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lunedì 17 febbraio 2014

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | La situazione dei cambi alla chiusura del mercato.



Il calcio mercato volge al termine e le ultime operazioni si avviano alla conlusione. La regola generale del campionato consentiva uno scambio tra squadre (legge Moretti transfer), relativo a calciatori già iscritti al campionato. La formula non ha avuto il successo sperato dal momento che nessuna compagine ha voluto beneficiarne. L'altra regola base del calcio marcato imponeva un tetto massimo di 2 cambi esterni al torneo entro e non oltre la 10'giornata, al fine di non snaturare il carattere amichevole della manifestazione. Giova ricordare che per regolamento il nuovo acquisto non può esordire nei playoff ma può essere comunque ingaggiato e fare il suo esordio nell'ultima giornata della regolar season. 




Allo stato l'unica squadra a non aver utilizzato alcuna sostituzioni è il Genoa, forte di un primato di classifica mantenuto senza grosse difficoltà dalla quarta giornata in avanti. 

La prima squadra che invece ha fatto ricorso ai cambi è stata il Napoli. La compagine azzurra ha sostituito Piero Bozza e Michele Ignazzi già dopo la seconda giornata, in realtà i nuovi ingaggi Francesco D'Angelo ed Angelo Rucci sono arrivati solo in una fase successiva del campionato, dopo una parentesi di 3 settimane nelle quali i partenopei hanno affrontato il campionato con gli effettivi rimasti in rosa. 

L'altra squadra ad aver esaurito i cambi già nel girone d'andata è stata la Fiorentina che dopo le prime cinque giornate ha sostituito il proprio portiere Tommaso Ludovico con Gianfranco Bavaro, ed ha poi affondato il colpo con l'acquisto di Michele Mancini, che ha preso il posto dell'indisponibile Emanuele Malvani. I due innesti hanno dato nuova verve alla squadra viola che è riuscita nell'impresa di abbandonare l'ultima posizione in classifica ed agganciare il treno playoff, a discapito del Verona condannato alla retrocessione con due giornate d'anticipo. 

Proprio iI Verona ha chiuso il campionato con una sola sostituzione, avvicendando l'infortunato Walter Surdo con Valerio Maddalena dopo la prima sfortunata partita. 

Il Bologna ha invece operato una sola sostituzione alla seconda giornata mettendo in rosa Francesco De Iacovo al posto di Giuseppe Scuro. 

Infine l'Inter, dopo aver sostituito domenica scorsa l'infortunato Marco Ricciardi con Angelo Calabarese II, ha lasciato in infermeria capitan Domenico Ciriello che con ogni probabilità sarà sostituito dall'attaccante Felice Bozza. In realtà bomber Posa preferirebbe che la società acquistasse il suo compare di nozze, ex bandiera del Sassuolo, Angelo Calabrese I, col quale l'entourage neroazzurro aveva già intavolato una trattativa infelice a metà dicembre. Di chiunque si tratti, il nuovo acquisto interista, a meno di clamorose sorprese, dovrebbe esordire già nel recupero della 7' giornata contro il Verona.

Nel prospetto grafico del televideo Rai vengono indicate anche le partite giocate dai calciatori sostituiti per sopire una recente polemica ribattezzata "una sola partita".


mercoledì 18 dicembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Il Bologna rovina la festa al Napoli: niente sorpasso azzurro, per i rossoblù tre punti preziosi.

Lunedì 16 dicembre. Per il recupero della quarta giornata, sono scese in campo Bologna e Napoli. La mancata rivalità tra territori lontani, questo match scarico da secoli di storia, questo poco sentito derby gastronomico di pizza margherita e babbà contro tortellini e quell’altra specialità bolognese che finisce in “ini” … hanno finito con l’incidere su una partita agonisticamente accesa ma tecnicamente opaca. E pensare che per i partenopei la gara si presentava con auspici che definire buoni è dir poco. Ai campani bastava infatti una vittoria sculata fori casa, o anche solo un pareggio, per chiudere il girone d’andata davanti a tutti. Però, si sa, il calcio è una giostra, i calcinculo sono una lotteria e i “tirapiedi” sono ovunque. Sugli spalti, ad esempio, almeno una trentina di matrice interista e filo-genoana. 

BOLOGNA-NAPOLI: 7-6
Successo importante per il Bologna, che ritrova una vittoria che mancava dalla prima giornata. Decisiva la zampata di testa di Ciccio De Iacovo nel finale. Prestazione opaca invece per il Napoli che perde malamente l’occasione di laurearsi campione d’inverno. 
I partenopei si presentano sul terreno di gioco con una buona mezzora di ritardo. L’arbitro -la cui voglia di arbitrare non è tra le migliori ogni volta che c’è da dirigere il Bologna- rigira alla squadra emiliana la scelta sulla eventuale vittoria a tavolino, a sorpresa però i rossoblù chiedono di giocare… così Martino Santoro e Francesco Tarantini si cambiano, passano altre tre ore, e poi finalmente si comincia. Si capisce sin dalle prime battute che la voglia di correre tra i napoletani è scarsuccia, se possibile inferiore anche a quella dell’arbitro di arbitrare.

I Bolognesi scendono in campo con lo spirito di chi deve acchiappare l’ultimo pullman della Sita e avendolo perso alla Madonnina si piazza all’angolo di via Roma. Ultima chance per gli emiliani di attaccarsi al gruppone di testa della classifica. Roba che sulla carta avrebbero potuto accontentarsi del pari. La vittoria è grasso che cola. Nelle fila azzurre sono assenti Giuseppe Mazzone per “vuasciazza” , e Francesco D’Angelo perché pensava che il lunedì fosse ancora domenica per via del fatto che alla Tv davano Roma-Milan. Il Napoli insomma è al minimo dei suoi effettivi, e quelli presenti sono con la testa altrove. Volpe appare senza smalto, per un brasiliano abituato alle temperature calde, misurarsi con i 5° gradi centigradi è sempre complicato. Tarasco sembra un po’ giù di morale perché non è riuscito a spendersi i soldi del Verona che aveva preso in consegna.  Tarantini s’è dimenticato di mettersi la canotta “sono figo e somiglio a Nek” e si pone il problema di come esultare in caso di gol.

Nei primi dieci minuti sembra una partita normale, aperta, equilibrata. Il Bologna fa qualcosa in più del Napoli, anche perché fare qualcosa di meno significherebbe avere due squadre barricate davanti alla porta e 50 metri di vuoto in mezzo al campo. La compagine di Maurizio Bianco parte con il piglio giusto: al 5′ segna De Iacovo, un minuto più tardi raddoppia Conte che fa l’eurogol, indovinando il tiro al volo e superando con una gran giocata il portiere azzurro Guarino. Nel corso del match riproverà altre 16 volte l’acrobazia lisciando puntualmente la fortuna. Passano pochi secondi e il Napoli prima accorcia le distanze e poi trova il pareggio con Tarantini, che si fa largo con una bella azione personale. Reagiscono i rossoblù: Guarino anticipa con i pugni De Iacovo, sulla ribattuta Bianco la mette sotto il sette. Pareggia nuovamente il Napoli con una bella azione personale di Volpe, che salta Maggiore, entra in area e con un tocco sotto sorprende Luca Ricciardi sul proprio palo. Sul finire del primo tempo è nuovamente Conte a riportare in vantaggio il Bologna con un gol di rapina sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Si va al riposo sul punteggio di 4-3 per i padroni di casa, e con entrambe le squadre perse in quel limbo dove un tempo è appena finito e un altro tempo deve ancora cominciare: un tempo in più per amare, per sognare, per vincere. Un tempo nel quale farsi una domanda e possibilmente darsi una risposta. L’intervallo in sostanza ha la faccia di Marzullo. E un po’ anche quella di Pierino, che neppure stavolta si toglie la soddisfazione di fischiare un tiro libero contro il Napoli, in tutto il girone d’andata mai cinque falli per i ragazzi di Volpe. Una partita che insomma ha diverse facce, tranne quella di Fabio Conte che rientra in campo con il volto coperto da uno scalda-collo indossato a mò di passamontagna. E’ il primo Black Block al palazzetto, ed infatti gli animi si riscaldano. La ripresa si apre con il Napoli che trova subito il pareggio con un colpo di testa di Tarantini, ed il Bologna che prontamente risponde con una conclusione a botta sicura di Maurizio Bianco dopo un errore di Santoro, unico di una partita maiuscola per il libero napoletano. Si va avanti così fino al 6-6, con cinque minuti ancora sul cronometro. Gli ospiti si rilassano ed Acclavio scodella in area un pallone sul quale saltano in quattro, solo uno però con i tempi giusti. De Iacovo in elevazione ha la meglio su tre avversari, e di testa la mette all’incrocio dei pali. E’ il gol del 7-6 che può valere i tre punti. 

C’è ancora il recupero però, e nel recupero talvolta ci sono attimi che ripagano di tutto... momenti magici che premiano lo sforzo, la fatica, la costanza, l’abnegazione, in una parola: il merito. Poi ce ne sono altri di momenti, tipo questo: Santoro imposta, Tarantini per la prima volta nei novanta minuti si ricorda che con lui in campo ci sono altri 4 coglioni con la maglia azzurra e passa la palla, Gianvito Volpe apre per Tarasco sulla sinistra, il portiere è fuori causa, la porta è vuota, Tarasco è mancino e la palla gli finisce proprio li, sul piattone sinistro…..... fuori. Tarasco la calcia meschinamente Fuori. E’ il calcio bellezza: live it or leave it.

Il MIGLIORE Francesco De Iacovo (Bologna), voto 7. Al Bologna nei primi dieci minuti non è sembrato vero di dover aspettare il Napoli, che da par suo ha giocato (si fa per dire!) di rimessa. Peccato solo per quella sgradevole formalità che richiede che per vincere una partita si debba anche segnare. Certe volte veramente ci si perde dentro la burocrazia, queste cose ottocentesche che per vincere tocca segnare, così Luca Ricciardi para l’imparabile mentre gli attaccanti rossoblù sbagliano l’impossibile. Per fortuna ci pensa De Iacovo a realizzare sia il gol che sblocca la partita, che quello che definitivamente la chiude. Un colpo di testa tra tre avversari. Salta in mezzo a Rucci, Santoro e Guarino a braccia tese e di testa la mette sotto il sette. PROVVIDENZIALE.
IL PEGGIORE Francesco Guarino (Napoli), voto 5. Prova incolore dell’estremo difensore azzurro, questa settimana gli sono stati diagnosticati alluce valgo, ernia iatale, onicomicosi, labbro leporino, inestetismi delle palle e…. di conseguenza, ha disputato la sua peggior partita da quando è al Napoli. Resta, con un gol in più rispetto all’interista Cantore, il corsa per il titolo di portiere meno battuto del campionato. Questa partita però proprio non gli riesce, e rischia di rimanergli indigesta come un Pandoro fuori stagione. Il pallone più importante della gara gli sfugge dalle mani come fosse una saponetta. DISTRATTO.

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venerdì 13 dicembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | L'Inter a fatica nei minuti di recupero, il Napoli mette la freccia, torna a vincere anche il Genoa.

Mentre la rivolta dei Forconi blocca l'Italia in lungo e in largo, al Palazzetto si prova a rivoluzionare la classifica, che dopo la 5° giornata comincia finalmente ad allungarsi.

FIORENTINA-GENOA: 6-11
«Abbiamo perso perché si è infortunato Giannini»… però «un giocatore non fa la differenza» e «Siamo una buona squadra anche senza il top player». Li avevamo lasciati così, a piangersi addosso con tutto questo pòpò di frasi fatte e luoghi comuni, per giustificare in mille modi una sconfitta strameritata. Li ritroviamo con in rosa il nuovo acquisto Antonio Lomagistro e post a tutta pagina nel gruppo “Toppleyeer”. E’ il Genoa dei colpi di mercato, se non altro, quello che torna alla vittoria in quel di Firenze. I grifoni entrano in campo concentrati. Gli manca il bomber Giannini. Gli manca Moretti. Chi l’avrebbe mai detto che una squadra di calcio potesse arrivare a soffrire addirittura l’assenza di Moretti. E invece… la sofferenza aumenta quando Duca, con il capello pettinato versione Cristiano Malgioglio, segna un gol da antologia e sblocca a sorpresa il risultato. Passano pochi istanti e il bomber viola raddoppia. Gli ospiti però ci mettono poco a ristabilire le gerarchie, poker di Giovanni Mancino e gol di Rizzi. Si va al riposo col Genoa sopra di 3 gol. Stesso copione nella ripresa quando è l’altro genoano Lomagistro, all’esordio assoluto, a servire un poker di buonissima fattura. Inutili le cannonate di Duca che di volta in volta prova ad accorciare le distanze. Il Genoa sale a 10 punti, la Fiorentina resta inchiodata a quota 1, in piena zona retrocessione.

IL MIGLIORE Giovanni Mancino (GENOA), voto 8. Nella variegata fauna degli attaccanti genoani, l’esemplare in questione si dimostra uno dei più temibili. Esperto, rapido, dotato di una buona corsa. Senza Moretti che lo chiama a ripiegare in fase difensiva gioca probabilmente la sua miglior partita. Ricorda molto il giocatore udinese Pinzi, ma è più forte (non che ci voglia molto ad essere più forte di Pinzi). Segna quatto gol in rapida successione, poi si siede in panchina, dove viene ibernato. SPADACCINO.
IL PEGGIORE Giuseppe Nigro (GENOA), voto 3. Per farsi perdonare la “tirchieria delle fotocopie” fa il generoso nel compilare le pagelle. A se stesso assegna un larghissimo 7 definendo “salvataggi sulla linea” due stampe sulla schiena rimediate nel primo tempo, ed a tutti gli altri elargisce sei e mezzo in larga scala manco avessero giocato Real Madrid e Manchester.  Nelle sue pagelle nessuno, e dico nessuno, tra compagni ed avversari, va sotto la sufficienza. PARACULO.

INTER-BOLOGNA: 8-7
Vittoria sofferta per la formazione di Ciriello, che incassa tre punti d’oro all’ultimissimo secondo di una partita incandescente. I bolognesi pagano l’inesperienza e si lasciano sfuggire un punto preziosissimo che avrebbe rimescolato ancora una volta la classifica. L’avvio degli emiliani è sprint e alla prima occasione passano: ottimo spunto di De Iacovo che batte Cosimo Cantore con un pallonetto. L’inter si getta in avanti alla ricerca del pareggio e lo trova con il solito Posa, che di li a poco segna anche il gol del vantaggio neroazzurro. Il Bologna reagisce: prima pareggia con Maurizio Bianco e poi si porta in vantaggio con Galante. La partita continua su questa altalena fino al 5-5 con cui si va al riposo. Gli ospiti non demordono e insistono nella ripresa, lasciando però invitanti spazi all’Inter che colpisce di rimessa, fino al 7-7 del 90’. Sembra finita e invece l’arbitro chiama ben quattro minuti di recupero, che trascorrono rapidi senza sussulti, finchè… a pochi secondi dalla fine… Vito Minerva arpiona una palla vagante a metà campo, e si ricorda che da grandi lanci derivano grandi responsabilità e così scodella una palla ad minchiam dall’altra parte del campo, un “assist millimetrico” per Mancuso che piazza sotto la traversa un pallone imprendibile per Ricciardi. Orgasmo multiplo per Domenico Ciriello che urla “sììì, sìììììì...” mentre abbandona la zona tecnica, disarcionando letteralmente la panchina, per abbracciare l’eroe di giornata, scardinando tra l’altro l’ultima parte di recinzione ancora sopravvissuta alle recenti partite dell’Inter.

IL MIGLIORE Marco Ricciardi (INTER), voto 7. Si era infortunato alla prima giornata, e invece di rimpiazzarlo i neroazzurri se lo sono tenuti stretto. Imposta il gioco e carica la squadra. Copre le sgroppate di Santantonio quando il furetto neroazzurro cerca gloria nella metà campo avversaria. Quando invece viene lasciato da solo fa tranquillamente reparto da solo. Non conosce ancora bene i propri compagni di squadra però sa che i suoi amici sono i nemici dei suoi nemici. E questo gli basta. NESTA.
IL PEGGIORE Michele Maggiore (Bologna), voto 5.  Polveri bagnate per il Gattuso bolognese. E’ come quando lasci la tv con la luce rossa, che non è spenta ma nemmeno accesa. La squadra non gira e lui non corre. Lo ricordiamo, e non certo positivamente, per l'esclamazione «bene, meglio così!» quando l’arbitro ha intimato la fine delle ostilità. Non vedeva l’ora di andar via. DEMOTIVATO.

Una nota a parte per i fratelli Ciriello. Semaforo rosso per il più giovane dei due, Alessio, che gioca discretamente la prima parte del match. Dopo i primi venti minuti però frana addosso a Fabio Conte in stile antico gioco ginosino “iun mont la lun”. Al direttore di gara ed alle sedici televisioni collegate in tutto il mondo appare fallo netto, a lui no, così abbandona il terreno di gioco in aperta polemica con l’arbitro. Semaforo verde invece per “jolly” Domenico, che in veste di allenatore giocatore, spiazza tutti con un cambio. Con l’Inter sotto di due gol ti aspetti che lasci dentro Pos-olone a fare da boa, invece no. Dentro lui al posto di Posa, fuori Ricciardi per Santantonio ed in avanti Mancuso e Minerva a fare da ali di rondine. Schema ad albero di Natale, in linea col periodo. Sono quegli assetti once in a life time che rimangono per sempre nella memoria se la partita va molto bene o va molto male. A lui è andata molto bene.

NAPOLI-VERONA: 8-3
Terzo successo interno per il Napoli che da continuità al proprio campionato con una nuova vittoria, importantissima in chiave di primato in classifica. Battuta d’arresto invece per il Verona, dopo la bella vittoria ottenuta a Genoa la settimana scorsa.
I padroni di casa scendono in campo un po’ rimaneggiati, assente Santoro per partita di poker, presenti invece Volpe e Tarasco per amor di squadra, febbricitanti, onorano la maglia passando dall’aereosol al campetto. La panchina partenopea è allestita a mò d’infermeria: spray nasale, iodosan Gola, e tisane d’acqua calda. S’ammala invece nel corso del match Francesco Tarantini, che dopo la prima mezzora comincia ad accusare allucinazioni e risate immotivate. Dopo i primi tre interventi plastici di Rosario Lapiscopia, gli attaccanti azzurri capiscono che per segnare ad uno così bisogna tirare forte e centrale, è inutile cercare di fare la barba ai pali, con Lapiscopia in porta i pali sono sempre freschi di rasatura. La partita rimane sui binari dell’equilibrio per i primi dieci minuti, poi capitan Volpe sblocca il match inventandosi un eurogol. Il Verona si scopre alla ricerca del pareggio e gli avanti napoletani colpiscono in contropiede. La gabbia su Valerio Maddalena funziona e si va al riposo sul tennistico 6-1. La ripresa è scevra di emozioni fatto salvo il gol di Tommaso Lapiscopia versione Zidane tiro al volo in Champions League, ininfluente ai fini del punteggio finale, però il più bel gol del torneo fino ad oggi. Nel finale c’è gloria anche per Rucci, il nuovo acquisto azzurro è sceso in campo vestito di k-way come uno che ha vissuto la propria infanzia in una periferia disagiata ed ha calcato i campi polverosi di una qualche metropoli sudamericana. Sotto il k-way una maglia della Juventus anni 90’ con lo sponsor Upim, che solo i suoi compagni di squadra hanno potuto apprezzare negli spogliatoi. Il Verona chiude in attacco ma non riapre più la partita, anche se il ko in termini di punteggio è da ritenersi troppo pesante rispetto a quanto fatto vedere sul campo dalla squadra scaligera.

IL MIGLIORE Gianvito Volpe (NAPOLI), voto 7. Scende in campo con un principio di influenza e contagia i compagni di squadra bevendo alla borraccia comune. Contemporaneamente seconda punta, esterno destro, ala sinistra, mezzala, trequartista, viceallenatore in tribuna, direttore del marketing ed organizzatore del campionato, corre e segna più di tutti. Garibaldino nel primo tempo quando recupera a centrocampo una palla che ai comuni mortali appare innocua, e la trasforma in oro: veronica, serpentina nello stretto e palla all’angolino. Scatafionda tunnel che a confronto la microchirurgia è imprecisa. Nel finale cala visibilmente davanti all’incubo del termometro. La carnagione è quella di Zapata, il carisma è quello del Leader. HAMSIK!
IL PEGGIORE Francesco Tarantini (NAPOLI), voto 4. Segna due gol ad inizio partita, prima di incartarsi in passaggi sbagliati, mischie furibonde con se stesso e qualche tiro che si infrange sulle caviglie dell'avversario più vicino. Va dallo psicologo ogni volta che si trova solo davanti al portiere. Si ritrova tra i piedi qualcosa tipo 675 palle-gol e puntualmente si inceppa. Nel primo tempo l’arbitro accorda al Napoli una punizione inesistente per un «lasciaaa!!!» gridato da Trullo, Tarantini si incarica della battuta, compagni ed avversari lo invitano al fair play, lui invece calcia angolato sfiorando il gol. A fine partita dichiara «ho fatto 3 gol». Il giorno dopo su facebook dice d’averne fatti 4. CONFUSO.

Con il recupero di lunedì il Napoli chiuderà il girone d’andata. "Ma kù stù fridd’ a Bologna? La ser’? Il 16 dicembre?". Niente, nemmeno il tempo di festeggiare ed i napoletani sono già in ansia per la partita di lunedì, a Bologna tocca andare a spaccare le brocche per prendersi il titolo campioni d’inverno. Con Inter e Genoa che quasi certamente tireranno i piedi.

sabato 30 novembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Fuga del Genoa corsaro a Bologna, insegue il Napoli che piega l'Inter al San Paolo.

La terza giornata di campionato “QUELLI DI… SERIE A 2013/2014” regala emozioni che a confronto il voto sulla decadenza di Berlusconi è robetta da poco. Si gioca a spezzatino: giovedì, venerdì e lunedì, senza bisogno dei diritti televisivi. C’è sempre qualcuno che ha altro da fare… anche questo è calcio.

BOLOGNA-GENOA: 7-11
Il Genoa delle meraviglie non si ferma più. La squadra di Nigro, ancora imbattuta, supera anche il Bologna e conquista il terzo risultato utile consecutivo, consolidando il primato in classifica che ora la vede solitaria ad una lunghezza dal Napoli.


I padroni di casa resistono solo un tempo, prima di inchinarsi alle invenzioni di Claudio Giannini nella ripresa. La prima frazione si gioca a viso aperto, con occasioni da una parte e dall’altra e Giove e Ricciardi grandi protagonisti del match. I liguri provano a sfruttare le maggiori qualità tecniche in avanti, devono però guardarsi dalle in-side di Michele Maggiore, migliore in campo della squadra bolognese. E’ proprio l’attaccante emiliano a sbloccare il risultato con un gol di rapina e successivamente a propiziare la rete in acrobazia di Conte. Gli ospiti ribaltano però il risultato con due lob di Domenico Bianco e ad una serpentina di Giovanni Mancino, andando al riposo in vantaggio per 3-2. Nella ripresa i ritmi calano gradualmente ed il Genoa si affida al possesso palla e alle ripartenze, lanciando in contropiede il suo top-player Giannini , che trasforma in gol ogni pallone che tocca. Il Genoa sale a 7 punti, il Bologna resta fermo a quota 4, in una classifica ancora cortissima.

IL MIGLIORE Francesco Moretti (GENOA), voto 8. Dallle tavolate in macelleria all’area piccola. Gioca, vince, prende in giro avversari e compagni, e va via senza pagare la quota campo. Esordio col botto per il Bud Spancer delle Gravine, che riscatta l’assenza delle due precedenti giornate ergendosi a severo guardiano dell'area di rigore e prendendo le redini dell'impostazione dalle retrovie. Con carattere, piglio deciso ed esperta autorità dimostra a tutti cosa può fare un over 35 in un campo da calcetto, anche se –ad onor del vero- indossa scarpe da calcio. Scarpe pessime. Piedi buoni. TIGNOSO.
IL PEGGIORE Fabio Conte (BOLOGNA), voto 5. Parte bene: corsa, profondità e passaggi smarcanti. Sul finire del primo tempo realizza anche un bellissimo gol in sforbiciata (lui che delle sforbiciate ne ha fatto una professione!). Nel primo tempo corre e tiene in partita il Bologna. Poi però la sua squadra cala e lui impazzisce, calciando alle stelle ogni volta che si affaccia dalle parti di Giove (il portiere, non il pianeta!). A dieci minuti dalla fine subisce un normalissimo fallo tattico e finisce a terra come uno che è stato sparato alla schiena da una revolver semiautomatica. Si rialza barcollando come Balboa dopo dieci round contro Apollo Cread e si incarica di battere il calcio di punizione: riesce nell’impresa inedita di colpire i riflettori del palazzetto. RICARDO QUARESMA.


NAPOLI-INTER: 10-5
Giù la maschera. L’organizzazione di un torneo senza un ritorno economico deve avere un fine, e nel caso specifico il fine di questo campionato era -ed è!- lo sfottò generato e generabile da questa partita. Ciriello carica a molla i suoi e condisce la vigilia del match mettendo sul piatto una spavalderia degna del generale Custer prima dell’attacco ai Lakota. E la spavalderia, si sa, non paga. 

Aldilà del contorno, quella tra il Napoli e l'Inter, sul campo, è gara spettacolare. Ad imporsi sono i partenopei, grazie ad una prova corale di primissimo livello, che segna il sorpasso sui neroazzurri, autori comunque di una prestazione convincente. Il successo permette alla squadra di capitan Gianvito Volpe di restare tra le big della classifica, sulla scia del Genoa che la precede di un punto. L’avvio al ‘San Paolo’ è vivacissimo. Bastano pochi minuti all’Inter per sbloccare il risultato con Minerva, e poi portarsi immediatamente sul 2-0 con Santantonio, che sul tiro-cross di Vincenzo Mancuso è il più veloce di tutti ad insaccare. Il vantaggio non dura più di tre minuti: il tempo che serve a Francesco Tarantini per battere prima di destro e poi di sinistro l’ottimo Cantore e firmare il 2-2, col quale si va al riposo. 

Nella ripresa la squadra di Ciriello si rende ancora pericolosa, ma Guarino è attento a chiudere gli spazi. Nel frattempo l’esordiente Francesco D’Angelo organizza le fila in difesa e il Napoli prende in mano la partita: vanno a segno Santoro, lo stesso D’Angelo, poi due volte Volpe, tre Mazzone e nel finale c’è gloria anche per il portiere Guarino che trafigge il collega Cosimo Cantore dopo uno slalom alla Alberto Tomba. La partita regala un ultimo sussulto all’ingresso in campo di capitan Ciriello, che prima segna un bel gol di rapina e poi frana su Santoro a centrocampo…. Difficile descrivere la comicità del siparietto che ne segue: Cantore dalla sua porta urla “Santoro, alzati in piedi!”. Il calciatore napoletano cerca di giustificarsi: “Cosimo… mi ha fatto male al ginocchio”, il portiere dell’Inter incurante replica “Non me ne frega un cazzo, alzati in piedi..” -e poi borbotta tra se e sé- “ A Napoli sapete fare solo la pizza e il presepe”. Insomma, un finale di partita mitologico.

IL MIGLIORE Giuseppe Mazzone (NAPOLI), voto 8. Si sorbisce i predicozzi di Santoro senza batter ciglio, e già per questo meriterebbe la palma del migliore. Sul campo grande corsa e tanti dribbling ubriacanti. Quando non c’è nessun avversario da saltare in dribbling, dribbla i propri compagni di squadra. Nella ripresa, mentre tutti calano, lui aumenta il ritmo galoppando sulla fascia e regalando la gloria a Tarantini, Volpe e Santoro che finalizzano di volta in volta i suoi passaggi. Serve assist a valanga, segna 3 gol e non sembra accusare la stanchezza. E pensare che aveva appena finito l’allenamento con la scuola calcio, in pratica una 4 ore di calcio no stop. Nello spogliatoio si isola, e prima di farsi la doccia passa una ventina di minuti davanti al cellulare per avvisare fidanzata ed amici della vittoria. Carattere da professionista. Serietà e costanza assicurate. AEROBICO
IL PEGGIORE Michele Posa (INTER) voto 4. In palio ci sono i 3 punti ed un Amaro Lucano di scommessa. Lui parte male, essendo l'unico nelle fila interista a presentarsi sul campo con una maglietta nera, mentre gli altri sono in tenuta blu. Le casacche lo salvano. Sul campo non gli va meglio: si perde in inutili sgroppate sulla fascia, tiri sbilenchi e richieste di essere servito con maggiore precisione dai compagni, per poi spararla sul tetto del 118. Per la prima volta in questo campionato non timbra il cartellino, in compenso serve un bell’assist a Mancuso a partita ormai irrimediabilmente compromessa. Soffre l’eccessivo nervosismo col quale il suo compagno di squadra Ciriello ha caricato la vigilia….. e perde la scommessa. AMAR-EGGIATO


VERONA-FIORENTINA: rinv.
Cube de teatre dei fratelli Giannuzzi, che a poche ore dall’inizio del match, chiedono il rinvio dello stesso, e di comune accordo con il capitano dell’Halles Verona Federico Luisi posticipano a lunedì. Le due squadre, che fino ad ora hanno sempre giocato sotto la pioggia, racimolando un solo punto in due, perdono l’occasione per giocare sull’asciutto, rinviando le ostilità a lunedì sera, giorno di allerta meteo su tutto il territorio pugliese. Tu chiamale se vuoi… strategie.

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martedì 26 novembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Bologna esplosivo, batte il Verona ed aggancia la testa della classifica.

Un freddo polare ha fatto da cornice allo scoppiettante match tra Bologna e Verona, recupero della prima giornata di campionato, ed atteso da tutti quasi più della settima serie di squadra antimafia. L'importanza dell'evento è stata sottolineata anche da Gigi D'Alessio, che in diretta televisiva su canale 5, ha voluto salutare tutti i gli amici impegnati al Palazzetto dello Sport di Ginosa, rimarcando però che il suo sostegno resta rivolto ai colori azzurri.

BOLOGNA-VERONA: 5-3
Il risultato ha premiato in maniera chiara i rossoblù, rispecchiando quanto accaduto in campo nei novanta minuti. Il primo tempo si è chiuso col punteggio di 3-1 per i padroni di casa, merito anche di tre straordinari interventi di Luca Ricciardi in versione Peruzzi, che si è opposto ad un Ribecco in versione Darko Pancev: tre errori a tu per tu col portiere, due conclusioni terminate in contrada Cavese ed un terrificante destro sul palo che ha reso indispensabile l’intervento del fabbro.

Nella ripresa invece i veneti si sono dimostrati più concreti ed hanno agguantato il pareggio grazie a due invenzioni del nuovo acquisto Valerio Maddalena. Il pareggio però è durato pochi secondi: ci ha pensato capitan Bianco, già nell’azione successiva, a riportare in vantaggio gli emiliani, che da li in avanti hanno badato essenzialmente a difendersi. 

Nel finale, la clamorosa occasione del pari è capitata sui piedi di Luisi, il quale però, dopo essersi bevuto in dribbling Maggiore, si è allungato troppo la palla e l'ha messa in rete con una scivolata da tergo (sulla quale Luca Ricciardi ha rinunciato ad intervenire). L’arbitro ha giudicato l’azione irregolare, e mentre il capitano dell’Halles ancora protestava, sul versante opposto Fabio Conte spediva sotto l’incrocio la palla del definitivo 5-3. Al triplice fischio strette di mano e applausi per tutti, a sottolineare una partita molto corretta sotto il profilo comportamentale.

Malgrado la sconfitta una bella prova del Verona, che però non ha concretizzato le infinite occasioni create sottoporta, eccellente quella del Bologna che grazie a questi 3 punti scavalca il Napoli ed aggancia il duetto di testa (formato Genoa e Inter) in cima alla classifica. Complice il freddo siderale che ha congelato i neuroni del pubblico presente, nel post gara l’interista Domenico Ciriello si è inventato allibratore ed ha piazzato una scommesse sull’eventuale pagamento delle quote d’iscrizione delle due squadre in campo.


IL MIGLIORE Maurizio Bianco (BOLOGNA), voto 8. Vivace, sempre presente in mezzo al campo, generoso in fase di copertura, e propositivo in veste di suggeritore. Si becca un numero impressionante di “mazzate” a centrocampo, che poi all’occorrenza restituisce (autentico wrestler quando si dedica alla marcatura di Maddalena, che si fa il segno della croce ad ogni uno contro uno). Ci prova spesso dalla distanza, e su 128 tiri realizza 4 gol. Abbastanza per portare i suoi alla vittoria, e per salire sul podio in classifica cannonieri. A fine gara consegna le quote d’iscrizione della propria squadra incidendo negativamente sulla scommessa di Domenico Ciriello. ISPIRATO

IL PEGGIORE Federico Luisi (VERONA), voto 5. In una gara in cui tutti hanno portato a casa la sufficienza, il capitano veneto porta in campo la croce. Ci mette tanta voglia, e nel primo tempo butta il cuore oltre l'ostacolo. Peccato che si dimentichi di andarlo a recuperare per giocarsi anche la seconda mezzora. A dieci minuti dalla fine si crea da solo l’occasione del pari, bevendosi in dribbling mezza Bologna, salvo poi metterla dentro con una scivolata degna del miglior Giorgio Petrosyan, che l’arbitro giustamente annulla. Nella serata più fredda dell’anno (3° gradi centigradi sul termometro), gioca con la maglietta a maniche corte… come se non bastasse, arrotolata sulle spalle. MARK LANDERS


venerdì 22 novembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Il Genoa travolge il Napoli, finisce pari tra Fiorentina e Bologna. Nell'anticipo beffa a Verona: l'Inter fa 3 punti in zona Cesarini.

Nel giovedì uggioso della seconda giornata di campionato i pensieri volano lontano dal terreno di gioco: Tarasco è diventato papà per la seconda volta, Posa e Volpe hanno smesso di fumare, e Ciriello ha sbancato la poker room di Ginosa Marina… rispetto a tutto ciò, il calcio diventa contorno. Un contorno con tre risultati a sorpresa.

VERONA-INTER: 5-6
L'anticipo settimanale ha portato bene all'Inter che ha conquistato i primi tre punti stagionali, sebbene a fatica contro un’ottima Halles Verona, che sulla carta partiva favorita e che forse ha pagato troppo il fatto di giocare in condizioni climatiche avverse. La sensazione immediata è che in questo campionato quasi tutti i giorni sarà così. Le squadre in gara tutto sommato si equivalgono. In questo caso è andata bene ai neroazzurri di Ciriello.
Il primo tempo è stato nettamente appannaggio del Verona, che ha giocato meglio arrivando spesso dalle parti di Cosimo Cantore, il quale ha compiuto una serie di autentici miracoli che hanno permesso ai suoi di giungere al riposo sul passivo di 3-2 e di provare la rimonta nella ripresa. Il secondo tempo si è aperto con un episodio sfortunato che ha rischiato di trasformare il campionato in un "memorial Walter Surdo", il fuoriclasse veronese scivolando si è procurato un brutto infortunio al braccio. Frattura scomposta di un polso e campionato finito per lui, un’avventura durata poco più di mezzora per uno che alla viglia è stato corteggiato da almeno quattro delle sei squadre partecipanti. Superata l’impasse dovuta allo spavento, Trullo ha preso il posto di Walter Surdo in mezzo al campo e quando il gioco è ripreso il copione della partita è sembrato lo stesso del primo tempo: l’Inter ha accorciato le distanze con il nuovo acquisto Minerva, ed il Verona le ha ristabilite con capitan Luisi, tutto fino al momentaneo 5-4. Nel finale, quando la partita non sembrava avere più molto da dire, Posa si è preso sulle spalle la squadra ed ha estratto dal cilindro due giocate d’alta scuola che hanno ribaltato incredibilmente il risultato. Nei novanta minuti nessuna delle due squadre è arrivata ai 5 falli, il tutto a riprova della correttezza del match. A riprova invece di quanto fosse scivoloso il terreno, tutti i giocatori almeno una volta nel corso della partita, si sono ritrovati gambe all'aria e culo per terra. Ma questa è un’altra storia.

IL PEGGIORE il terreno di gioco, voto 3. Scivoloso da far invidia a una pista di pattinaggio, già teatro degli scontri tra il Val Venosta e il Cortina Hockey nel 1600 vede ora combattere delle battaglie molto meno nobili tra guerrieri decisamente meno abituati alla cadute. Walter Surdo lascia sul campo di battaglia un polso. Da queste parti, quando piove, casca più acqua di quanta se ne veda al sottopassaggio vecchio di Ginosa Marina. CAMPO… ORTOFRUTTICOLO
IL MIGLIORE Cosimo Cantore (INTER), voto 9. In casa neroazzura di portieri così non se ne vedevano da tempo. Si cala nella parte ed entra in campo con un ki-way grigio e blu, interista style. Complici i colori che indossa, sembra spiaccicato il fratello dopato di Walter Zenga: para l’imparabile e lo fa nei modi più assurdi, di mano, di testa, di piedi, di petto. Apostrofa in mille modi i suoi compagni che sprecano di tutto, memorabile il “siete come Emilio Fede e Platinette!!!” gridato a Posa e Mancuso che gigioneggiavano a porta libera. Incomprensibile quando comunica, però nel complesso ha sventato cinquantacinque palle gol ed è stato il grande protagonista del match. UOMO RAGNO.

GENOA-NAPOLI: 15-10
Quella tra Genoa e Napoli è stata una partita bellissima sul piano umano, si affrontavano due squadre con tifoserie “gemellate”, sia nel calcio vero che in questo torneo, e quindi non sono mancati abbracci, strette di mano e complimenti reciproci. Sul piano prettamente calcistico invece, a dispetto del risultato “pirotecnico”, quella tra Napoli e Genoa è stata una partita lenta, giocata su ritmi così blandi da rischiare di “far scappare a sonno” qualcuno. I giocatori in campo come metalmeccanici nel dopo-lavoro: palle lunghe e disimpegni degni del peggior Aldair.

Fortunatamente pare che l’arbitro, Pierino D’angelo della sezione di Bongallina, prima della partita si fosse scolato una tanica di caffè (fonti non accertate, alcuni sostengono fosse birra), il che gli ha permesso di rimanere vigile per tutto l’arco del match. 

La partita, cominciata con mezzora di ritardo sulla scaletta per “assenza” di Pierino (unico caso al mondo di ritardo imputabile all’arbitro), è stata caratterizzata da un primo tempo moscio e da una ripresa –laddove possibile- ancora più moscia. Malgrado i ritmi soporiferi, è finita comunque in gloria per i genoani che hanno conquistato i tre punti, messo a segno un numero impressionante di reti ed agganciato l’Inter in testa alla classifica. Dopo un primo tempo equilibrato chiusosi sul parziale di 4-4, nella ripresa i padroni di casa hanno dilagato, imponendosi con un largo 15-10 finale. Determinante per il Napoli è stata l’uscita dal campo di Gianvito Volpe, che come il Bobo Vieri dei tempi d’oro, ha abbandonato la gara “a mezza messa” perché doveva prendere parte ad una festa. Una vittoria comunque meritata quella dei rossoblù, maturata grazie ad una straripante prestazione di Giannini, attualmente capocannoniere del torneo, che ha corso come un furetto per tutti i 90’minuti, dimostrando di avere più benzina di tutti. Francesco Guarino gli si è opposto alla meglio, mettendoci la faccia (ed anche il naso!), ma il volto della partita è rimasto lo stesso.

IL PEGGIORE Michele Ignazzi (NAPOLI), voto 3. E’ come giocare con una radiolina sempre accesa in campo: parla tutto il tempo. Dispensa consigli, rimproveri, commenti e disquisizioni tecnico-tattiche alla Bruno Longhi, senza però entrare mai nel vivo del match. In verità è anche un po’ sfortunato quando finalmente prova a costruire il gioco, oltre che a commentarlo. Sul finire del primo tempo si abbandona ad intemperanze inconsulte, e un po’ come Schettino sulla Concordia minaccia l’abbandono della nave che affonda. DILETTANTISMO.
IL MIGLIORE Claudio Giannini (GENOA) voto 9. Entra in campo esaltato come un ciclista dopato al Tour de France, quando tocca il suo primo pallone si capisce subito che per il Napoli non sarà una giornata facile. I suoi compagni di squadra lo chiamano “Flash” e non si fa fatica a capirne il motivo: macina kilometri ad una velocità media da fare invidia ai motore Ferrari nelle prove libere di Miranello. Il look è quello di un pornodivo navigato e Ignazzi (che è del ramo) fa il pignolo e gli conta i centimetri ogni volta che batte una palla inattiva. Alla fine tutto finisce in una richiesta d’amicizia su Facebook… accetterà? USAIN BOLTT

BOLOGNA-FIORENTINA: 5-5
L’arbitro Pierino D’angelo è riuscito a condurre magistralmente in porto una partita che definire nervosa è dire poco. Si affrontavano due squadre alla ricerca dei primi punti in classifica (il Bologna veniva dalla gara rinviata della prima giornata, ed i viola dalla sconfitta contro il Napoli), il risultato finale non poteva che essere quel pari che muove la classifica di entrambe, ridimensionando però il Bologna, alla vigilia indicata da tutti come l’ammazza-torneo. 
Per ora la ribattezziamo l’ammazza-Pugliese, in considerazione del trattamento riservato all’attaccante viola, messo ko ad ogni uno contro uno. Si arriva ai cinque falli dopo nemmeno dieci giri di lancette, ed il più oxfordiano di tutti smadonna ogni qualvolta viene sfiorato. I morti invocati fanno pensare che partite del genere sarebbe meglio giocarle il 2 novembre. La prima frazione si è chiusa col Bologna in vantaggio 5-4, riflesso di un primo tempo giocato meglio dagli ospiti, che hanno creato diversi grattacapi a Tommaso Ludovico. Nella ripresa però i rossoblù sono calati vistosamente, concedendo campo a Duca che altro non aspettava per ferire in contropiede e riequilibrare la partita. Il resto è pura caciara fino al triplice fischio. Finisce 5-5, un pareggio giusto per due squadre che quasi certamente dimostreranno in seguito le proprie reali potenzialità, e che si spera si facciano una camomilla in più prima di scendere in campo. Perché così proprio non va.

IL PEGGIORE Giuseppe Galante (BOLOGNA), voto 5. Gioca bene, solo che per lui il calcio è una guerra, e in ogni partita qualcuno deve morire. Richiama i suoi alla fase difensiva con la pacatezza di Trapattoni nelle interviste in tedesco, picchia come Delio Rossi da ubriaco, e dopo aver scaraventato Pugliese sul secondo gradone della tribuna, invoca un improbabile “spalla a spalla, regolareee!”. A fine gara si porta a casa 3 stinchi, una caviglia e 7 malleoli di origine fiorentina certificata. COLLEZIONISTA… DI OSSA!
IL MIGLIORE Vincenzo Duca (FIORENTINA), voto 7. E’ il migliore dei suoi, se non altro l’unico a mantenere la calma in una partita per nervi forti. Il ke-way degli Iron Maiden con cui si presenta in campo preannuncia un agonismo estremo, poi però gioca una partita pulita, di corsa.. tantissima corsa, qualcuno lo avvisi che come i bicchieri dei coktail il sabato sera, prima o poi, anche il campo finisce. Nei novanta minuti segna quattro gol ed è l’unico tra tutti a non smadonnare. Sgargiante nell’inedita veste di paciere. CATTOLICO.

Una menzione finale, a parte, la merita l’infortunio accorso ad Angelo Calabrese I°. Il “capellone” del Parma Club, grande sabotatore di questo torneo, si è procurato una distorsione al 1’ minuto di gioco durante la sfida contro l’Erchie. Considerato che sulla pagina del gruppo, sapientemente, qualcuno gliel’aveva tirata, è giusto rimediare facendogli pubblicamente gli auguri per una pronta guarigione. Gli stessi auguri li rivolgiamo anche a Walter Surdo. Come già scritto, il centrocampista dell’Halles Verona dovrà recuperare dal brutto infortunio al polso destro rimediato nell’anticipo di mercoledì scorso contro l’Inter. Corteggiato da tutte le squadre prima dell’inizio del torneo, la sua avventura è durata solo trenta minuti. Sfortunatissimo. Forza Angelo e forza Walter. 

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sabato 16 novembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Napoli di forza sulla Fiorentina, Inter e Genoa si accontentano del pari.

Dopo una pantomima durata due settimane, e culminata nel ritiro (in qualche modo annunciato) del team di Angelo Calabrese, il campionato “QUELLI DI… SERIE A” è finalmente giunto al battesimo del campo ed ha fornito i primi verdetti.

INTER-GENOA: 6-6
E’ iniziata con un pari l’avventura di Genoa ed Inter che hanno mosso la classifica dandosi battaglia in una partita equilibrata fino all’ultimo secondo. 


Il Genoa in formazione "rimaneggiata" a causa degli infortuni di Franco Moretti e Mancino, si è affidato alle soluzioni offensive di un inedito tandem d’attacco Giannini-Bianco, col primo in veste di suggeritore ed il secondo nella versione di realizzatore.
Di contro i neroazzurri di Domenico Ciriello, trascinati da un Michele Posa in serata di grazia, e salvati in due occasioni dal portiere Cantore,  hanno tenuto il match sui binari dell’equilibrio, anche dopo l’infortunio accorso a Ricciardi, che si è stirato il quadricipite in un’azione d’attacco a più di dieci minuti dalla fine.


IL PEGGIORE Domenico Ciriello (INTER), voto 5. Di incoraggiamento. Nonostante il suo sport preferito sia la carambola, si avvicina all’erbetta sintetica con la familiarità del veterano. Grinta e impegno in mezzo al campo nel primo tempo, ma zero palloni giocati. Più a suo agio nella ripresa quando si posiziona nell’area piccola, sfiorando anche il gol in diverse occasioni. Fino a qui sufficienza piena, poi però comincia a discutere le scelte arbitrali dimostrando scarsa conoscenza del regolamento. POLEMICO.

IL MIGLIORE Giuseppe Nigro (GENOA), voto 7. Difensore tignoso gioca la classica partita di copertura, poi sul finire del primo tempo cortocircuita ed estrae dal cilindro un gol pazzesco: recupera una palla vagante ed esplode un destro da centrocampo che si va ad insaccare proprio sotto l’incrocio dei pali difesi da Cantore (il quale, dopo aver bestemmiato in arabo, applaude anche lui la prodezza dell’avversario). Nel secondo tempo sventa sulla linea una conclusione di Posa e salva il risultato. ISPIRATO.



NAPOLI-FIORENTINA: 7-5
Il Napoli è partito bene facendo suoi i tre punti contro un’ostica Fiorentina, presentatasi al palazzetto in formazione di fortuna. E' stata una gara vivace e giocata su ritmi molto alti (soprattutto nel primo tempo), con le due squadre che si sono affrontate a viso aperto cercando entrambe la vittoria. Il primo tempo si è chiuso col punteggio di 2-1 in favore degli azzurri, e nelle trame di gioco sono spiccate le sgroppate di Tarantini per il Napoli, e la difesa rocciosa di Francesco Giannuzzi per gli ospiti. La ripresa è stata più maschia, così gli azzurri -fallosi!-, già dopo cinque minuti, hanno concesso ai viola il primo (di una lunga serie!!!) di tiri liberi. Fortunatamente nel duello a distanza tra Vincenzo Duca e Francesco Guarino, è stato sempre il portierone partenopeo ad avere la meglio.

IL PEGGIORE Giacinto Tarasco (NAPOLI), voto 4. In verità l’attaccante del Napoli parte benissimo, entra in campo motivato e al primo pallone utile fa subito gol, dimostrando che il suo rapporto con i portieri è pari a quello che ha con le donne: quando ne vede una, la trafigge. Poi però ne combina una delle sue. Siamo al 40’, fermi sul punteggio di 4-2 per gli azzurri. Il difensore viola Francesco Giannuzzi, tradito dal campo scivoloso, perde l’equilibrio e cade sul pallone. Tarantini, di spalle alla porta, non si accorge di nulla, e ritrovandosi la sfera tra i piedi, istintivamente serve Tarasco nell’area piccola. A quel punto, indisturbato, il bomber delle quattro mimose ha tutto il tempo di stoppare, pettinarsi, pensare all’ormai mitico “gesto fair play” di Paolo Di Canio….. e poi fottersene di tutto e tutti, e mettere ugualmente in rete. Compagni ed avversari lo guardano increduli. Lui esulta come pazzo. ANTISPORTIVO.

IL MIGLIORE Francesco Tarantini (NAPOLI), voto 7. Ingannato dal nome della pagina facebook sulla quale è nata l’idea di organizzare il campionato, si presenta sugli impianti sportivi della Pescarella… e trova tutto chiuso, pizzeria compresa. Comincia allora un mini-tour tra i campetti della città alla ricerca dei suoi compagni di squadra, quando finalmente arriva al palazzetto imballa lo stereo della sua macchina su una canzone di Nek. In campo però la musica è un’altra: detta i tempi della manovra ed è preciso in ogni passaggio. Corsa, cuore, due gol di rapina e tanti recuperi in fase difensiva. MOTIVATO.


BOLOGNA-VERONA: rinviata (per “mangiata”… di altri!!!)
E' stata rinviata a data da destinarsi la partita più attesa della prima giornata, che avrebbe dovuto vedere opposte una all'altra, le due grandi favorite di questo campionato. Nei prossimi giorni sulla pagina facebook "Quelli di... tutti i lunedì alla Pescarella" verranno comunicati data ed orario della gara di recupero. Nel frattempo entrambe le formazioni preparano l'impegno della seconda giornata.

lunedì 9 settembre 2013

QUELLI DI... SERIE A 2013/2014 | Esordio col botto per il Napoli, travolto 14-0 il Parma


Quindici minuti bastano alla Legea Team formato Napoli nella prima amichevole pre campionato per prendere il largo contro gli uomini di Giuseppe Nigro, che reggono il match solo nelle fasi iniziali poi vanno sotto e accusano la maggiore freschezza atletica degli avversari per tutta la durata della partita. 

La gara inizia con i consueti venti minuti di ritardo imputabili al solito Martino Santoro, che arriva al Palazzetto fuori tempo massimo ma comunque già vestito di tutto punto con la divisa da gara. Tuttavia anzichè entrare in campo, si chiude inspiegabilmente negli spogliatoi per oltre un quarto d'ora. La partita non è neppure iniziata e a qualcuno gli è già passata la voglia di giocare. Come puntualità siamo quasi ai livelli di Mancuso. Fischio di inizio, e pallino del gioco subito nelle mani e nei piedi della Legea.

Primi quindici minuti equilibrati, di studio, poi... davanti ad un pubblico di zero spettatori, Santoro decide di farsi perdonare per il ritardo e mette a segno il primo (e probabilmente ultimo!) gol stagionale, raccogliendo un perfetto assist di un ispiratissimo Gianvito Volpe in versione Andrea Pirlo. Passano pochi secondi ed arriva il raddoppio di Piero Bozza grazie ad un altro cross di Volpe, che tre minuti più tardi serva anche al nuovo acquisto Luciano Catapano la palla del 3-0. Al 25’ a timbrare il cartellino è nuovamente Bozza, mentre al 30’ l'incontenibile Volpe, dopo tre assist, chiude il primo tempo con uno straordinario destro al volo che vale la rete del 5-0.


Nella ripresa il ritmo cala e di conseguenza sale in cattedra Giginho Tarasco, che strapazza il portiere Damiano Pirrazzo con conclusioni da fuori che trovano quasi sempre l'angolino. Uno, due, tre, quattro gol in serie. Poker servito per il Savicevic di via Gigli, che sul 9-0 si riscopre anche assist-man regalando a Volpe, in un raro eccesso di altruismo, la palla del 10-0. Partita senza storia per la Mancinigro Soccer che si affaccia alla porta bianco-azzurra senza continuità, con qualche sgroppata sulla fascia di Giovanni Mancino ed con un paio di soluzioni da fuori di Piero Giannuzzi disinnescate da Santoro, nel frattempo relegato in porta. 

Al 45' è Nicola Nettis che prova a riaprire la partita, ma il suo pallonetto non impensierisce l'altissimo (sic!) e levissimo Martino Santoro. 

A dieci minuti dalla fine Giginho Tarasco confeziona il capolavoro della serata lasciando tutti a bocca aperta: conquista palla a centrocampo, si beve in dribblig Nigro e Giannuzzi e poi scavalca Damiano Pirrazzo con un tocco morbido come la carta igienica della Scottex. Gli ultimi tre gol li segna Catapano, che si conferma grande rapinatore d'area.

Pagelle LEGEA TEAM formato Napoli (pre-campionato): Piero Bozza 6, Martino Santoro 6, Gianvito Volpe 6.5, Luciano Catapano 6.5, Giacinto Tarasco 8; MANCIONIGRO formato Parma (pre-campionato): Damiano Pirrazzo 5.5, Piero Giannuzzi 5.5, Giuseppe Nigro 5.5, Giovanni Mancino 6, Nicola Nettis 6


IL MIGLIORE Giacinto Tarasco (Napoli), voto 6. Poca -pochissima!- corsa ma tante soluzioni da fuori area, che all'inizio spaventano solo gli astronauti di stanza sulla stazione orbitante tra la Luna e Marte, ma poi finiscono con lo spaventare anche Pirrazzo. Il Savicevic di via Gigli regala agli zero spettatori paganti un classico del suo vecchio repertorio: dribbling tra due uomini e sinistro morbido sotto l'incrocio. Qualcosa di assurdo. Adesso possono anche venire gli U2 a suonare a Ginosa alle feste d'ottobre, la cosa più incredibile che potesse succedere.. è già successa.

domenica 1 settembre 2013

Gazza nuovamente in campo per dare un calcio all'alcolismo

Tutti i grandi campioni si riconoscono dai record. A soli 15 anni Gianni Rivera ha fatto il suo esordio nel campionato italiano, a 16 anni Pelè si è laureato per la prima volta campione del mondo, a 24 anni Maradona è stato il primo e unico calciatore a riempire uno stadio di 50mila spettatori che hanno pagato il biglietto solo per vederlo palleggiare. E c'è stato un campione che si è distinto tra i campioni: a 11 anni ha passeggiato nudo lungo il Tamigi, a 13 anni è stato allontanato dalla scuola per aver aggredito la sua professoressa di scienze, a 16 anni è stato denunciato per rissa, furto di alcolici e atti osceni in luogo pubblico. A 18 anni è riuscito a trascorrere il suo primo sabato sera senza bere un goccio, e il giorno dopo ha esordito in Premier League. Questo campione si chiama Paul Gascoigne, e in un Pescara-Lazio del 92/93 ha realizzato uno dei gol più belli del nostro campionato. E' stato il miglior giocatore dei mondiali di calcio Italia'90 ed ha deliziando con le sue giocate i tifosi di tutto il mondo. Nella sua carriera ne ha combinate di ogni: ha ammonito gli arbitri, ha preso in giro i propri allenatori, ed ha bevuto tanto. Soprattutto ha bevuto tanto. Gazza è stato uno dei migliori calciatori al mondo, ma anche uno dei peggiori alcolisti al mondo, e quando sembrava finalmente essere uscito dalla dipendenza dall’alcool, nel 2009 è stato ricoverato in una clinica di Londra per disintossicarsi dal consumo di Red Bull, riusciva a berne più di 60 al giorno. Pochi mesi dopo la depressione e il tentativo di suicidio. Nel 2010 l’ennesimo ritorno. Fino al febbraio 2013, quando, in preda ad una crisi cardio-respiratoria è stato ricoverato d'urgenza in una clinica dell'Arizona. Tre bottiglie di Jack Daniels in un’ora. E’ stato sir Alex Ferguson, l’ex tecnico del Manchester United, che sentita la notizia in televisione, ha deciso di sopportare per intero le spese per la riablitazione di Gazza. A dimostrazione che l’uomo Gazza, prima ancora che il campione Gazza, è stato amato aldilà delle rigide barriere del tifo.

L’avevamo visto l’ultima volta su un campo di calcio a novembre del 2012, all’Olimpico di Roma, in occasione della gara di Europa League tra la Lazio e il Tottenham, entrambe sue ex squadre. Prima della partita l’indimenticato talento laziale aveva  fatto il classico giro del campo, accompagnato dal presidente biancoceleste Claudio Lotito. Sembrava guarito, e invece c’è stata l’ennesima ricaduta nel vizio di sempre, ed il ricovero in Arizona. Ma oggi Paul Gascoigne ritorna nuovamente, ed assicura che non ci ricascherà. E per dimostrare che stavolta è più determinato torna in campo. Lo fa a Tyneside, nel Newcastle. Rimetterà ai piedi gli scarpini per una sera, e sarà la tappa inaugurale del “Gazza Comeback Tour 2013”, il tour col quale intende sensibilizzare i giovani ad evitare gli alcolici, attraverso il racconto della sua incredibile esperienza. Riabbraccerà vecchi amici del mondo del calcio, ed i medici che lo hanno curato in Arizona, e con loro parlerà delle problematiche connesse all’abuso di sostanze alcoliche. Regalerà magliette autografate,  e poi farà la cosa che un tempo gli riusciva meglio di tutte: giocare a calcio. Sembra determinato: vuol dimostrare a tutti che stavolta ne è uscito per davvero. Tra gli amici che prenderanno parte alla manifestazione, anche Thomas Doll e Roberto Di Matteo, oltre al suo storico miglior amico Jimmy Gardner che ha dichiarato: “Paul è tornato quello di una volta, sta bene, sembra tornato il ragazzo allegro che conoscevo a 16 anni, solo che è un po’ più magro di quando aveva sedici anni". 

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