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mercoledì 18 dicembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Il Bologna rovina la festa al Napoli: niente sorpasso azzurro, per i rossoblù tre punti preziosi.

Lunedì 16 dicembre. Per il recupero della quarta giornata, sono scese in campo Bologna e Napoli. La mancata rivalità tra territori lontani, questo match scarico da secoli di storia, questo poco sentito derby gastronomico di pizza margherita e babbà contro tortellini e quell’altra specialità bolognese che finisce in “ini” … hanno finito con l’incidere su una partita agonisticamente accesa ma tecnicamente opaca. E pensare che per i partenopei la gara si presentava con auspici che definire buoni è dir poco. Ai campani bastava infatti una vittoria sculata fori casa, o anche solo un pareggio, per chiudere il girone d’andata davanti a tutti. Però, si sa, il calcio è una giostra, i calcinculo sono una lotteria e i “tirapiedi” sono ovunque. Sugli spalti, ad esempio, almeno una trentina di matrice interista e filo-genoana. 

BOLOGNA-NAPOLI: 7-6
Successo importante per il Bologna, che ritrova una vittoria che mancava dalla prima giornata. Decisiva la zampata di testa di Ciccio De Iacovo nel finale. Prestazione opaca invece per il Napoli che perde malamente l’occasione di laurearsi campione d’inverno. 
I partenopei si presentano sul terreno di gioco con una buona mezzora di ritardo. L’arbitro -la cui voglia di arbitrare non è tra le migliori ogni volta che c’è da dirigere il Bologna- rigira alla squadra emiliana la scelta sulla eventuale vittoria a tavolino, a sorpresa però i rossoblù chiedono di giocare… così Martino Santoro e Francesco Tarantini si cambiano, passano altre tre ore, e poi finalmente si comincia. Si capisce sin dalle prime battute che la voglia di correre tra i napoletani è scarsuccia, se possibile inferiore anche a quella dell’arbitro di arbitrare.

I Bolognesi scendono in campo con lo spirito di chi deve acchiappare l’ultimo pullman della Sita e avendolo perso alla Madonnina si piazza all’angolo di via Roma. Ultima chance per gli emiliani di attaccarsi al gruppone di testa della classifica. Roba che sulla carta avrebbero potuto accontentarsi del pari. La vittoria è grasso che cola. Nelle fila azzurre sono assenti Giuseppe Mazzone per “vuasciazza” , e Francesco D’Angelo perché pensava che il lunedì fosse ancora domenica per via del fatto che alla Tv davano Roma-Milan. Il Napoli insomma è al minimo dei suoi effettivi, e quelli presenti sono con la testa altrove. Volpe appare senza smalto, per un brasiliano abituato alle temperature calde, misurarsi con i 5° gradi centigradi è sempre complicato. Tarasco sembra un po’ giù di morale perché non è riuscito a spendersi i soldi del Verona che aveva preso in consegna.  Tarantini s’è dimenticato di mettersi la canotta “sono figo e somiglio a Nek” e si pone il problema di come esultare in caso di gol.

Nei primi dieci minuti sembra una partita normale, aperta, equilibrata. Il Bologna fa qualcosa in più del Napoli, anche perché fare qualcosa di meno significherebbe avere due squadre barricate davanti alla porta e 50 metri di vuoto in mezzo al campo. La compagine di Maurizio Bianco parte con il piglio giusto: al 5′ segna De Iacovo, un minuto più tardi raddoppia Conte che fa l’eurogol, indovinando il tiro al volo e superando con una gran giocata il portiere azzurro Guarino. Nel corso del match riproverà altre 16 volte l’acrobazia lisciando puntualmente la fortuna. Passano pochi secondi e il Napoli prima accorcia le distanze e poi trova il pareggio con Tarantini, che si fa largo con una bella azione personale. Reagiscono i rossoblù: Guarino anticipa con i pugni De Iacovo, sulla ribattuta Bianco la mette sotto il sette. Pareggia nuovamente il Napoli con una bella azione personale di Volpe, che salta Maggiore, entra in area e con un tocco sotto sorprende Luca Ricciardi sul proprio palo. Sul finire del primo tempo è nuovamente Conte a riportare in vantaggio il Bologna con un gol di rapina sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Si va al riposo sul punteggio di 4-3 per i padroni di casa, e con entrambe le squadre perse in quel limbo dove un tempo è appena finito e un altro tempo deve ancora cominciare: un tempo in più per amare, per sognare, per vincere. Un tempo nel quale farsi una domanda e possibilmente darsi una risposta. L’intervallo in sostanza ha la faccia di Marzullo. E un po’ anche quella di Pierino, che neppure stavolta si toglie la soddisfazione di fischiare un tiro libero contro il Napoli, in tutto il girone d’andata mai cinque falli per i ragazzi di Volpe. Una partita che insomma ha diverse facce, tranne quella di Fabio Conte che rientra in campo con il volto coperto da uno scalda-collo indossato a mò di passamontagna. E’ il primo Black Block al palazzetto, ed infatti gli animi si riscaldano. La ripresa si apre con il Napoli che trova subito il pareggio con un colpo di testa di Tarantini, ed il Bologna che prontamente risponde con una conclusione a botta sicura di Maurizio Bianco dopo un errore di Santoro, unico di una partita maiuscola per il libero napoletano. Si va avanti così fino al 6-6, con cinque minuti ancora sul cronometro. Gli ospiti si rilassano ed Acclavio scodella in area un pallone sul quale saltano in quattro, solo uno però con i tempi giusti. De Iacovo in elevazione ha la meglio su tre avversari, e di testa la mette all’incrocio dei pali. E’ il gol del 7-6 che può valere i tre punti. 

C’è ancora il recupero però, e nel recupero talvolta ci sono attimi che ripagano di tutto... momenti magici che premiano lo sforzo, la fatica, la costanza, l’abnegazione, in una parola: il merito. Poi ce ne sono altri di momenti, tipo questo: Santoro imposta, Tarantini per la prima volta nei novanta minuti si ricorda che con lui in campo ci sono altri 4 coglioni con la maglia azzurra e passa la palla, Gianvito Volpe apre per Tarasco sulla sinistra, il portiere è fuori causa, la porta è vuota, Tarasco è mancino e la palla gli finisce proprio li, sul piattone sinistro…..... fuori. Tarasco la calcia meschinamente Fuori. E’ il calcio bellezza: live it or leave it.

Il MIGLIORE Francesco De Iacovo (Bologna), voto 7. Al Bologna nei primi dieci minuti non è sembrato vero di dover aspettare il Napoli, che da par suo ha giocato (si fa per dire!) di rimessa. Peccato solo per quella sgradevole formalità che richiede che per vincere una partita si debba anche segnare. Certe volte veramente ci si perde dentro la burocrazia, queste cose ottocentesche che per vincere tocca segnare, così Luca Ricciardi para l’imparabile mentre gli attaccanti rossoblù sbagliano l’impossibile. Per fortuna ci pensa De Iacovo a realizzare sia il gol che sblocca la partita, che quello che definitivamente la chiude. Un colpo di testa tra tre avversari. Salta in mezzo a Rucci, Santoro e Guarino a braccia tese e di testa la mette sotto il sette. PROVVIDENZIALE.
IL PEGGIORE Francesco Guarino (Napoli), voto 5. Prova incolore dell’estremo difensore azzurro, questa settimana gli sono stati diagnosticati alluce valgo, ernia iatale, onicomicosi, labbro leporino, inestetismi delle palle e…. di conseguenza, ha disputato la sua peggior partita da quando è al Napoli. Resta, con un gol in più rispetto all’interista Cantore, il corsa per il titolo di portiere meno battuto del campionato. Questa partita però proprio non gli riesce, e rischia di rimanergli indigesta come un Pandoro fuori stagione. Il pallone più importante della gara gli sfugge dalle mani come fosse una saponetta. DISTRATTO.

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giovedì 5 dicembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Colpaccio del Verona a Genova, la capolista va Ko. Intanto l'Inter asfalta i viola.

Quarto appuntamento col campionato più bello del mondo. Che conferma quanto avevamo scritto nei precedenti articoli, vale a dire che il campionato è livellato, e che al momento ancora non è ancora in grado di eleggere la sua "regina". Se si esclude la Fiorentina, ferma ad un punto, ci sono ben cinque squadre nel fazzoletto di tre punti in classifica. 

GENOA-VERONA: 6-11
Accade l'incredibile nel testacoda della quarta giornata tra l'ultima in classifica e la capolista Genoa. Il Verona s'impone in maniera netta al "Marassi" e supera i grifoni mettendo in cassaforte 3 punti preziosissimi che le consentono di abbandonare lo spauracchio di quell'ultimo posto in classifica che equivale all'estromissione dai playoff. La vittoria degli ospiti matura nella ripresa, dopo un primo tempo assai poco brillante. La prima fase del match è di studio. Si fanno preferire i padroni di casa, il portiere verdeoro Rosario Lapiscopia è attento a chiudere bene tutti gli spazi. Gradualmente la squadra di Luisi guadagna spazio e la capolista ripiega in difesa, puntando molto sugli spunti di Giannini, come sempre il più attivo nelle fila liguri. Dopo i primi dieci minuti però il bomber genoano è costretto ad abbandonare il campo per infortunio. E la partita si apre. Tommaso Lapiscopia pesca per due volte Giovanni Ribecco solo in area, in entrambe le occasioni il diagonale dell’attaccante veronese non lascia scampo a Giove. Lo svantaggio scuote il Genoa che prova a gettarsi in avanti con generosità e trova il pareggio con Mancino, che firma a sua volta una doppietta. Si va al riposo con la partita ancora aperta ad ogni risultato. Nella seconda mezzora però sale in cattedra Valerio Maddalena che comincia a segnare i gol col pallottoliere ed infligge alla squadra di Nigro il primo -sonoro!!!- k.o. stagionale.

IL MIGLIORE Tommaso Lapiscopia (VERONA), voto 7. Partita generosissima e di sostanza. La tecnica è quella un pò ruvida di Pablo Montero dopo un cicchetto party. Ci mette un quarto d'ora prima di entrare mentalmente in partita, poi prima della mezzora mette la firma sulla gara con due assist di pregevole fattura. Nella seconda parte del match sfiora anche il gol con una cannonata che stordisce Nigro. Nel post-partita, alla domanda  “perché avete vinto?” risponde “perché volevamo vincere!”. A queste latitudini Volere è potere. MACISTE
IL PEGGIORE Domenico Bianco (GENOA), voto 4. Si sacrifica nel ruolo di prima punta, tuttavia, senza il suo partner d'attacco Giannini, non riesce quasi mai ad impensierire la difesa avversaria. Va in paranoia quando l'arbitro non gli fischia un rigore abbastanza evidente, poi però comincia un festival delle simulazioni alla Neymar ogni qualvolta viene sfiorato. Forte dell'esperienza delle immersioni in quel di Polignano, si tuffa per tre volte in area di rigore. PESCE FUOR D'ACQUA.

Fuori dall'aspetto squisitamente calcistico segnaliamo anche la "tirchiaggine" di Nigro, qualcosa che passati i vent'anni uno non si augura mai di vedere. Auto-Incaricatosi di stampare una ventina di calendari del campionato per compagni ed avversari, si presenta al campo con due fogli due e dice "chi vuole si fa le fotocopie!". Non è difficile immaginare il perchè sia del Genoa, storica tradizione di braccini corti.


INTER-FIORENTINA: 8-3
Una rete di Ciriello su calcio di rigore all’inizio del secondo tempo rompe gli equilibri e permette all’Inter di battere la Fiorentina. Al “San Siro” finisce 8-3, con Giuseppe Santantonio grande protagonista con una tripletta nel finale. I neroazzurri ritrovano così il successo dopo la sonora sconfitta rimediata a Napoli, e confermano i problemi dei viola, ancora all’asciutto di vittorie in questo campionato. 

In apertura di match è la Fiorentina a puntare maggiormente la porta, le staffilate di Duca trovano però sempre attento Cosimo Cantore (ancora una grandissima prestazione quella del portierone lombardo). A sbloccare il risultato, in favore dei padroni di casa, è un’azione personale di Michele Posa: il “Beatles” neroazzurro sfugge alla marcatura di Francesco Giannuzzi e con un tocco morbido batte Ludovico in uscita. I viola pareggiano con un bel diagonale del nuovo acquisto Emanuele Malvani, e poi si portano sul doppio vantaggio grazie a due conclusioni ravvicinate del solito Duca, che nel corso del primo tempo colpisce anche dieci legni e si fa parare ben 4 tiri liberi da Cantore. E’ lui l’Igor Protti di questa squadra in crisi di risultati ma con una forte vocazione offensiva. L’inter decide di svegliarsi prima del riposo e due bei gol di Vito Minerva riportano in parità il match. 

Il secondo tempo si apre con un calcio di rigore per l’Inter, conquistato e trasformato da capitan Ciriello con una “puntetta” vecchio stile. In una partita avara di grandi emozioni l’esultanza esagerata del capitano neroazzurro la fa da padrona: manco avesse segnato in rovesciata nella finale dei mondiali, si fa due giri di campo gridando come un pazzo, poi si arrampica sulla retina rischiando di far crollare le protezioni ed infine chiede il cambio per accomodarsi in panchina e telefona a parenti ed amici. L’ultima parte del match non brilla per equilibrio. Nel monologo finale tutto neroazzurro spiccano le tre reti di Giuseppe Santantonio che prima fulmina Ludovico con un sinistro al volo e poi due volte di destro.

IL MIGLIORE Giuseppe Santantonio (Inter), voto 7. Forte in fase d’attacco, elegante nei recuperi e preciso sotto porta. Una grandissima prestazione la sua, coronata da una tripletta. Simpatico il siparietto nel finale: a partita ormai chiusa, ben cinque gol di scarto, si lamenta con l’arbitro per un rinvio irregolare del portiere avversario. Mentre dribbla a centrocampo, con la palla tra i piedi, spiega a tutti il regolamento. L’arbitro ammette la propria ignoranza, nel dubbio però lascia proseguire. Cose mai viste. NOTAIO.
IL PEGGIORE Piero Giannuzzi (Fiorentina), voto 4. Nel primo tempo argina con successo il gioco avversario in mezzo al campo, poi frana “illegalmente” su Ciriello in area di rigore causando il penalty che indirizzerà la partita. Nel finale balla attorno a Minerva senza mai commettere fallo, si becca una cannonata sull'orecchio destro. Con lui balla tutta la Fiorentina, che chiude la serata con un lento. Certamente più a suo agio con una Reflex e un teleobbiettivo. Come nei vecchi rullini… NEGATIVO!

Nota a margine: con il messaggio in segreteria di Michele Ignazzi credevamo di aver toccato il fondo, ed invece, a 48 ore dalla fine della partita con i viola, l'interista Ciriello ha inoltrato un SMS a Gino Tarasco, chiedendo al calciatore napoletano di recarsi nel supermercato di Nicola Cannito per raccontare a tutti di come si è procurato e di come ha trasformato il rigore. Della serie.. "avantatem'!!!". Ok, va bene tutto, qui però serve uno psichiatra in campo.

BOLOGNA-NAPOLI: rinv.
Dopo Fiorentina-Verona che la settimana scorsa si sono divertite a rinviare l’unico giorno a clima sereno della settimana, stavolta è toccato a Bologna-Napoli che hanno posticipato il big match dell’anno a data da destinarsi, offrendo al Genoa la possibilità (non sfruttata!) di allungare la classifica. 

Secondo alcune indiscrezioni i calciatori partenopei si sarebbero ugualmente ritrovati negli spogliatoi del Palazzetto per festeggiare la sconfitta del Genoa ed avrebbero stappato una bottiglia di vino della premiata qualità enologica Castria Vini, ex sponsor della compagine azzurra.

Una menzione a parte, per concludere, va alla memoria dei palloni in dotazione al Palazzetto, finalmente sostituiti. Per le prime 3 giornate da queste parti ci si è arrangiati con palloni indegni perfino dei campetti brasiliani. Curiosi oggetti di forma ovale, piccoli e a modo loro “anti-rimbalzo”. Al peso specifico di 9 kg, colore grigiastro, calciandoli, si aveva l’impressione di giocare con un melone di pane, di quelli senza semi. Irregolari. I nuovi tuttavia dovrebbero essere ad uso esclusivo di "Quelli di... SERIE A". Uso...esclusivo.

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venerdì 22 novembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Il Genoa travolge il Napoli, finisce pari tra Fiorentina e Bologna. Nell'anticipo beffa a Verona: l'Inter fa 3 punti in zona Cesarini.

Nel giovedì uggioso della seconda giornata di campionato i pensieri volano lontano dal terreno di gioco: Tarasco è diventato papà per la seconda volta, Posa e Volpe hanno smesso di fumare, e Ciriello ha sbancato la poker room di Ginosa Marina… rispetto a tutto ciò, il calcio diventa contorno. Un contorno con tre risultati a sorpresa.

VERONA-INTER: 5-6
L'anticipo settimanale ha portato bene all'Inter che ha conquistato i primi tre punti stagionali, sebbene a fatica contro un’ottima Halles Verona, che sulla carta partiva favorita e che forse ha pagato troppo il fatto di giocare in condizioni climatiche avverse. La sensazione immediata è che in questo campionato quasi tutti i giorni sarà così. Le squadre in gara tutto sommato si equivalgono. In questo caso è andata bene ai neroazzurri di Ciriello.
Il primo tempo è stato nettamente appannaggio del Verona, che ha giocato meglio arrivando spesso dalle parti di Cosimo Cantore, il quale ha compiuto una serie di autentici miracoli che hanno permesso ai suoi di giungere al riposo sul passivo di 3-2 e di provare la rimonta nella ripresa. Il secondo tempo si è aperto con un episodio sfortunato che ha rischiato di trasformare il campionato in un "memorial Walter Surdo", il fuoriclasse veronese scivolando si è procurato un brutto infortunio al braccio. Frattura scomposta di un polso e campionato finito per lui, un’avventura durata poco più di mezzora per uno che alla viglia è stato corteggiato da almeno quattro delle sei squadre partecipanti. Superata l’impasse dovuta allo spavento, Trullo ha preso il posto di Walter Surdo in mezzo al campo e quando il gioco è ripreso il copione della partita è sembrato lo stesso del primo tempo: l’Inter ha accorciato le distanze con il nuovo acquisto Minerva, ed il Verona le ha ristabilite con capitan Luisi, tutto fino al momentaneo 5-4. Nel finale, quando la partita non sembrava avere più molto da dire, Posa si è preso sulle spalle la squadra ed ha estratto dal cilindro due giocate d’alta scuola che hanno ribaltato incredibilmente il risultato. Nei novanta minuti nessuna delle due squadre è arrivata ai 5 falli, il tutto a riprova della correttezza del match. A riprova invece di quanto fosse scivoloso il terreno, tutti i giocatori almeno una volta nel corso della partita, si sono ritrovati gambe all'aria e culo per terra. Ma questa è un’altra storia.

IL PEGGIORE il terreno di gioco, voto 3. Scivoloso da far invidia a una pista di pattinaggio, già teatro degli scontri tra il Val Venosta e il Cortina Hockey nel 1600 vede ora combattere delle battaglie molto meno nobili tra guerrieri decisamente meno abituati alla cadute. Walter Surdo lascia sul campo di battaglia un polso. Da queste parti, quando piove, casca più acqua di quanta se ne veda al sottopassaggio vecchio di Ginosa Marina. CAMPO… ORTOFRUTTICOLO
IL MIGLIORE Cosimo Cantore (INTER), voto 9. In casa neroazzura di portieri così non se ne vedevano da tempo. Si cala nella parte ed entra in campo con un ki-way grigio e blu, interista style. Complici i colori che indossa, sembra spiaccicato il fratello dopato di Walter Zenga: para l’imparabile e lo fa nei modi più assurdi, di mano, di testa, di piedi, di petto. Apostrofa in mille modi i suoi compagni che sprecano di tutto, memorabile il “siete come Emilio Fede e Platinette!!!” gridato a Posa e Mancuso che gigioneggiavano a porta libera. Incomprensibile quando comunica, però nel complesso ha sventato cinquantacinque palle gol ed è stato il grande protagonista del match. UOMO RAGNO.

GENOA-NAPOLI: 15-10
Quella tra Genoa e Napoli è stata una partita bellissima sul piano umano, si affrontavano due squadre con tifoserie “gemellate”, sia nel calcio vero che in questo torneo, e quindi non sono mancati abbracci, strette di mano e complimenti reciproci. Sul piano prettamente calcistico invece, a dispetto del risultato “pirotecnico”, quella tra Napoli e Genoa è stata una partita lenta, giocata su ritmi così blandi da rischiare di “far scappare a sonno” qualcuno. I giocatori in campo come metalmeccanici nel dopo-lavoro: palle lunghe e disimpegni degni del peggior Aldair.

Fortunatamente pare che l’arbitro, Pierino D’angelo della sezione di Bongallina, prima della partita si fosse scolato una tanica di caffè (fonti non accertate, alcuni sostengono fosse birra), il che gli ha permesso di rimanere vigile per tutto l’arco del match. 

La partita, cominciata con mezzora di ritardo sulla scaletta per “assenza” di Pierino (unico caso al mondo di ritardo imputabile all’arbitro), è stata caratterizzata da un primo tempo moscio e da una ripresa –laddove possibile- ancora più moscia. Malgrado i ritmi soporiferi, è finita comunque in gloria per i genoani che hanno conquistato i tre punti, messo a segno un numero impressionante di reti ed agganciato l’Inter in testa alla classifica. Dopo un primo tempo equilibrato chiusosi sul parziale di 4-4, nella ripresa i padroni di casa hanno dilagato, imponendosi con un largo 15-10 finale. Determinante per il Napoli è stata l’uscita dal campo di Gianvito Volpe, che come il Bobo Vieri dei tempi d’oro, ha abbandonato la gara “a mezza messa” perché doveva prendere parte ad una festa. Una vittoria comunque meritata quella dei rossoblù, maturata grazie ad una straripante prestazione di Giannini, attualmente capocannoniere del torneo, che ha corso come un furetto per tutti i 90’minuti, dimostrando di avere più benzina di tutti. Francesco Guarino gli si è opposto alla meglio, mettendoci la faccia (ed anche il naso!), ma il volto della partita è rimasto lo stesso.

IL PEGGIORE Michele Ignazzi (NAPOLI), voto 3. E’ come giocare con una radiolina sempre accesa in campo: parla tutto il tempo. Dispensa consigli, rimproveri, commenti e disquisizioni tecnico-tattiche alla Bruno Longhi, senza però entrare mai nel vivo del match. In verità è anche un po’ sfortunato quando finalmente prova a costruire il gioco, oltre che a commentarlo. Sul finire del primo tempo si abbandona ad intemperanze inconsulte, e un po’ come Schettino sulla Concordia minaccia l’abbandono della nave che affonda. DILETTANTISMO.
IL MIGLIORE Claudio Giannini (GENOA) voto 9. Entra in campo esaltato come un ciclista dopato al Tour de France, quando tocca il suo primo pallone si capisce subito che per il Napoli non sarà una giornata facile. I suoi compagni di squadra lo chiamano “Flash” e non si fa fatica a capirne il motivo: macina kilometri ad una velocità media da fare invidia ai motore Ferrari nelle prove libere di Miranello. Il look è quello di un pornodivo navigato e Ignazzi (che è del ramo) fa il pignolo e gli conta i centimetri ogni volta che batte una palla inattiva. Alla fine tutto finisce in una richiesta d’amicizia su Facebook… accetterà? USAIN BOLTT

BOLOGNA-FIORENTINA: 5-5
L’arbitro Pierino D’angelo è riuscito a condurre magistralmente in porto una partita che definire nervosa è dire poco. Si affrontavano due squadre alla ricerca dei primi punti in classifica (il Bologna veniva dalla gara rinviata della prima giornata, ed i viola dalla sconfitta contro il Napoli), il risultato finale non poteva che essere quel pari che muove la classifica di entrambe, ridimensionando però il Bologna, alla vigilia indicata da tutti come l’ammazza-torneo. 
Per ora la ribattezziamo l’ammazza-Pugliese, in considerazione del trattamento riservato all’attaccante viola, messo ko ad ogni uno contro uno. Si arriva ai cinque falli dopo nemmeno dieci giri di lancette, ed il più oxfordiano di tutti smadonna ogni qualvolta viene sfiorato. I morti invocati fanno pensare che partite del genere sarebbe meglio giocarle il 2 novembre. La prima frazione si è chiusa col Bologna in vantaggio 5-4, riflesso di un primo tempo giocato meglio dagli ospiti, che hanno creato diversi grattacapi a Tommaso Ludovico. Nella ripresa però i rossoblù sono calati vistosamente, concedendo campo a Duca che altro non aspettava per ferire in contropiede e riequilibrare la partita. Il resto è pura caciara fino al triplice fischio. Finisce 5-5, un pareggio giusto per due squadre che quasi certamente dimostreranno in seguito le proprie reali potenzialità, e che si spera si facciano una camomilla in più prima di scendere in campo. Perché così proprio non va.

IL PEGGIORE Giuseppe Galante (BOLOGNA), voto 5. Gioca bene, solo che per lui il calcio è una guerra, e in ogni partita qualcuno deve morire. Richiama i suoi alla fase difensiva con la pacatezza di Trapattoni nelle interviste in tedesco, picchia come Delio Rossi da ubriaco, e dopo aver scaraventato Pugliese sul secondo gradone della tribuna, invoca un improbabile “spalla a spalla, regolareee!”. A fine gara si porta a casa 3 stinchi, una caviglia e 7 malleoli di origine fiorentina certificata. COLLEZIONISTA… DI OSSA!
IL MIGLIORE Vincenzo Duca (FIORENTINA), voto 7. E’ il migliore dei suoi, se non altro l’unico a mantenere la calma in una partita per nervi forti. Il ke-way degli Iron Maiden con cui si presenta in campo preannuncia un agonismo estremo, poi però gioca una partita pulita, di corsa.. tantissima corsa, qualcuno lo avvisi che come i bicchieri dei coktail il sabato sera, prima o poi, anche il campo finisce. Nei novanta minuti segna quattro gol ed è l’unico tra tutti a non smadonnare. Sgargiante nell’inedita veste di paciere. CATTOLICO.

Una menzione finale, a parte, la merita l’infortunio accorso ad Angelo Calabrese I°. Il “capellone” del Parma Club, grande sabotatore di questo torneo, si è procurato una distorsione al 1’ minuto di gioco durante la sfida contro l’Erchie. Considerato che sulla pagina del gruppo, sapientemente, qualcuno gliel’aveva tirata, è giusto rimediare facendogli pubblicamente gli auguri per una pronta guarigione. Gli stessi auguri li rivolgiamo anche a Walter Surdo. Come già scritto, il centrocampista dell’Halles Verona dovrà recuperare dal brutto infortunio al polso destro rimediato nell’anticipo di mercoledì scorso contro l’Inter. Corteggiato da tutte le squadre prima dell’inizio del torneo, la sua avventura è durata solo trenta minuti. Sfortunatissimo. Forza Angelo e forza Walter. 

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lunedì 9 settembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Esordio col botto per il Napoli, travolto 14-0 il Parma


Quindici minuti bastano alla Legea Team formato Napoli nella prima amichevole pre campionato per prendere il largo contro gli uomini di Giuseppe Nigro, che reggono il match solo nelle fasi iniziali poi vanno sotto e accusano la maggiore freschezza atletica degli avversari per tutta la durata della partita. 

La gara inizia con i consueti venti minuti di ritardo imputabili al solito Martino Santoro, che arriva al Palazzetto fuori tempo massimo ma comunque già vestito di tutto punto con la divisa da gara. Tuttavia anzichè entrare in campo, si chiude inspiegabilmente negli spogliatoi per oltre un quarto d'ora. La partita non è neppure iniziata e a qualcuno gli è già passata la voglia di giocare. Come puntualità siamo quasi ai livelli di Mancuso. Fischio di inizio, e pallino del gioco subito nelle mani e nei piedi della Legea.

Primi quindici minuti equilibrati, di studio, poi... davanti ad un pubblico di zero spettatori, Santoro decide di farsi perdonare per il ritardo e mette a segno il primo (e probabilmente ultimo!) gol stagionale, raccogliendo un perfetto assist di un ispiratissimo Gianvito Volpe in versione Andrea Pirlo. Passano pochi secondi ed arriva il raddoppio di Piero Bozza grazie ad un altro cross di Volpe, che tre minuti più tardi serva anche al nuovo acquisto Luciano Catapano la palla del 3-0. Al 25’ a timbrare il cartellino è nuovamente Bozza, mentre al 30’ l'incontenibile Volpe, dopo tre assist, chiude il primo tempo con uno straordinario destro al volo che vale la rete del 5-0.


Nella ripresa il ritmo cala e di conseguenza sale in cattedra Giginho Tarasco, che strapazza il portiere Damiano Pirrazzo con conclusioni da fuori che trovano quasi sempre l'angolino. Uno, due, tre, quattro gol in serie. Poker servito per il Savicevic di via Gigli, che sul 9-0 si riscopre anche assist-man regalando a Volpe, in un raro eccesso di altruismo, la palla del 10-0. Partita senza storia per la Mancinigro Soccer che si affaccia alla porta bianco-azzurra senza continuità, con qualche sgroppata sulla fascia di Giovanni Mancino ed con un paio di soluzioni da fuori di Piero Giannuzzi disinnescate da Santoro, nel frattempo relegato in porta. 

Al 45' è Nicola Nettis che prova a riaprire la partita, ma il suo pallonetto non impensierisce l'altissimo (sic!) e levissimo Martino Santoro. 

A dieci minuti dalla fine Giginho Tarasco confeziona il capolavoro della serata lasciando tutti a bocca aperta: conquista palla a centrocampo, si beve in dribblig Nigro e Giannuzzi e poi scavalca Damiano Pirrazzo con un tocco morbido come la carta igienica della Scottex. Gli ultimi tre gol li segna Catapano, che si conferma grande rapinatore d'area.

Pagelle LEGEA TEAM formato Napoli (pre-campionato): Piero Bozza 6, Martino Santoro 6, Gianvito Volpe 6.5, Luciano Catapano 6.5, Giacinto Tarasco 8; MANCIONIGRO formato Parma (pre-campionato): Damiano Pirrazzo 5.5, Piero Giannuzzi 5.5, Giuseppe Nigro 5.5, Giovanni Mancino 6, Nicola Nettis 6


IL MIGLIORE Giacinto Tarasco (Napoli), voto 6. Poca -pochissima!- corsa ma tante soluzioni da fuori area, che all'inizio spaventano solo gli astronauti di stanza sulla stazione orbitante tra la Luna e Marte, ma poi finiscono con lo spaventare anche Pirrazzo. Il Savicevic di via Gigli regala agli zero spettatori paganti un classico del suo vecchio repertorio: dribbling tra due uomini e sinistro morbido sotto l'incrocio. Qualcosa di assurdo. Adesso possono anche venire gli U2 a suonare a Ginosa alle feste d'ottobre, la cosa più incredibile che potesse succedere.. è già successa.

giovedì 29 agosto 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Finito il ritiro estivo: la Legea è pronta per ripartire.

La mitica squadra della Legea Team, che a giorni dovrebbe essere ribatezzata Napoli per partecipare al campionato invernale, ha appena ultimato in quel di Ginosa Marina il proprio ritiro estivo. Per preparare al meglio la prossima stagione calcistica, i tesserati della compagine ginosina hanno seguito una dieta ferrea con colazioni abbondanti, grigliate di pesce quasi quotidiane, e panzerotti al Bar Ionio per cena. La presenza di un ospite di prestigio ha contribuito alla buona riuscita del ritiro: Domenico Ciriello ha infatti aiutato tutti a rispettare il regime alimentare imposto dalla società.

Dal 9 settembre il Palasport di Pierino sarà nuovamente teatro delle nuove incandescenti sfide dei nostri eroi, quelle che nella vita non sai mai se ti conviene di più augurarti di giocarle, o non giocarle mai. specie quando in campo c'è Gampiero Firenti. A proposito, pare il Beppe Bergomi de noialtri non abbia ancora firmato il contratto. Secondo voci di corridoio starebbe trattando segretamente con la squadra di Michele Pignalosa. Ci sap' e la volt bon!!! [...]

Intanto, proprio la squadra di Pignalosa ha annunciato un rinforzo di spessore, che risponde al nome di Roberto Portararo. Qualcuno si è immediatamente precipitato su google per scoprire i precedenti calcistici del nuovo "top player" della Soccer Zeus, altri preferiscono morire senza sapere.

I calciatori della rosa sono comunque tutti pronti a ripartire. Ad attenderli troveranno una struttura organizzativa ben collaudata, dove -per regola generale- uno su dieci va via senza pagare la quota campo. Con buona pace di Pierino.

Primo appuntamento  programmato della nuova stagione è la trasferta laertina contro il team di Arcangelo Cristella. In vista dell'amichevole d'oltre-ponte, il "trequartista" Martino Santoro, dall'alto della sua esperienza con le tre/quarti, ha garantito per tutti: «Nessuno dei miei giocatori risentirà delle troppe Raffo bevute negli ultimi due mesi». Staremo a vedere.

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