chiama a ripiegare in fase difensiva gioca probabilmente la sua miglior partita. Ricorda molto il giocatore udinese Pinzi, ma è più forte (non che ci voglia molto ad essere più forte di Pinzi). Segna quatto gol in rapida successione, poi si siede in panchina, dove viene ibernato. SPADACCINO.
IL PEGGIORE Giuseppe Nigro (GENOA), voto 3. Per farsi perdonare la “tirchieria delle fotocopie” fa il generoso nel compilare le pagelle. A se stesso assegna un larghissimo 7 definendo “salvataggi sulla linea” due stampe sulla schiena rimediate nel primo tempo, ed a tutti gli altri elargisce sei e mezzo in larga scala manco avessero giocato Real Madrid e Manchester.  Nelle sue pagelle nessuno, e dico nessuno, tra compagni ed avversari, va sotto la sufficienza. PARACULO.

INTER-BOLOGNA: 8-7
Vittoria sofferta per la formazione di Ciriello, che incassa tre punti d’oro all’ultimissimo secondo di una partita incandescente. I bolognesi pagano l’inesperienza e si lasciano sfuggire un punto preziosissimo che avrebbe rimescolato ancora una volta la classifica. L’avvio degli emiliani è sprint e alla prima occasione passano: ottimo spunto di De Iacovo che batte Cosimo Cantore con un pallonetto. L’inter si getta in avanti alla ricerca del pareggio e lo trova con il solito Posa, che di li a poco segna anche il gol del vantaggio neroazzurro. Il Bologna reagisce: prima pareggia con Maurizio Bianco e poi si porta in vantaggio con Galante. La partita continua su questa altalena fino al 5-5 con cui si va al riposo. Gli ospiti non demordono e insistono nella ripresa, lasciando però invitanti spazi all’Inter che colpisce di rimessa, fino al 7-7 del 90’. Sembra finita e invece l’arbitro chiama ben quattro minuti di recupero, che trascorrono rapidi senza sussulti, finchè… a pochi secondi dalla fine… Vito Minerva arpiona una palla vagante a metà campo, e si ricorda che da grandi lanci derivano grandi responsabilità e così scodella una palla ad minchiam dall’altra parte del campo, un “assist millimetrico” per Mancuso che piazza sotto la traversa un pallone imprendibile per Ricciardi. Orgasmo multiplo per Domenico Ciriello che urla “sììì, sìììììì...” mentre abbandona la zona tecnica, disarcionando letteralmente la panchina, per abbracciare l’eroe di giornata, scardinando tra l’altro l’ultima parte di recinzione ancora sopravvissuta alle recenti partite dell’Inter.

IL MIGLIORE Marco Ricciardi (INTER), voto 7. Si era infortunato alla prima giornata, e invece di rimpiazzarlo i neroazzurri se lo sono tenuti stretto. Imposta il gioco e carica la squadra. Copre le sgroppate di Santantonio quando il furetto neroazzurro cerca gloria nella metà campo avversaria. Quando invece viene lasciato da solo fa tranquillamente reparto da solo. Non conosce ancora bene i propri compagni di squadra però sa che i suoi amici sono i nemici dei suoi nemici. E questo gli basta. NESTA.
IL PEGGIORE Michele Maggiore (Bologna), voto 5.  Polveri bagnate per il Gattuso bolognese. E’ come quando lasci la tv con la luce rossa, che non è spenta ma nemmeno accesa. La squadra non gira e lui non corre. Lo ricordiamo, e non certo positivamente, per l'esclamazione «bene, meglio così!» quando l’arbitro ha intimato la fine delle ostilità. Non vedeva l’ora di andar via. DEMOTIVATO.

Una nota a parte per i fratelli Ciriello. Semaforo rosso per il più giovane dei due, Alessio, che gioca discretamente la prima parte del match. Dopo i primi venti minuti però frana addosso a Fabio Conte in stile antico gioco ginosino “iun mont la lun”. Al direttore di gara ed alle sedici televisioni collegate in tutto il mondo appare fallo netto, a lui no, così abbandona il terreno di gioco in aperta polemica con l’arbitro. Semaforo verde invece per “jolly” Domenico, che in veste di allenatore giocatore, spiazza tutti con un cambio. Con l’Inter sotto di due gol ti aspetti che lasci dentro Pos-olone a fare da boa, invece no. Dentro lui al posto di Posa, fuori Ricciardi per Santantonio ed in avanti Mancuso e Minerva a fare da ali di rondine. Schema ad albero di Natale, in linea col periodo. Sono quegli assetti once in a life time che rimangono per sempre nella memoria se la partita va molto bene o va molto male. A lui è andata molto bene.

NAPOLI-VERONA: 8-3
Terzo successo interno per il Napoli che da continuità al proprio campionato con una nuova vittoria, importantissima in chiave di primato in classifica. Battuta d’arresto invece per il Verona, dopo la bella vittoria ottenuta a Genoa la settimana scorsa.
I padroni di casa scendono in campo un po’ rimaneggiati, assente Santoro per partita di poker, presenti invece Volpe e Tarasco per amor di squadra, febbricitanti, onorano la maglia passando dall’aereosol al campetto. La panchina partenopea è allestita a mò d’infermeria: spray nasale, iodosan Gola, e tisane d’acqua calda. S’ammala invece nel corso del match Francesco Tarantini, che dopo la prima mezzora comincia ad accusare allucinazioni e risate immotivate. Dopo i primi tre interventi plastici di Rosario Lapiscopia, gli attaccanti azzurri capiscono che per segnare ad uno così bisogna tirare forte e centrale, è inutile cercare di fare la barba ai pali, con Lapiscopia in porta i pali sono sempre freschi di rasatura. La partita rimane sui binari dell’equilibrio per i primi dieci minuti, poi capitan Volpe sblocca il match inventandosi un eurogol. Il Verona si scopre alla ricerca del pareggio e gli avanti napoletani colpiscono in contropiede. La gabbia su Valerio Maddalena funziona e si va al riposo sul tennistico 6-1. La ripresa è scevra di emozioni fatto salvo il gol di Tommaso Lapiscopia versione Zidane tiro al volo in Champions League, ininfluente ai fini del punteggio finale, però il più bel gol del torneo fino ad oggi. Nel finale c’è gloria anche per Rucci, il nuovo acquisto azzurro è sceso in campo vestito di k-way come uno che ha vissuto la propria infanzia in una periferia disagiata ed ha calcato i campi polverosi di una qualche metropoli sudamericana. Sotto il k-way una maglia della Juventus anni 90’ con lo sponsor Upim, che solo i suoi compagni di squadra hanno potuto apprezzare negli spogliatoi. Il Verona chiude in attacco ma non riapre più la partita, anche se il ko in termini di punteggio è da ritenersi troppo pesante rispetto a quanto fatto vedere sul campo dalla squadra scaligera.

IL MIGLIORE Gianvito Volpe (NAPOLI), voto 7. Scende in campo con un principio di influenza e contagia i compagni di squadra bevendo alla borraccia comune. Contemporaneamente seconda punta, esterno destro, ala sinistra, mezzala, trequartista, viceallenatore in tribuna, direttore del marketing ed organizzatore del campionato, corre e segna più di tutti. Garibaldino nel primo tempo quando recupera a centrocampo una palla che ai comuni mortali appare innocua, e la trasforma in oro: veronica, serpentina nello stretto e palla all’angolino. Scatafionda tunnel che a confronto la microchirurgia è imprecisa. Nel finale cala visibilmente davanti all’incubo del termometro. La carnagione è quella di Zapata, il carisma è quello del Leader. HAMSIK!
IL PEGGIORE Francesco Tarantini (NAPOLI), voto 4. Segna due gol ad inizio partita, prima di incartarsi in passaggi sbagliati, mischie furibonde con se stesso e qualche tiro che si infrange sulle caviglie dell'avversario più vicino. Va dallo psicologo ogni volta che si trova solo davanti al portiere. Si ritrova tra i piedi qualcosa tipo 675 palle-gol e puntualmente si inceppa. Nel primo tempo l’arbitro accorda al Napoli una punizione inesistente per un «lasciaaa!!!» gridato da Trullo, Tarantini si incarica della battuta, compagni ed avversari lo invitano al fair play, lui invece calcia angolato sfiorando il gol. A fine partita dichiara «ho fatto 3 gol». Il giorno dopo su facebook dice d’averne fatti 4. CONFUSO.

Con il recupero di lunedì il Napoli chiuderà il girone d’andata. "Ma kù stù fridd’ a Bologna? La ser’? Il 16 dicembre?". Niente, nemmeno il tempo di festeggiare ed i napoletani sono già in ansia per la partita di lunedì, a Bologna tocca andare a spaccare le brocche per prendersi il titolo campioni d’inverno. Con Inter e Genoa che quasi certamente tireranno i piedi.

martedì 26 novembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Bologna esplosivo, batte il Verona ed aggancia la testa della classifica.

Un freddo polare ha fatto da cornice allo scoppiettante match tra Bologna e Verona, recupero della prima giornata di campionato, ed atteso da tutti quasi più della settima serie di squadra antimafia. L'importanza dell'evento è stata sottolineata anche da Gigi D'Alessio, che in diretta televisiva su canale 5, ha voluto salutare tutti i gli amici impegnati al Palazzetto dello Sport di Ginosa, rimarcando però che il suo sostegno resta rivolto ai colori azzurri.

BOLOGNA-VERONA: 5-3
Il risultato ha premiato in maniera chiara i rossoblù, rispecchiando quanto accaduto in campo nei novanta minuti. Il primo tempo si è chiuso col punteggio di 3-1 per i padroni di casa, merito anche di tre straordinari interventi di Luca Ricciardi in versione Peruzzi, che si è opposto ad un Ribecco in versione Darko Pancev: tre errori a tu per tu col portiere, due conclusioni terminate in contrada Cavese ed un terrificante destro sul palo che ha reso indispensabile l’intervento del fabbro.

Nella ripresa invece i veneti si sono dimostrati più concreti ed hanno agguantato il pareggio grazie a due invenzioni del nuovo acquisto Valerio Maddalena. Il pareggio però è durato pochi secondi: ci ha pensato capitan Bianco, già nell’azione successiva, a riportare in vantaggio gli emiliani, che da li in avanti hanno badato essenzialmente a difendersi. 

Nel finale, la clamorosa occasione del pari è capitata sui piedi di Luisi, il quale però, dopo essersi bevuto in dribbling Maggiore, si è allungato troppo la palla e l'ha messa in rete con una scivolata da tergo (sulla quale Luca Ricciardi ha rinunciato ad intervenire). L’arbitro ha giudicato l’azione irregolare, e mentre il capitano dell’Halles ancora protestava, sul versante opposto Fabio Conte spediva sotto l’incrocio la palla del definitivo 5-3. Al triplice fischio strette di mano e applausi per tutti, a sottolineare una partita molto corretta sotto il profilo comportamentale.

Malgrado la sconfitta una bella prova del Verona, che però non ha concretizzato le infinite occasioni create sottoporta, eccellente quella del Bologna che grazie a questi 3 punti scavalca il Napoli ed aggancia il duetto di testa (formato Genoa e Inter) in cima alla classifica. Complice il freddo siderale che ha congelato i neuroni del pubblico presente, nel post gara l’interista Domenico Ciriello si è inventato allibratore ed ha piazzato una scommesse sull’eventuale pagamento delle quote d’iscrizione delle due squadre in campo.


IL MIGLIORE Maurizio Bianco (BOLOGNA), voto 8. Vivace, sempre presente in mezzo al campo, generoso in fase di copertura, e propositivo in veste di suggeritore. Si becca un numero impressionante di “mazzate” a centrocampo, che poi all’occorrenza restituisce (autentico wrestler quando si dedica alla marcatura di Maddalena, che si fa il segno della croce ad ogni uno contro uno). Ci prova spesso dalla distanza, e su 128 tiri realizza 4 gol. Abbastanza per portare i suoi alla vittoria, e per salire sul podio in classifica cannonieri. A fine gara consegna le quote d’iscrizione della propria squadra incidendo negativamente sulla scommessa di Domenico Ciriello. ISPIRATO

IL PEGGIORE Federico Luisi (VERONA), voto 5. In una gara in cui tutti hanno portato a casa la sufficienza, il capitano veneto porta in campo la croce. Ci mette tanta voglia, e nel primo tempo butta il cuore oltre l'ostacolo. Peccato che si dimentichi di andarlo a recuperare per giocarsi anche la seconda mezzora. A dieci minuti dalla fine si crea da solo l’occasione del pari, bevendosi in dribbling mezza Bologna, salvo poi metterla dentro con una scivolata degna del miglior Giorgio Petrosyan, che l’arbitro giustamente annulla. Nella serata più fredda dell’anno (3° gradi centigradi sul termometro), gioca con la maglietta a maniche corte… come se non bastasse, arrotolata sulle spalle. MARK LANDERS


venerdì 22 novembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Il Genoa travolge il Napoli, finisce pari tra Fiorentina e Bologna. Nell'anticipo beffa a Verona: l'Inter fa 3 punti in zona Cesarini.

Nel giovedì uggioso della seconda giornata di campionato i pensieri volano lontano dal terreno di gioco: Tarasco è diventato papà per la seconda volta, Posa e Volpe hanno smesso di fumare, e Ciriello ha sbancato la poker room di Ginosa Marina… rispetto a tutto ciò, il calcio diventa contorno. Un contorno con tre risultati a sorpresa.

VERONA-INTER: 5-6
L'anticipo settimanale ha portato bene all'Inter che ha conquistato i primi tre punti stagionali, sebbene a fatica contro un’ottima Halles Verona, che sulla carta partiva favorita e che forse ha pagato troppo il fatto di giocare in condizioni climatiche avverse. La sensazione immediata è che in questo campionato quasi tutti i giorni sarà così. Le squadre in gara tutto sommato si equivalgono. In questo caso è andata bene ai neroazzurri di Ciriello.
Il primo tempo è stato nettamente appannaggio del Verona, che ha giocato meglio arrivando spesso dalle parti di Cosimo Cantore, il quale ha compiuto una serie di autentici miracoli che hanno permesso ai suoi di giungere al riposo sul passivo di 3-2 e di provare la rimonta nella ripresa. Il secondo tempo si è aperto con un episodio sfortunato che ha rischiato di trasformare il campionato in un "memorial Walter Surdo", il fuoriclasse veronese scivolando si è procurato un brutto infortunio al braccio. Frattura scomposta di un polso e campionato finito per lui, un’avventura durata poco più di mezzora per uno che alla viglia è stato corteggiato da almeno quattro delle sei squadre partecipanti. Superata l’impasse dovuta allo spavento, Trullo ha preso il posto di Walter Surdo in mezzo al campo e quando il gioco è ripreso il copione della partita è sembrato lo stesso del primo tempo: l’Inter ha accorciato le distanze con il nuovo acquisto Minerva, ed il Verona le ha ristabilite con capitan Luisi, tutto fino al momentaneo 5-4. Nel finale, quando la partita non sembrava avere più molto da dire, Posa si è preso sulle spalle la squadra ed ha estratto dal cilindro due giocate d’alta scuola che hanno ribaltato incredibilmente il risultato. Nei novanta minuti nessuna delle due squadre è arrivata ai 5 falli, il tutto a riprova della correttezza del match. A riprova invece di quanto fosse scivoloso il terreno, tutti i giocatori almeno una volta nel corso della partita, si sono ritrovati gambe all'aria e culo per terra. Ma questa è un’altra storia.

IL PEGGIORE il terreno di gioco, voto 3. Scivoloso da far invidia a una pista di pattinaggio, già teatro degli scontri tra il Val Venosta e il Cortina Hockey nel 1600 vede ora combattere delle battaglie molto meno nobili tra guerrieri decisamente meno abituati alla cadute. Walter Surdo lascia sul campo di battaglia un polso. Da queste parti, quando piove, casca più acqua di quanta se ne veda al sottopassaggio vecchio di Ginosa Marina. CAMPO… ORTOFRUTTICOLO
IL MIGLIORE Cosimo Cantore (INTER), voto 9. In casa neroazzura di portieri così non se ne vedevano da tempo. Si cala nella parte ed entra in campo con un ki-way grigio e blu, interista style. Complici i colori che indossa, sembra spiaccicato il fratello dopato di Walter Zenga: para l’imparabile e lo fa nei modi più assurdi, di mano, di testa, di piedi, di petto. Apostrofa in mille modi i suoi compagni che sprecano di tutto, memorabile il “siete come Emilio Fede e Platinette!!!” gridato a Posa e Mancuso che gigioneggiavano a porta libera. Incomprensibile quando comunica, però nel complesso ha sventato cinquantacinque palle gol ed è stato il grande protagonista del match. UOMO RAGNO.

GENOA-NAPOLI: 15-10
Quella tra Genoa e Napoli è stata una partita bellissima sul piano umano, si affrontavano due squadre con tifoserie “gemellate”, sia nel calcio vero che in questo torneo, e quindi non sono mancati abbracci, strette di mano e complimenti reciproci. Sul piano prettamente calcistico invece, a dispetto del risultato “pirotecnico”, quella tra Napoli e Genoa è stata una partita lenta, giocata su ritmi così blandi da rischiare di “far scappare a sonno” qualcuno. I giocatori in campo come metalmeccanici nel dopo-lavoro: palle lunghe e disimpegni degni del peggior Aldair.

Fortunatamente pare che l’arbitro, Pierino D’angelo della sezione di Bongallina, prima della partita si fosse scolato una tanica di caffè (fonti non accertate, alcuni sostengono fosse birra), il che gli ha permesso di rimanere vigile per tutto l’arco del match. 

La partita, cominciata con mezzora di ritardo sulla scaletta per “assenza” di Pierino (unico caso al mondo di ritardo imputabile all’arbitro), è stata caratterizzata da un primo tempo moscio e da una ripresa –laddove possibile- ancora più moscia. Malgrado i ritmi soporiferi, è finita comunque in gloria per i genoani che hanno conquistato i tre punti, messo a segno un numero impressionante di reti ed agganciato l’Inter in testa alla classifica. Dopo un primo tempo equilibrato chiusosi sul parziale di 4-4, nella ripresa i padroni di casa hanno dilagato, imponendosi con un largo 15-10 finale. Determinante per il Napoli è stata l’uscita dal campo di Gianvito Volpe, che come il Bobo Vieri dei tempi d’oro, ha abbandonato la gara “a mezza messa” perché doveva prendere parte ad una festa. Una vittoria comunque meritata quella dei rossoblù, maturata grazie ad una straripante prestazione di Giannini, attualmente capocannoniere del torneo, che ha corso come un furetto per tutti i 90’minuti, dimostrando di avere più benzina di tutti. Francesco Guarino gli si è opposto alla meglio, mettendoci la faccia (ed anche il naso!), ma il volto della partita è rimasto lo stesso.

IL PEGGIORE Michele Ignazzi (NAPOLI), voto 3. E’ come giocare con una radiolina sempre accesa in campo: parla tutto il tempo. Dispensa consigli, rimproveri, commenti e disquisizioni tecnico-tattiche alla Bruno Longhi, senza però entrare mai nel vivo del match. In verità è anche un po’ sfortunato quando finalmente prova a costruire il gioco, oltre che a commentarlo. Sul finire del primo tempo si abbandona ad intemperanze inconsulte, e un po’ come Schettino sulla Concordia minaccia l’abbandono della nave che affonda. DILETTANTISMO.
IL MIGLIORE Claudio Giannini (GENOA) voto 9. Entra in campo esaltato come un ciclista dopato al Tour de France, quando tocca il suo primo pallone si capisce subito che per il Napoli non sarà una giornata facile. I suoi compagni di squadra lo chiamano “Flash” e non si fa fatica a capirne il motivo: macina kilometri ad una velocità media da fare invidia ai motore Ferrari nelle prove libere di Miranello. Il look è quello di un pornodivo navigato e Ignazzi (che è del ramo) fa il pignolo e gli conta i centimetri ogni volta che batte una palla inattiva. Alla fine tutto finisce in una richiesta d’amicizia su Facebook… accetterà? USAIN BOLTT

BOLOGNA-FIORENTINA: 5-5
L’arbitro Pierino D’angelo è riuscito a condurre magistralmente in porto una partita che definire nervosa è dire poco. Si affrontavano due squadre alla ricerca dei primi punti in classifica (il Bologna veniva dalla gara rinviata della prima giornata, ed i viola dalla sconfitta contro il Napoli), il risultato finale non poteva che essere quel pari che muove la classifica di entrambe, ridimensionando però il Bologna, alla vigilia indicata da tutti come l’ammazza-torneo. 
Per ora la ribattezziamo l’ammazza-Pugliese, in considerazione del trattamento riservato all’attaccante viola, messo ko ad ogni uno contro uno. Si arriva ai cinque falli dopo nemmeno dieci giri di lancette, ed il più oxfordiano di tutti smadonna ogni qualvolta viene sfiorato. I morti invocati fanno pensare che partite del genere sarebbe meglio giocarle il 2 novembre. La prima frazione si è chiusa col Bologna in vantaggio 5-4, riflesso di un primo tempo giocato meglio dagli ospiti, che hanno creato diversi grattacapi a Tommaso Ludovico. Nella ripresa però i rossoblù sono calati vistosamente, concedendo campo a Duca che altro non aspettava per ferire in contropiede e riequilibrare la partita. Il resto è pura caciara fino al triplice fischio. Finisce 5-5, un pareggio giusto per due squadre che quasi certamente dimostreranno in seguito le proprie reali potenzialità, e che si spera si facciano una camomilla in più prima di scendere in campo. Perché così proprio non va.

IL PEGGIORE Giuseppe Galante (BOLOGNA), voto 5. Gioca bene, solo che per lui il calcio è una guerra, e in ogni partita qualcuno deve morire. Richiama i suoi alla fase difensiva con la pacatezza di Trapattoni nelle interviste in tedesco, picchia come Delio Rossi da ubriaco, e dopo aver scaraventato Pugliese sul secondo gradone della tribuna, invoca un improbabile “spalla a spalla, regolareee!”. A fine gara si porta a casa 3 stinchi, una caviglia e 7 malleoli di origine fiorentina certificata. COLLEZIONISTA… DI OSSA!
IL MIGLIORE Vincenzo Duca (FIORENTINA), voto 7. E’ il migliore dei suoi, se non altro l’unico a mantenere la calma in una partita per nervi forti. Il ke-way degli Iron Maiden con cui si presenta in campo preannuncia un agonismo estremo, poi però gioca una partita pulita, di corsa.. tantissima corsa, qualcuno lo avvisi che come i bicchieri dei coktail il sabato sera, prima o poi, anche il campo finisce. Nei novanta minuti segna quattro gol ed è l’unico tra tutti a non smadonnare. Sgargiante nell’inedita veste di paciere. CATTOLICO.

Una menzione finale, a parte, la merita l’infortunio accorso ad Angelo Calabrese I°. Il “capellone” del Parma Club, grande sabotatore di questo torneo, si è procurato una distorsione al 1’ minuto di gioco durante la sfida contro l’Erchie. Considerato che sulla pagina del gruppo, sapientemente, qualcuno gliel’aveva tirata, è giusto rimediare facendogli pubblicamente gli auguri per una pronta guarigione. Gli stessi auguri li rivolgiamo anche a Walter Surdo. Come già scritto, il centrocampista dell’Halles Verona dovrà recuperare dal brutto infortunio al polso destro rimediato nell’anticipo di mercoledì scorso contro l’Inter. Corteggiato da tutte le squadre prima dell’inizio del torneo, la sua avventura è durata solo trenta minuti. Sfortunatissimo. Forza Angelo e forza Walter. 

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